Vertenza Granarolo, il Prefetto convoca le parti e apre la strada all’accordo: sospeso lo stato di agitazione
In Prefettura il confronto tra S.I. Cobas, San Martino e Granarolo. La cooperativa presenterà una proposta formale sui livelli di inquadramento entro l’11 settembre. Il sindacato: «Ora serve un accordo quadro vincolante»
Una tregua, con una scadenza già fissata sul calendario. È questo l’esito del confronto che si è svolto il 19 agosto in Prefettura a Monza sulla vertenza relativa all’appalto Granarolo, che vede contrapposti il S.I. Cobas, la Cooperativa San Martino e la società Granarolo. A presiedere il tavolo è stato il Prefetto Enrico Roccatagliata, che ha inquadrato l’incontro nell’ambito del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dall’articolo 2 della legge 146 del 1990 e successive modificazioni.
Al tavolo erano presenti, per il S.I. Cobas, il coordinatore sindacale Fulvio Di Giorgio e i rappresentanti sindacali aziendali Ramush Shkrela, Robert Andrei Tirnoveanu e Shihab Uddin. Per la Cooperativa San Martino hanno partecipato Lorenzo Viti e Guglielmo Pighi, mentre per Granarolo, collegati da remoto, Michele Valagussa, Paolo Bruschi e l’avvocato Enrico Schiavone.
Il nodo: livelli, contratto e differenze retributive
Il confronto nasce da una vertenza che da mesi ruota attorno alle condizioni contrattuali dei lavoratori impiegati nell’appalto.
Il S.I. Cobas ha chiesto che il confronto non si limiti a un ulteriore passaggio interlocutorio, ma conduca alla definizione di un accordo quadro vincolante in sede istituzionale.
Tre, in particolare, i punti rivendicati dal sindacato: la piena applicazione del CCNL Logistica a tutto il personale dell’appalto, il riconoscimento dei corretti livelli di inquadramento, con particolare riferimento al quarto e quinto livello, in relazione alle mansioni effettivamente svolte, e la quantificazione e il pagamento delle differenze retributiveritenute dovute.
Una partita che riguarda dunque direttamente il trattamento economico e contrattuale dei lavoratori.
La cooperativa: «Quindici incontri con i sindacati»
Sul fronte della Cooperativa San Martino, Lorenzo Viti ha rivendicato la disponibilità al confronto dimostrata nei mesi precedenti.
Nel corso della riunione è stato ricordato come siano stati complessivamente 15 gli incontri con le organizzazioni sindacali, sette dei quali con il S.I. Cobas.
La cooperativa ha inoltre ribadito la volontà di proseguire il percorso già avviato e di rispettare l’impegno assunto per arrivare alla conclusione del confronto entro il 30 settembre.
Il riferimento è alle disposizioni del contratto nazionale e, in particolare, agli articoli 7 e 8, richiamati durante la discussione.
Granarolo: «Accelerazione degli ultimi giorni non giustificata»
Anche Granarolo ha preso parte al confronto, manifestando attraverso il proprio legale alcune perplessità rispetto alla tempistica della vertenza. L’avvocato Enrico Schiavone ha sottolineato come, dal punto di vista dell’azienda, l’accelerazione registrata negli ultimi giorni non apparisse giustificata alla luce delle interlocuzioni precedenti e del percorso temporale che le parti avevano condiviso.
Una posizione che si è inserita in una discussione più ampia sulle modalità con cui dovranno proseguire i rapporti tra le parti.
La mediazione della Prefettura
Dopo un confronto articolato, la Prefettura ha individuato una possibile base comune per evitare che la vertenza tornasse a inasprirsi.
Il prefetto Roccatagliata ha infatti rilevato la presenza delle condizioni per avviare un percorso condiviso finalizzato all’attribuzione del corretto livello di inquadramento dei lavoratori sulla base delle mansioni concretamente svolte. L’obiettivo indicato è quello di arrivare a un contesto lavorativo «il più sereno possibile per tutti». Ed è proprio su questa base che è stato individuato il prossimo passaggio decisivo.
La proposta arriverà a settembre
La Cooperativa San Martino ha dato la propria disponibilità a programmare un nuovo incontro, nel corso del quale presenterà formalmente una proposta di «accordo-livelli». La proposta dovrà essere definita nella settimana compresa tra il 7 e l’11 settembre 2026. Una scadenza che ora assume un peso particolare perché sarà su quel documento che le parti potranno verificare concretamente la possibilità di arrivare a un’intesa. Alla luce dell’impegno assunto, il S.I. Cobas ha dichiarato la sospensione dello stato di agitazione. Non una chiusura definitiva della vertenza, dunque, ma una pausa in attesa del prossimo passaggio.
Le rivendicazioni economiche restano sul tavolo
La sospensione dello stato di agitazione non significa però che le richieste avanzate dal sindacato siano state ritirate. Restano infatti aperte le questioni relative alle differenze retributive legate agli inquadramenti contestati e al pagamento delle festività, che il S.I. Cobas considera parte integrante della vertenza.
Il sindacato ha inoltre precisato di non considerare superate le proprie posizioni sulla legge 146/1990, rispetto alla quale ribadisce la propria contrarietà all’applicazione della disciplina sui servizi pubblici essenziali alla logistica privata, ritenuta estranea all’ambito della normativa.
La partita si sposta a settembre
Granarolo ha preso atto degli esiti dell’incontro, mentre la Prefettura ha lasciato aperta la porta a un nuovo intervento istituzionale. In caso di mancato accordo, infatti, la Prefettura ha comunicato la propria disponibilità a convocare ulteriori incontri per approfondire le questioni ancora irrisolte o singoli punti della vertenza. Per ora, dunque, la tensione si abbassa. Ma la partita resta aperta.


