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Monza si è fermata per la famiglia Gianturco: in Duomo l’ultimo saluto, città in lutto

Sabato 29 agosto i funerali della famiglia monzese scomparsa in Perù. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino: bandiere a mezz’asta e il Gonfalone in Duomo accanto al sindaco Paolo Pilotto

MONZA – Monza si è fermata per l’ultimo saluto alla famiglia Gianturco, scomparsa alcune settimane fa in Perù dopo la tragica caduta dell’aereo sul quale viaggiava. Sabato 29 agosto il Duomo di Monza ha accolto le esequie della famiglia monzese, in una giornata segnata dal dolore e dalla partecipazione dell’intera comunità. Accanto ai familiari si sono raccolti amici, conoscenti e cittadini, uniti nel ricordo di una tragedia che ha profondamente colpito la città. A celebrare i funerali l’Arciprete mons. Mosconi, presente anche il rettore del Collegio Villoresi, dove studiava uno dei ragazzi.

Per l’occasione il sindaco Paolo Pilotto aveva proclamato il lutto cittadino, interpretando così il sentimento di cordoglio di Monza per una famiglia conosciuta e legata alla comunità.

funerali famiglia Gianturco

Alle esequie hanno partecipato lo stesso sindaco e il Gonfalone del Comune di Monza, portato in Duomo come simbolo della vicinanza dell’amministrazione e dell’intera città ai familiari delle vittime.

Durante tutta la giornata le bandiere sono rimarranno a mezz’asta nelle sedi pubbliche, come segno tangibile del lutto cittadino.

“Finalmente siete arrivati a casa, vi ho aspettato per così tanto tempo in questi giorni e durante l’attesa mi sono passati tanti pensieri e ricordi. Oggi mi rendo conto che è difficile trovare le parole giuste, salutarvi in questo modo senza potervi abbracciare. Qualsiasi parola finirebbe per essere troppo piccola, eravate persone meravigliose. Basta vedere quante persone sono qui per voi oggi. Chissà quali pensieri vi hanno attraversato in quel momento terribile. Cri, con la tua energia riuscivi a trascinare e incoraggiare tutti, forse anche negli ultimi istanti. Oggi siete anime luminose tra le braccia di Dio, eravate il nostro punto di riferimento” queste le parole espresse durante la cerimonia da Valeria Bianco, sorella di Cristina.

Ad essere letto durante la funzione anche un messaggio dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini che ha espresso vicinanza alle famiglie.

“Desidero condividere la preghiera di suffragio e la professione di fede di coloro che partecipano alla celebrazione delle esequie di Paolo, Cristina Maria, Pietro e Matteo. Di fronte a questa tragedia si resta smarriti: come è potuto succedere? Di fronte a questa tragedia restiamo tutti feriti, perché giovani vite promettenti sono state ingoiate dalla morte proprio nei giorni immaginati come giorni di gioia, di scoperta, di vita familiare condivisa. Di fronte a questa tragedia i discepoli di Gesù si riuniscono per professare la loro fede e per rinnovare la loro speranza. Siamo infatti certi che la potenza di Dio Padre non si manifesta in miracoli clamorosi per rimediare a errori umani o a disastri imprevedibili, ma nella presenza fedele di Gesù Risorto che dona vita anche ai morti. Perciò siamo uniti in preghiera e condividiamo la speranza che, nel momento dello schianto che ha posto fine alla vita di questa famiglia, Gesù ha preso per mano Paolo, Cristina Maria, Pietro e Matteo e li ha condotti all’abbraccio del Padre della vita. Perciò siamo uniti in preghiera per invocare il dono dello Spirito Santo che sia consolatore di coloro che in questo strazio sono più feriti”.

La tragedia aveva colpito non soltanto Monza. Nello stesso incidente aveva perso la vita anche una famiglia di Seregno, ricordata dall’Amministrazione comunale nel momento del cordoglio.

Sono ancora in corso le indagini su cosa abbia davvero provocato lo schianto del piccolo aereo turistico, che lo scorso 1° agosto ha provocato 13 vittime, tra cui Paolo Gian­turco, Cri­stina Maria Bianco e dei figli Mat­teo e Pie­tro insieme a Mas­simo Ange­lucci, il figlio Lorenzo e la moglie Elena Sala.