LA DELUSIONE
|Atletica, Giochi del Mediterraneo: Filippo Tortu rinuncia alla finale dei 200 metri!
Lo sprinter brianzolo si era qualificato a fatica con il primo tempo dei ripescati in batteria. Ancora una volta i problemi fisici, che lo stanno tormentando da inizio 2026, gli hanno però impedito di scendere in pista.
“Se c’è la salute, c’è tutto” è una frase che spesso si sente dire in giro, soprattutto da chi comincia ad avere una certa età. Per chi fa sport ad alto livello, il concetto di salute si allarga fino a comprendere lo stato di forma e l’incognita degli infortuni, sempre dietro l’angolo. E da questo punto di vista per Filippo Tortu, almeno in questo tormentato 2026, la salute è sicuramente venuta meno. Lo sprinter brianzolo, infatti, dopo il forfait ai Campionati europei di atletica a Birmingham, ha dovuto rinunciare, dopo averla conquistata a fatica, anche alla finale dei 200 metri ai Giochi del Mediterraneo, che si stanno svolgendo a Taranto.
Tortu, che della manifestazione capace quest’anno di accogliere quasi 4mila atleti, di cui circa 500 italiani, provenienti da 26 Paesi è stato anche portabandiera della squadra azzurra insieme alla pugile campana Irma Testa, è stato bloccato da problemi fisici. L’ennesimo stop per il velocista cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza, dopo la lesione al semitendinoso e al tendine della gamba sinistra patita a gennaio, all’esordio in gara nei 60 metri al coperto a Magglingen in Svizzera e un nuovo infortunio in allenamento ad inizio luglio che ha impedito a Filippo prima la partecipazione ai Campionati italiani di atletica a Firenze e poi quella agli Europei di Birmingham.

I DETTAGLI
Ai Giochi del Mediterraneo, dove l’Italia sta primeggiando nel medagliere con il record di oltre 200 medaglie, Tortu si era presentato con i migliori propositi. Dopo aver scelto di non prendere parte alla staffetta 4×100 metri azzurra che, proprio pochi minuti dopo il fantastico oro conquistato nei 100 ostacoli dalla giovane desiana Celeste Polzonetti, è riuscita comunque ad imporsi con un quartetto formato da Lorenzo Ianes, Damiano Dentato, Filippo Cappelletti e Filippo Randazzo, l’ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, da tempo tesserato per le Fiamme Gialle, si è presentato ai blocchi di partenza della seconda batteria dei 200 metri.
Lo scatto dalla quarta corsia non era stato dei migliori, poi Tortu era riuscito a prendere quel tanto di velocità che lo ha condotto abbastanza bene in curva. Poi, però, sul rettilineo finale, proprio il tratto lanciato che ha visto la sua performance migliore nell’entusiasmante e vincente ultima frazione della staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021, Filippo ha chiaramente pagato il suo attuale, deficitario, stato di forma. E sul traguardo, contro avversari sicuramente alla sua portata, è giunto quarto con il modesto tempo di 20.86. Che, comunque, gli era bastato per essere ripescato per la finale dei 200 metri.
La desiana Celeste Polzonetti, oro nei 100 ostacoli ai Giochi del Mediterraneo
L’ASSENZA
All’atto conclusivo della gara sul mezzo giro di pista, vinta poi dal favorito, il marocchino Yassine Hssine, capace di correre in 19.94 ed arrivare davanti ad uno splendido Filippo Dezza, secondo con 20.22, Tortu, però, ha rinunciato. Ufficialmente per non aggravare ulteriormente i problemi fisici che lo tormentano ormai da mesi. E che, a questo punto, probabilmente meritano un ulteriore approfondimento per arrivare ad una loro risoluzione.
La stagione 2026, infatti, si può dire ormai conclusa. E lo sprinter brianzolo, ormai 28enne, non può permettersi di non riuscire a preparare al meglio l’appuntamento principale per l’atletica nel prossimo anno, i Mondiali di Pechino. E poi a voler guardare più lontano, ma nemmeno tanto, nel 2028 si svolgeranno le Olimpiadi di Los Angeles.

Insomma Filippo, che nel 2018 è diventato il primo italiano di sempre a scendere sotto i 10 secondi nei 100 metri e nei 200 metri ha un personale di 20.10 ormai risalente ai Mondiali di Eugene nel 2022, deve rompere in fretta l’attuale trend negativo. Che nel 2026 gli ha fatto correre, come miglior tempo sui 200 metri, soltanto 20.64 a Foligno nell’ambito del meeting Tommasoni. Ben lontano dallo scendere sotto i 20 secondi, suo obiettivo dichiarato sulla scia di Pietro Mennea, da sempre modello e per ora decisamente irraggiungibile.


