Assolombarda, dal Modello Brianza il tavolo permanente e interistituzionale per lo sviluppo
Il Modello Brianza è un ecosistema territoriale adatto allo sviluppo dei territori. Presentato ieri all’evento “Your Next Monza e Brianza 2026” presso l’Auditorium Ghezzi della BCC Carate e Treviglio a Carate Brianza.
“Ci proponiamo per ospitare un tavolo permanente e interistituzionale che metta a sistema le competenze del territorio, senza sostituirsi ai soggetti già operativi. Non un centro di comando o un tavolo di crisi che risponde alle sole emergenze puntuali, ma un laboratorio interistituzionale e interassociativo capace di anticipare i bisogni e programmare le priorità. – Questa la proposta lanciata da Matteo Parravicini, presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda, che ha aggiunto: “Sarà un’infrastruttura di coordinamento che porti all’attenzione delle istituzioni le esigenze condivise e rafforzi le condizioni di sistema — dalle reti alla formazione, fino all’apertura internazionale — rivelatesi più efficaci per la crescita delle nostre imprese.”
Lo strumento che verrà utilizzato per raggiungere il futuro è il Metodo Brianza, che adesso,e mai prima d’ora era accaduto, è stato messo nero su bianco in un libro. Un metodo operativo per territori che vogliono prosperare. E lo sa bene la Brianza, motore della locomotiva di d’Italia, ovvero la Lombardia, che da sola conta 883.396 abitanti distribuiti su 405 chilometri quadrati, ha un PIL di 36,1 miliardi di euro, che la colloca tra le prime quindici province italiane per valore assoluto. Ma se si misura la densità, cioè il PIL prodotto per chilometro quadrato, sale al secondo posto in Italia, con 89 milioni di euro per km?, e al sessantanovesimo posto in Europa su 1.165 aree NUTS3 (Nomenclature des Unites Territoriales Statistiques) comparabili (cioè zone geografiche locali più piccole rispetto a regioni e macro-regioni, corrispondenti alle province italiane, utilizzate per studiare fenomeni economici, sociali e demografici a livello europeo).
La Brianza, in sostanza, produce molto in poco spazio, con una concentrazione di imprese, competenze e relazioni che non ha paragoni nella manifattura italiana. Oggi la provincia di Monza e Brianza conta oltre 81 mila unità locali d’impresa e 297 mila addetti. Osservando l’area più ampia che il Censis definisce «Grande Brianza»’
, 165 comuni distribuiti tra quattro province, che superano i confini amministrativi per seguire quelli produttivi e culturali del fenomeno, supera le 139 mila unità locali e i 529 mila addetti, con un tasso di occupazione del 70,2% nella fascia 15-64 anni, otto punti sopra la media nazionale.
Il Modello Brianza nasce da una convinzione tanto semplice quanto impegnativa: a competere, oggi, non sono più le singole imprese, ma gli ecosistemi territoriali capaci di mettere in relazione manifattura, conoscenze, ricerca, università, alta formazione, istituzioni e comunità. Non un modello teorico, ma un modo concreto di fare sistema che la Brianza ha costruito nel tempo – non per condizioni eccezionali, ma per scelte ripetute e coerenti, portate avanti da imprenditori, istituzioni, mondo della formazione, università e terzo settore che hanno imparato, generazione dopo generazione, a sentirsi parte di un unico sistema.
Lo sguardo del visionari presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda, Matteo Parravicini, è rivolto al futuro: “È nelle connessioni tra conoscenza e manifattura, tra scuola e impresa, tra ricerca e produzione che si costruisce la competitività dei territori ed è per questo che la nostra Sede si candida a promuovere un tavolo permanente interistituzionale, che metta a sistema le priorità del territorio senza sostituirsi ai soggetti che già lo animano. Non un centro di comando, ma un tavolo interistituzionale e interassociativo che anticipi i bisogni e ne programmi le priorità. Un’infrastruttura di coordinamento, capace di portare all’attenzione delle istituzioni le priorità condivise e di rafforzare quelle condizioni di sistema, dalle reti alla formazione fino all’apertura internazionale che si sono dimostrate più efficaci per la crescita delle nostre imprese”.
Your Next Monza e Brianza 2026 – L’appuntamento che ha dato il via
All’evento “Your Next Monza e Brianza 2026”, svoltosi ieri 14 settembre presso l’Auditorium Ghezzi della BCC Carate e Treviglio a Carate Brianza, si sono succeduti numerosi interventi di rilievo. I lavori si sono aperti con i saluti di Ruggero Redaelli (Presidente BCC Carate e Treviglio), seguiti dagli interventi istituzionali di Luca Santambrogio (Presidente Provincia di Monza e Brianza), Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) e Licia Ronzulli (Vicepresidente Senato della Repubblica). L’analisi dello scenario, intitolata “Il modello Brianza: un patto per il futuro”, è stata affidata a Matteo Parravicini (Presidente Sede di Monza e Brianza Assolombarda). Successivamente, la tavola rotonda “Ridisegnare il futuro del territorio”, moderata dalla giornalista e conduttrice Sabrina Scampini, ha visto il confronto tra Ferruccio de Bortoli (Giornalista e saggista), Emilio Faroldi (Prorettore Politecnico di Milano), Giuseppe Fontana (Presidente Fondazione Comunità di Monza e Brianza), Gianmario Verona (Presidente Human Technopole e Presidente Istituto Italiano di Tecnologia) e Claudia Wiemer (Researcher Director Head of Unit IMM – CNR Sede di Agrate Brianza). Le conclusioni dell’incontro sono state tracciate da Alvise Biffi (Presidente Assolombarda).
Gli interventi e gli ambiti su cui agire
Sebbene la Brianza si confermi un’eccellenza per densità e rendimento produttivo, il modello territoriale necessita di importanti interventi sulle condizioni di contesto per mantenere alta la propria competitività. In particolare, occorre accelerare il potenziamento delle infrastrutture di mobilità e del trasporto su ferro, colmando i ritardi legati alla frammentazione decisionale e connettendo meglio il territorio con gli aeroporti e con Milano. A questo si aggiunge la necessità di una pianificazione urbana capace di rigenerare le ampie aree industriali dismesse, di un’integrazione più forte con il mondo universitario per attrarre e trattenere giovani talenti — superando lo storico divario con i centri accademici —, e infine di un deciso salto di qualità sulla connettività digitale, eliminando i deficit di banda ultralarga che ancora penalizzano diverse zone produttive rispetto a quelle residenziali.
Lo sguardo vero il futuro, le venti linee d’azione
Per tradurre la visione strategica in risultati misurabili, Assolombarda ha definito un piano operativo basato su venti linee d’azione articolate lungo tre dorsali chiave. La quota più consistente di interventi (otto linee) è dedicata alla Dorsale Talenti e Competenze, a testimonianza di come il capitale umano e la formazione costituiscano la vera priorità e la risorsa più preziosa per il territorio. A questa si affiancano la Dorsale degli Investimenti (sei linee), focalizzata su infrastrutture fisiche, connettività digitale e patrimonio immobiliare, e la Dorsale Crescita e Produttività (sei linee), rivolta a rigenerazione urbana, reti territoriali e innovazione di filiera. Con un orizzonte temporale proiettato al 2029, il piano non si limita a sollecitare gli enti pubblici, ma assegna all’associazione un ruolo attivo di regia, coordinamento e supporto diretto alle imprese per guidare la trasformazione competitiva della Brianza.






