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|PGT Seveso, il nuovo piano divide il Consiglio: è scontro sul consumo di suolo
La Giunta Borroni difende un piano “flessibile” e orientato alla rigenerazione. Seveso Futura vota contro: “Sembra fatto per tutti, in realtà è uno strumento per pochi”. I tecnici: “Il saldo del consumo di suolo è leggermente negativo”
Seveso – Il nuovo Piano di Governo del Territorio di Seveso è stato adottato dal Consiglio comunale, aprendo ora la fase delle osservazioni e il percorso che dovrà portare all’approvazione definitiva. Ma il primo passaggio in aula ha già evidenziato una netta distanza tra maggioranza e opposizione sulla visione della città che emerge dal nuovo strumento urbanistico.
La sindaca Alessia Borroni lo ha definito un piano “lungimirante e moderno”, costruito attorno a sviluppo economico, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo. Per Seveso Futura, invece, il documento non preparerebbe la città alle sfide dei prossimi decenni e lascerebbe aperti interrogativi su consumo di suolo, tutela delle aree verdi, criteri delle scelte urbanistiche e partecipazione.
In mezzo, la relazione tecnica illustrata in aula ha permesso di entrare nel merito delle scelte del piano.
Borroni sul nuovo PGT a Seveso: “Un piano più flessibile per rispondere ai cambiamenti”
La sindaca ha insistito soprattutto sulla necessità di superare un PGT percepito come troppo rigido e soggetto a interpretazioni differenti.
“Uno strumento di governo del territorio che è interpretabile porta a parecchie discussioni e a volte, come è capitato spesso, a ricorsi”, ha spiegato Borroni, sottolineando anche il costo che i contenziosi possono avere per l’amministrazione e quindi per la collettività.
Da qui l’obiettivo di costruire uno strumento “più flessibile”, capace di adattarsi all’evoluzione economica e sociale della città e alle esigenze di cittadini, imprese e operatori.
“Deve essere flessibile nella gestione delle destinazioni d’uso, ma anche in tutto quello che è l’evolversi dello sviluppo economico e sociale della nostra comunità”, ha detto la sindaca.
Il secondo punto rivendicato dalla Giunta è il consumo di suolo. Borroni sostiene che le nuove previsioni abbiano valori inferiori rispetto alle possibilità edificatorie dello strumento vigente.
“Il nostro obiettivo è migliorare, infatti il PGT è centrale sulla rigenerazione urbana, di conseguenza sulla riqualificazione e la valorizzazione di quello che è il recupero dell’esistente”, ha affermato.
Quattro obiettivi e una nuova idea di città
Il progettista che ha illustrato il piano in Consiglio ha ricondotto l’intero lavoro a quattro obiettivi indicati dall’amministrazione: la riqualificazione del tessuto urbano e dei centri storici, la valorizzazione degli spazi verdi come elementi della rete ecologica, la flessibilità normativa e l’attuazione degli ambiti di trasformazione.
A questi si aggiunge la qualità dei servizi.
La visione tecnica si traduce in alcuni progetti strategici: “rigenerazione diffusa del territorio urbano consolidato”, valorizzazione dei centri storici, Bosco delle Querce come “cuore verde della città”, ambiti di rigenerazione e centralità della città pubblica, insieme alla mobilità lenta.
Sono previsti diversi ambiti di rigenerazione con funzioni differenti: dall’ex Allocchio Bacchini all’ex Sadas, passando per via Sabotino, via Colombo e Schwarzenbach.
Il piano introduce inoltre un criterio più uniforme per gli indici edificatori. Dove il PGT vigente prevedeva indici specifici per i singoli ambiti, il nuovo strumento introduce un indice base comune, con la possibilità di accedere a una quota aggiuntiva attraverso meccanismi premiali, fino a una soglia massima.
Il consumo di suolo: il punto più controverso
È qui che le due letture del piano si dividono maggiormente.
Seveso Futura sostiene che la superficie complessivamente urbanizzabile aumenti rispetto al PGT vigente. I progettisti, però, hanno spiegato in aula che il dato deve essere letto distinguendo la superficie urbanizzabile dal calcolo del consumo di suolo previsto dalla normativa regionale.
Secondo la relazione tecnica, il Comune non era tenuto a una specifica riduzione del consumo di suolo perché nel PGT vigente non erano presenti ambiti di trasformazione su suolo libero soggetti alla riduzione. Nonostante questo, la variante produrrebbe comunque una seppur minima riduzione del consumo di suolo.
Un’area precedentemente classificata come servizio a verde non attuato è stata inoltre ricondotta a un ambito di rigenerazione e, proprio per questa ragione, conteggiata nel consumo di suolo e compensata attraverso nuove superfici verdi.
Ma c’è un altro elemento: la Pedemontana.
Nel confronto cartografico emerge una maggiore superficie urbanizzabile, ma il progettista ha spiegato che “la Pedemontana ha cambiato in maniera consistente il suo tracciato, quindi con la vasca, con le opere connesse”.
Quelle infrastrutture, essendo di livello sovracomunale, non vengono computate come consumo di suolo secondo i criteri regionali illustrati in aula.
È quindi su questo punto che si concentra una parte importante della polemica: Seveso Futura guarda alla superficie urbanizzabile complessiva e contesta l’aumento; la lettura tecnica distingue invece questo dato dal saldo del consumo di suolo previsto dalla normativa.
Nuovo PGT a Seveso: il verde come infrastruttura della città
Il nuovo PGT assegna un ruolo centrale alla rete ecologica.
Il Bosco delle Querce viene definito dai progettisti “cuore verde della città” e il suo ampliamento viene inserito nel Piano dei Servizi come “servizio in progetto”.
La rete comprende inoltre il Parco delle Groane, il Grugnotorto e le connessioni legate alle aste fluviali. L’obiettivo è costruire collegamenti verdi nord-sud e una connessione est-ovest attraverso il tessuto urbano.
“La speranza è di andare a creare questa rete verde”, ha spiegato il tecnico, illustrando anche l’individuazione di aree di compensazione ambientale e di superfici verdi all’interno degli ambiti di rigenerazione.
Sul fronte dei servizi, il dato illustrato in aula è quello di una dotazione già superiore al minimo regionale: 33 metri quadrati per abitante contro i 18 previsti come riferimento minimo.
Il nuovo piano punta quindi non soltanto ad aumentare i servizi, ma a metterli in relazione con verde, centralità urbane e mobilità.
Dorsali ciclopedonali e mobilità lenta
La mobilità lenta è l’altro elemento della struttura strategica.
Il PGT individua una rete principale di dorsali ciclopedonali destinata a collegare i centri storici, le centralità e le grandi superfici verdi. A questa si aggiunge una rete più minuta di collegamenti locali.
“Abbiamo sempre ragionato su due livelli, uno strategico e uno un po’ più minuto e locale”, ha spiegato il progettista.
Il sistema è stato inoltre verificato rispetto al Piano generale del traffico urbano, con l’obiettivo di mantenere coerenza tra gli strumenti.
Seveso Futura: “È un PGT nato vecchio”
Se la maggioranza legge il documento come un cambio di passo, Seveso Futura ha espresso un giudizio opposto e ha votato contro.
“È un PGT nato vecchio”, ha dichiarato il consigliere comunale Giorgio Garofalo, sostenendo che il piano non preparerebbe Seveso ad affrontare adeguatamente rischio idrogeologico, eventi atmosferici intensi, ondate di calore, traffico e sicurezza di pedoni e ciclisti.
Nel mirino del gruppo ci sono soprattutto le aree verdi trasformate in ambiti di completamento e il meccanismo con cui viene calcolata la riduzione del consumo di suolo.
“Fa sorridere che ci si vanti di un obiettivo che in realtà non è stato raggiunto”, ha affermato Garofalo.
Seveso Futura sostiene inoltre che la rigenerazione urbana rischi di tradursi soprattutto in nuova edilizia e contesta l’ampia discrezionalità lasciata alla fase attuativa.
Il caso Schwarzenbach e la richiesta di trasparenza
La polemica dell’opposizione si sposta poi sui criteri utilizzati per classificare le diverse aree.
Seveso Futura chiede che vengano resi pubblici in modo più chiaro gli indicatori, i vincoli e i criteri che hanno portato a distinguere aree vicine tra loro.
Il gruppo cita, in particolare, due terreni nei pressi del fiume Seveso che, a circa 120 metri di distanza, avrebbero ricevuto destinazioni urbanistiche differenti.
Ancora più delicata la contestazione relativa alla Schwarzenbach. Garofalo sostiene che alcuni fabbricati siano stati esclusi dal perimetro dell’ambito, con un possibile vantaggio per i proprietari, e collega la questione anche alla presenza tra questi di consiglieri comunali di maggioranza.
“C’è un grande tema di conflitto di interessi che abbiamo cercato di portare nella discussione e che la maggioranza ha completamente ignorato”, ha dichiarato.
Si tratta di contestazioni formulate dall’opposizione: per trasformarle in fatti accertati sarebbero necessari gli atti relativi alle proprietà, alle posizioni dei consiglieri e alle eventuali dichiarazioni o astensioni durante il procedimento.
La partecipazione e il prossimo passaggio
Seveso Futura contesta anche il percorso partecipativo, sostenendo che le precedenti finestre per la presentazione delle osservazioni siano cadute in periodi poco favorevoli alla partecipazione.
La maggioranza rivendica invece il lavoro svolto nel percorso che ha portato alla proposta adottata.
Ora il procedimento prosegue. Dopo l’adozione, il piano sarà pubblicato per la presentazione delle osservazioni. Seguiranno l’esame e le controdeduzioni, oltre ai pareri degli enti competenti, prima dell’eventuale approvazione definitiva.
Nel frattempo scatta il regime di salvaguardia previsto dalla normativa: le pratiche edilizie saranno valutate anche alla luce del nuovo strumento adottato.
Per Borroni, dunque, il voto rappresenta l’avvio di un percorso destinato a cambiare il modo in cui Seveso governerà il proprio territorio.
“Questo è solo l’inizio di un percorso importantissimo per questa amministrazione”, ha concluso la sindaca, rivendicando anche il provvedimento come uno dei punti del programma elettorale portati avanti nei tempi previsti.
Per Seveso Futura, invece, il voto contrario segna la bocciatura di un piano che, nella sintesi di Garofalo, “sembra un PGT fatto per tutti, e in realtà è uno strumento per pochi”.


