ECCO PERCHè
|A Monza il trofeo è “FRAGILE”: tazze e coppette per celebrare la vittoria
Una metafora per spiegare una vittoria “che si conquista giro dopo giro e che non corrisponde mai ad uno status eterno e inalterabile”.
A Monza il trofeo del vincitore saranno tazze e coppette. Ma l’idea non c’è una trovata di marketing di Ikea, bensì Pirelli, title sponsor della gara, che insieme al museo d’arte contemporanea Pirelli HangarBicocca ha coinvolto gli artistiSimeone Crispino e Stella Scala in un progetto all’insegna della creatività.

Il trofeo si chiama FRAGILE, ma non come la ceramica. Il nome richiama infatti l’idea di una vittoria “che si conquista giro dopo giro e che non corrisponde mai ad uno status eterno e inalterabile”, spiega il duo artistico vedovamazzei.
I tre piloti che domenica saliranno sul podio – e il rappresentante del team vincitore – potranno festeggiare l’esito della gara con una composizione stratificata di oggetti domestici, tazze e coppette, elementi scultorei che assumono, impilati uno sull’altro, una forma verticale dall’aspetto precario.

“L’ideazione del trofeo parte da una riflessione sul concetto di coppa celebrativa così come veniva usata nell’antichità – spiegano gli artisti – quando era utilizzata come un grande calice per bere, con un senso di celebrazione e festa condivisa”.
Il trofeo del Gran Premio d’Italia viene commissionato ogni anno ad artisti italiani nell’ambito di un progetto pluriennale, giunto alla sua sesta edizione. Per l’edizione 2026, la realizzazione è stata affidata Stella Scala e Simeone Crispino, noti per la loro pratica artistica che si muove tra ironia e capacità di cogliere contraddizioni e complessità del reale. Le loro opere reinterpretano spesso oggetti di uso quotidiano, mettendo in luce gli aspetti paradossali del mondo che ci circonda.

“Abbiamo voluto rendere il trofeo il simbolo di una vittoria che il singolo impugna concretamente ma che riflette lo stato d’animo di una collettività: nel caso della Formula 1, il team, i tifosi e tutto il mondo attorno ai piloti. – raccontano – La composizione riporta anche a una dimensione quotidiana, ad un gesto ripetuto che fa riferimento alla fatica di una vittoria che si conquista giro dopo giro e che non corrisponde mai ad uno status eterno e inalterabile. È instabile, dura poco e poi va riconquistata. È, appunto, fragile”.
Il trofeo Pirelli per Monza ha unito sia tecniche tradizionali che tecnologie moderne. Tutto è cominciato con la trasposizione su carta di disegni e bozzetti e successivamente una realizzazione altamente tecnologica di stampa 3D con polvere di nylon, materiale poi verniciato, galvanizzato e lucidato fino a divenire specchiante.
Un’opera che eleva oggetti semplici e quotidiani in una scultura per celebrare uno dei momenti più attesi del weekend di Monza. Una precarietà che non è un difetto, ma il simbolo di una vittoria da conquistare e difendere.


