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Parto in acqua e sette nuove sale: al San Gerardo nasce il nuovo percorso per le mamme

Dal 9 settembre cambia anche l’accesso al Pronto soccorso ostetrico-ginecologico: il nuovo percorso al primo piano del Settore C. Ogni anno sono circa 10 mila le donne che arrivano in emergenza

Sette nuove sale parto, la possibilità di partorire in acqua, sistemi di monitoraggio che permetteranno alla futura mamma di muoversi durante il travaglio e un accesso al Pronto soccorso ostetrico-ginecologico pensato per rendere più semplice e immediata la presa in carico. Al San Gerardo di Monza cambia il volto dell’area dedicata alla nascita.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 9 settembre, quando il Pronto soccorso ostetrico e ginecologico verrà trasferito nella nuova area nascita, al primo piano del Settore C. Un trasloco che non è soltanto logistico: l’obiettivo è mettere finalmente sotto lo stesso tetto i servizi destinati alle donne che arrivano in ospedale per un’urgenza e quelli dedicati al parto.

Una struttura che ogni anno intercetta circa 10 mila accessi e che diventerà così parte di un percorso più compatto, con le sale parto immediatamente vicine.

Dalla strada direttamente all’area nascita

Anche l’arrivo in ospedale sarà diverso. Le future mamme potranno entrare direttamente da via Pergolesi, attraverso un accesso controllato e presidiato. Sono previsti anche posti auto riservati, illuminati e facilmente individuabili.

Dal piano terra sarà poi possibile raggiungere il primo piano con un ascensore dedicato e sorvegliato. Ad accogliere le pazienti ci sarà l’ostetrica del triage, insieme all’équipe del Pronto soccorso ostetrico-ginecologico.

Una sequenza studiata per ridurre passaggi e spostamenti proprio nei momenti in cui il tempo può diventare importante: dalla prima valutazione all’eventuale trasferimento nelle sale parto o nelle aree specialistiche.

san gerardo

Sette sale, e il parto può entrare in acqua

Il cuore della novità saranno però le sette nuove sale parto. Spazi più grandi e luminosi, progettati per rendere meno ospedaliero possibile uno dei momenti più delicati della vita di una famiglia.

Tra le possibilità offerte c’è anche il parto in acqua. Le vasche sono dotate di sistemi di cromoterapia e aromaterapia pensati per favorire il rilassamento e il comfort durante il travaglio.

La tecnologia, però, non servirà a tenere la donna ferma davanti a un monitor. Al contrario.

Grazie ai sistemi di telemetria, sarà possibile controllare continuamente il benessere del feto anche mentre la futura mamma si muove liberamente all’interno della sala. Un modo per unire libertà di movimento e controllo clinico.

Mamma e bambino sempre vicini

Un’altra scelta progettuale riguarda i primi minuti dopo la nascita.

In ogni sala è stata prevista una postazione neonatale con culla mobile, che consentirà al personale di intervenire sul neonato direttamente accanto alla madre, evitando, quando le condizioni cliniche lo permettono, di interrompere il contatto tra il bambino e i genitori.

È una filosofia che punta a rendere più continuo il passaggio dal parto alle prime cure, mettendo insieme assistenza e relazione.

E dietro ogni sala ci sarà una squadra multidisciplinare: ostetriche, ginecologi, anestesisti, neonatologi e infermieri specializzati. Una presenza pensata sia per accompagnare il parto fisiologico sia per affrontare rapidamente eventuali complicazioni, compresa la necessità di analgesia.

Due sale operatorie a pochi passi

La sicurezza passa anche dalla possibilità di intervenire rapidamente quando un parto prende una direzione inattesa.

Per questo il nuovo assetto prevede due sale operatorie dedicate agli interventi ostetrici, sia programmati sia urgenti, collocate vicino alle sale parto e alla Terapia intensiva neonatale.

Una vicinanza che può diventare decisiva nei casi più complessi, quando la rapidità nel passaggio da un’assistenza ostetrica a quella chirurgica o neonatale può fare la differenza.

Anche i reparti di degenza ostetrica, ginecologica e maternità, al terzo piano, risultano inseriti in un percorso più facilmente collegato con la nuova area nascita.

Non solo tecnologia: l’idea di una nascita più familiare

Il progetto del San Gerardo prova così a tenere insieme due esigenze apparentemente lontane: la massima sicurezza ospedaliera e un’esperienza della nascita il più possibile rispettosa dei tempi e delle esigenze della famiglia.

La tecnologia entra nelle sale parto, ma con l’obiettivo di lasciare maggiore libertà alla donna. Le nuove dotazioni non sono pensate soltanto per aggiungere apparecchiature, ma per rendere più flessibile l’assistenza.

E mentre fuori dall’ospedale il traffico di Monza continua a scorrere, dentro il nuovo percorso nascita si prepara uno spazio destinato ad accogliere migliaia di storie diverse: emergenze, travagli, parti programmati, attese e finalmente il momento in cui un bambino viene alla luce.