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|Lazzate, lettere minatorie al sindaco: dal Viminale oltre 7mila euro per i progetti sulla legalità
Il Comune inserito nel fondo ministeriale dopo gli episodi di intimidazione del 2025 legati al caso dell’Arengario. Il primo cittadino Andrea Monti: “Usiamo queste risorse per dare uno schiaffo agli odiatori e valorizzare la buona politica”.
Lazzate – Dalle minacce anonime al riscatto sociale attraverso la cultura civica. Il Comune di Lazzate è stato inserito dal Ministero dell’Interno tra i beneficiari del “Fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori”, istituito dalla Legge 234/2021 per sostenere i territori segnati da episodi di odio e violenza politica.
Al municipio sono stati assegnati 7.173,24 euro. Le risorse vengono ripartite dall’Osservatorio del Viminale incrociando due parametri: il 60% in proporzione agli episodi intimidatori o ai danni subiti e il 40% in base alla popolazione residente.
I fatti del 2025: il clima di tensione e le lettere anonime
L’inserimento di Lazzate nell’elenco ministeriale trova origine nei fatti del 2025, quando il sindaco Andrea Monti fu bersaglio di lettere anonime recapitate in Comune. Un’escalation di intimidazioni maturata nel clima di forte polemica politica scaturito a Ceriano Laghetto attorno alla controversa intitolazione dell’Arengario alla memoria di Cesarino Monti.
Educazione e senso civico: come verranno usati i fondi
La normativa statale impone vincoli precisi sull’impiego del contributo: le somme possono essere destinate al ristoro dei danni subiti oppure alla promozione della legalità tramite campagne di sensibilizzazione, incontri pubblici e percorsi didattici nelle scuole. L’amministrazione lazzatese ha scelto di investire la cifra in iniziative culturali dal forte valore simbolico.
Il sindaco Monti: “Rispondiamo alla violenza con la buona politica”
“Non è bello finire in questo elenco – dichiara il sindaco Andrea Monti –, ma credo che questo fondo dovrà essere utilizzato per finanziare iniziative capaci di durare nel tempo, per valorizzare cosa significhi fare buona politica nelle piccole comunità. È uno schiaffo a tutti coloro che vivono la politica solo come attacco personale, insulti e sfogatoio”.
“La politica è altro: cura del bene comune, amore per il territorio e capacità di confronto. Non ci rassegniamo a questi prepotenti e violenti. Per gli odiatori rimane Facebook il luogo privilegiato”, conclude il primo cittadino.



