Formula 1
|Gran Premio, la conferenza stampa trasloca a Milano. Sassoli attacca: “Monza abdica al proprio ruolo centrale”
La presentazione ufficiale del GP 2026 si terrà il primo settembre nel Salone dell’Automobile Club di Milano. Una scelta che il consigliere comunale Martina Sassoli contesta duramente: «Un pezzettino alla volta stiamo perdendo la nostra monzesità». Autodromo e Comune: «Una sede dal forte valore storico e simbolico»
Il Gran Premio resta a Monza, ma la sua presentazione ufficiale quest’anno parte da Milano. E una scelta apparentemente logistica si trasforma immediatamente in una questione politica e identitaria. La conferenza stampa di presentazione del Gran Premio d’Italia 2026, infatti, non si terrà nella tradizionale sala stampa dell’Autodromo Nazionale Monza, ma martedì 1° settembre alle 11 nel Salone dell’Automobile Club di Milano. Una decisione che ha fatto scattare la protesta del consigliere comunale Martina Sassoli, che legge nel trasferimento un “ulteriore segnale di marginalizzazione della città rispetto all’evento che, più di ogni altro, ne ha segnato la storia internazionale”.
«Come avevamo anticipato qualche settimana fa – attacca Sassoli – Monza decide di abdicare al proprio ruolo centrale anche per il Gran Premio di Monza».
Il consigliere rincara la dose con una provocazione: «Udite udite, il prossimo Gran Premio non vedrà la presenza in pole position della città di Monza, che da cento anni ospita il Gran Premio. La storica conferenza stampa di presentazione del Gran Premio 2026 avrà luogo non nella sala stampa dell’Autodromo, come da sempre avvenuto, ma in sede a Milano».
E poi l’ironia: «Tra un po’ mi aspetto anche di sentirmi dire che la monaca di Monza in realtà era la monaca di Brera o di Isola».
«Un pezzettino alla volta perdiamo la nostra monzesità»
Dietro la battuta, però, c’è una critica politica precisa. Per Sassoli, la scelta della sede della conferenza stampa sarebbe infatti il sintomo di una questione più ampia: il progressivo ridimensionamento del ruolo di Monza nella gestione e nella rappresentazione di un appuntamento che porta il nome stesso della città nel mondo.
«Questo testimonia ancora una volta la debolezza del sindaco di Monza – sostiene il consigliere – che decide di non essere primo cittadino della propria città, ma decide di essere gregario». Parole dure, che trasformano una scelta organizzativa in un tema di rappresentanza istituzionale.
Sassoli rivolge quindi un riferimento anche alla gestione dell’Autodromo e ai rapporti istituzionali che ruotano attorno al Gran Premio: «Complimenti a Geronimo Della Sossa che l’ha spuntata». E aggiunge: «Probabilmente con una guida di centrodestra della città di Monza dimostrerà atteso questo epilogo».
La spiegazione di Comune e Autodromo: «Una scelta dal forte valore storico»
Comune e Autodromo Nazionale Monza, però, hanno fornito una lettura completamente diversa della decisione, attraverso una nota congiunta. La conferenza stampa del primo settembre, spiegano, rappresenterà l’avvio ufficiale del percorso di avvicinamento al Gran Premio e la scelta del Salone dell’Automobile Club di Milano non sarebbe legata a un ridimensionamento del ruolo di Monza.
Al contrario, la sede è stata individuata proprio per il suo «forte valore storico e simbolico».
Il motivo è scritto nella storia stessa dell’Autodromo: fu infatti l’Automobile Club di Milano, nel 1922, a fondare l’Autodromo Nazionale Monza, dando vita a quella che sarebbe diventata una delle piste più celebri e leggendarie dell’automobilismo mondiale.
Una scelta, dunque, che secondo la nota congiunta vuole sottolineare proprio le radici storiche del circuito e il legame con l’Automobile Club di Milano.


