Arcore, l’allagamento di viale Brianza arriva in Regione: il M5S interroga sulla Pedemontana
Dopo l’episodio del 17 settembre, l’assessore Travascio chiarisce: “È stato un incidente di lavorazione sul cantiere”.
Gli allagamenti che hanno interessato Arcore il 17 settembre, in viale Brianza, in prossimità dei cantieri della Tratta C di Pedemontana, finiscono al cospetto di Regione Lombardia su iniziativa del Movimento 5 Stelle. Un’interrogazione di Paola Pizzighini lega l’episodio al tema del consumo di suolo e chiede chiarimenti sulle cause citando il progetto Pedemontana tra i fattori che generano l’impermeabilizzazione dei terreni. Una questione che in effetti è stata oggetto anche di un confronto interno tra l’assessore di competenza Luca Travascio e la maggioranza nei giorni scorsi.
Come sia arrivato l’episodio di Arcore (neanche tra i più eclatanti) all’attenzione di una consigliera regionale non è troppo rilevante. Va detto che il Movimento 5 Stelle in Regione, con Marco Fumagalli prima e con Paola Pizzighini oggi, ha sempre dedicato particolari attenzioni al tema di Pedemontana e all’impatto ambientale, economico e viabilistico del progetto infrastrutturale.
Il M5S sugli allagamenti e su Pedemontana ad Arcore
“Nell’interrogazione sollecito Regione ad approfondire le cause di quanto successo considerando il contesto territoriale in un’ottica ampia – scrive Pizzighini – è necessario capire come aggiornare e adeguare la pianificazione urbanistica e le infrastrutture idrauliche tramite una strategia di adattamento al cambiamento climatico e di prevenzione, in modo da non limitarsi ad intervenire dopo il verificarsi degli eventi calamitosi ma di pianificare la sostenibilità”.
E ancora: “Bisogna superare la gestione emergenziale e puntare su politiche di medio lungo termine che si basino sulla manutenzione delle infrastrutture esistenti, il recupero della capacità di infiltrazione dei suoli, il drenaggio urbano sostenibile e la riduzione del consumo di suolo rispetto alla realizzazione di nuove opere di impermeabilizzazione del territorio, già vessato da opere fortemente impattanti quali, cito l’esempio più eclatante, la Pedemontana. Come M5S insisteremo per avere un modello di sviluppo più sostenibile dopo decenni di far west”.
La causa allagamenti vicino al cantiere di Pedemontana
Al di là dei ragionamenti sul macro-sistema, per tornare all’episodio del 17 settembre in viale Brianza, l’assessore Luca Travascio spiega le ragioni dell’accaduto che avrebbero a che fare sì con i cantieri di Pedemontana ma in via del tutto incidentale. “Innazitutto parliamo di una quantità d’acqua di 2-3 centimetri solo su viale Brianza – ha riferito – per un tempo molto limutato, dalle 7.30 circa alle 9. L’accaduto è dipeso accidentalmente da una lavorazione in corso sul cantiere di Pedemontana sul lato destro, procedendo verso Camparada. Li si trova un reticolo minore che si è in parte riversato sulla strada, ma questo è avvenuto indipendente dal volume d’acqua del momento, è stato un incidente di lavorazione”.
L’invarianza idraulica
In generale Travascio ha rivendicato da parte del Comune di Arcore un minuzioso lavoro di controllo sulla relazione tra cantieri di Pedemontana e relative opere di invarianza idraulica: “con Pedemontana e con il supporto di BrianzAcque abbiamo mappato tutti i reticoli minori, anche quelli mai mappati prima e valutato tutte le opere di invarianza idraulica. In alcuni casi, con visioni differenti rispetto a quelle del progetto, abbiamo contestato e argomentato con l’aiuto di BrianzAcque e siamo riusciti a fare modificare gli interventi. E’ successo per esempio per le opere a nord della vasca del Roccolo ma anche in via Varisco dove Pedemontana sta realizzando una vasca volano temporanea per contenere durante i lavori le acque di un reticolo minore di cui non si aveva nemmeno nozione”.
Questo per dire, ha sottolineato Travascio, che la fragilità idrogeologica del territorio di Arcore e il danno ambientale dell’abbattimento dei boschi di Bernate per far largo ai cantieri di Pedemontana, hanno portato il Comune a mantenere un’attenzione particolarmente alta alle questioni idrauliche. Un quadro che rassicura solo in parte, considerato che i reticoli idrogeologici non funzionano a compartimenti stagni ma formano sistemi nei quali l’inefficienza di un tassello può avere ricadute pesanti anche sui territori più “virtuosi”.
La riflessione arriva poi in una fase delle lavorazioni di Pedemontana particolare: questo mese Webuild, il contraente, ha annunciato l’impiego di una flotta di idrofrese (macchine ad alto rendimento) per vincere le resistenze agli scavi del Ceppo della Brianza, un conglomerato caratteristico dei terreni della zona che gli ambientalisti definiscono “l’ossatura del nostro territorio”. E nessuno, a memoria d’uomo, se l’è mai passata bene, con le ossa rotte…


