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“No a due piani in più e 74 alberi abbattuti”: i comitati chiedono modifiche per il piano via Lazio/Europa

Nel mirino del Coordinamento di comitati e associazioni di Monza il piano attuativo di via Lazio – viale Europa: «Gli edifici siano al massimo di tre piani». Chiesta anche la cessione completa delle aree al Comune e il recupero dell’acqua piovana.

Monza. Il Coordinamento di comitati e associazioni di Monza mette nel mirino alcuni aspetti del piano attuativo di via Lazio – Viale Europa e, con le proprie osservazioni, chiede di rivedere il progetto sotto il profilo delle volumetrie, delle aree da cedere al Comune, della gestione delle acque meteoriche e della documentazione sulla proprietà dei terreni. Ad oggi stiamo parlando di un’area verde di oltre 12.000 mq dove è in programma di realizzare tre edifici di 5 piani e oltre 100 box auto interrati.

Le osservazioni: l’altezza e il verde

Il punto più contestato riguarda l’altezza degli edifici e il taglio della vegetazione. «Consentire di realizzare 2 piani in più, abbattendo 74 alberi, non risulta accettabile», sostengono i comitati, secondo i quali sugli stessi lotti «si dovrebbero realizzare, al massimo, edifici di 3 piani». Una richiesta che, spiegano, consentirebbe anche di ridurre le volumetrie previste. La presenza di robinie, osservano ancora le associazioni, non sarebbe sufficiente a considerare irrilevante la perdita del patrimonio arboreo: «Anche qualora molte piante fossero robinie, svolgono comunque la loro funzione di fitodepurazione e di mitigazione del clima, piuttosto che nuovo cemento». E le nuove piantumazioni, aggiungono, «impiegheranno molti anni per svolgere tali funzioni».

La cessione pubblica

Un secondo rilievo riguarda le aree da lasciare libere e quelle destinate alla cessione pubblica. Nel quadro economico del progetto, spiegano i comitati, i due terzi dell’area corrisponderebbero a 8.478 metri quadrati, mentre le aree previste in cessione all’interno del piano attuativo sarebbero 6.167 metri quadrati. I restanti 2.310 metri quadrati vengono invece monetizzati. «Se pur questa sia una possibilità, non vi è alcun obbligo di accettare tale scelta del privato operatore da parte del Comune», sostengono. Da qui la richiesta: «Tutte le aree da cedere al Comune vengano reperite entro il perimetro del Comparto e non monetizzate».

Il tema dell’acqua 

C’è poi il tema dell’acqua. Richiamando le prescrizioni del regolamento regionale sull’invarianza idraulica, il Coordinamento chiede che, per i Lotti 1 e 4, venga privilegiato l’accumulo dell’acqua piovana per l’irrigazione. «È assurdo programmare ancora oggi interventi urbanistici nei quali, per innaffiare i giardini, si utilizzi l’acqua potabile della città», affermano i comitati. La proposta è quindi quella di realizzare «prioritariamente vasche di accumulo delle acque meteoriche per l’innaffiamento dei giardini, e le relative opere di irrigazione», anziché affidarsi soltanto ai pozzi perdenti previsti nella documentazione. Infine, il Coordinamento chiede maggiore trasparenza sulla proprietà delle aree. «Nella documentazione pubblicata mancano i documenti attestanti il titolo di proprietà delle aree», rilevano le associazioni, chiedendo al Comune di acquisire e pubblicare «rogiti o altri titoli», allegandoli al piano attuativo e «lasciando in chiaro le cifre».

«Auspichiamo che le nostre osservazioni vengano valutate e quindi accolte», è la conclusione del Coordinamento.