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Pedemontana a Macherio tra cantieri a pieno ritmo, proteste dei residenti e l’allarme degli ambientalisti
Il deposito terre di Pedemontana a Macherio

Mentre i lavori proseguono spediti, alcuni cittadini segnalano il rumore nei cantieri all’alba e le tutele anticaldo. Replica Pedemontana: “Tutto in regola”. I comitati locali intanto chiedono garanzie trasparenti sul futuro delle aree occupate dai depositi terra.

Procedono a pieno ritmo i cantieri di Pedemontana in Brianza. Alcuni cittadini di Macherio hanno segnalato di essere stati svegliati alle 4.30 del mattino dai rumori dei lavori. L’attenzione sul cantiere è alta: alcuni residenti hanno notato anche la presenza di operai attivi nelle ore più calde, con temperature che sfiorano i 40 gradi. E’ successo nei giorni scorsi al cantiere del deposito terre di Macherio: i cittadini si domandano se sia rispettata l’ordinanza anti caldo emanata dalla Regione Lombardia

Pedemontana: “Le attività dei nostri cantieri non sono tra quelle previste dall’ordinanza”

Domanda che abbiamo girato direttamente alla società Pedemontana Lombarda. Ecco la risposta: “I mezzi utilizzati per il movimento terra e le spazzolatrici sono dotati di aria condizionata. I lavori si svolgono su turni compresi tra le 6 e le 22.  Dalla verifica dei registri di presenza non risultano timbrature alle  4:30”. “L’ingresso all’area di cantiere – prosegue Pedemontana –  è presidiato per il rispetto del protocollo di legalità e l’operatore all’ingresso ha un gabbiotto climatizzato. In via Edison c’è anche un moviere per garantire la manovra dei mezzi in ingresso e uscita in sicurezza. Questi ultimi due non svolgono attività intense all’aperto  e ruotano in base alla lunghezza dei turni di lavoro. Questo in ottemperanza alle prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nell’ordinanza di Regione Lombardia si fa riferimento ad “attività fisica intensa”: per capire cosa si intenda nel dettaglio, è possibile consultare il sito workclimate.it. Le attività in corso nell’area segnalata non ricadono tra quelle previste nell’ordinanza”. 

pedemontana a macherio deposito terre

I comitati: “Dove c’erano gli alberi, oggi ci sono cumuli di terre e macerie”

L’attenzione dei cittadini e dei comitati sui cantieri non riguarda solo i disagi quotidiani. Le associazioni ambientaliste  Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, il Circolo Legambiente di Seveso, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda e il Coordinamento Ambientalista PTCP Monza e Brianza hanno diffuso un comunicato, dopo un sopralluogo nell’area della chiesetta di Santa Margherita alle Torrette di Macherio. “Dove fino a poco tempo fa si estendevano campi agricoli fertilissimi delimitati da maestosi filari e da fasce boscate, oggi si osservano enormi cumuli di terre, materiali di scavo e macerie, piste di cantiere, mezzi in movimento, recinzioni e perfino un’ampia area asfaltata destinata ai controlli dei camion. Un paesaggio quasi lunare, che rappresenta una trasformazione radicale di uno dei suoli agricoli di pregio della Brianza” scrivono i comitati. 

cantiere pedemontana macherio

La proposta di un parco sovracomunale 

“Fino all’ultimo abbiamo cercato di evitare che questo patrimonio andasse perduto, proponendo che venisse mantenuta la Compensazione Ambientale denominata Progetto Locale 24 (PL24) che prevedeva la realizzazione di un grande parco sovracomunale capace di collegare aree verdi oggi frammentate e di restituire alla fruizione dei cittadini un importante polmone ecologico. Le scelte compiute dalle amministrazioni comunali sono state però diverse e poco lungimiranti. Lissone ha scelto di sfilarsi, ripiegando su interventi frazionati e dispersivi di dubbia utilità. Macherio, e in particolare la sua attuale amministrazione, non ha invece voluto confermare la parte più significativa delle Compensazioni Ambientali che la riguardava, optando per cinque interventi frammentati, complessivamente ben lontani dall’obiettivo di costruire una nuova naturalità di sistema. Oggi una parte consistente di quest’area che era parte del PL24 è occupata dal deposito delle terre di scavo e degli inerti provenienti dai cantieri della nuova autostrada

Cantiere pedemontana deposito terre macherio

 Chi controllerà?

In vista del futuro ampliamento del deposito terre verso nord, gli ambientalisti pongono una serie di quesiti sul ripristino finale dei luoghi, una volta terminata l’opera: “Quali opere di ripristino sono previste e come verrà accertata la qualità agronomica dei terreni? Chi verificherà la rimozione delle strutture provvisorie e l’effettiva decompattazione del suolo? Quali garanzie finanziarie sono state imposte a Pedemontana?” . I comitati chiedono che la restituzione dei terreni avvenga mediante un processo trasparente, certificato scientificamente e aperto alla verifica pubblica.

cantiere Pedemontana a Macherio foto società Pedemontana

Intanto Pedemontana ha diffuso un nuovo “bollettino” sull’andamento dei cantieri nelle tratte B2 e C,  con numerose foto. “Le lavorazioni  proseguono e si consolidano sul territorio, confermando la natura articolata di un sistema di cantieri che avanza per fasi, con intensità e modalità diverse a seconda delle lavorazioni. I cantieri continuano a svilupparsi lungo un territorio ampio e complesso, dove attività preliminari, opere strutturali, viabilità provvisorie e interventi ambientali procedono in parallelo, secondo una programmazione che tiene conto delle condizioni operative, delle interferenze presenti e delle esigenze della mobilità locale. Il cantiere va letto non come un unico fronte lineare, ma come un sistema di interventi diffusi e coordinati”.

cantiere pedemonatana Desio foto pedemontana