sanità
|Diabete di tipo 1, in ASST Brianza arriva il sostegno psicologico per i giovani
L’obiettivo è intercettare quei segnali di disagio che possono accompagnare la convivenza con una patologia cronica e offrire, quando necessario, un supporto specialistico.
VIMERCATE — Una diagnosi che cambia la quotidianità, soprattutto quando arriva in giovane età. Il diabete mellito di tipo 1 non riguarda soltanto la gestione della terapia e dei valori glicemici: può incidere sull’equilibrio emotivo, sulle relazioni, sulla vita scolastica e sociale. Da questa consapevolezza nasce in ASST Brianza un nuovo percorso dedicato proprio ai giovani pazienti e alle loro famiglie.
L’obiettivo è intercettare quei segnali di disagio che possono accompagnare la convivenza con una patologia cronica e offrire, quando necessario, un supporto specialistico. Il nuovo servizio mette infatti in rete le competenze della SSD Malattie Endocrine del Metabolismo e della Nutrizione e della SSD Psicologia Clinica, dirette rispettivamente dal dottor Lucio Amoresano e dalla dottoressa Barbara Lo Iacono.
Non solo glicemia: al centro c’è la persona
Il nuovo percorso prevede consulenze psicologiche di valutazione e orientamento, pensate per comprendere eventuali difficoltà legate alla malattia e individuare il percorso assistenziale più adeguato.
Un passaggio importante soprattutto per i ragazzi, chiamati spesso a confrontarsi quotidianamente con una gestione complessa della propria condizione, tra controlli, terapie e attenzione costante alla propria salute.
L’accesso avviene attraverso l’Ambulatorio dedicato al diabete di tipo 1, gestito dalle dottoresse Martina Molteni e Silvia Galliani. Saranno le professioniste dell’ambulatorio, quando lo riterranno opportuno, a richiedere la consulenza psicologica alla dottoressa Francesca Caglio, della SSD Psicologia Clinica di ASST Brianza.
Gli incontri si svolgeranno presso l’Ospedale di Vimercate. Qualora emergesse la necessità di un intervento ulteriore, il giovane paziente potrà essere indirizzato verso il servizio territoriale più appropriato, costruendo così un percorso che non si esaurisce all’interno dell’ospedale.
Un lavoro di squadra
La novità punta dunque a rafforzare la collaborazione tra specialisti e a costruire una presa in carico più completa, nella quale la dimensione psicologica non venga considerata separata da quella strettamente clinica.
«L’attivazione di questo nuovo canale di collaborazione multidisciplinare costituisce un importante passo avanti», sottolinea il direttore generale di ASST Brianza, Carlo Alberto Tersalvi, evidenziando la volontà di integrare competenze mediche e psicologiche per «promuovere il benessere complessivo dei giovani con diabete mellito e delle loro famiglie».
Il punto, in fondo, è proprio questo: non fermarsi alla malattia, ma guardare alla persona che ogni giorno deve imparare a conviverci. E farlo prima che una difficoltà emotiva diventi un problema più grande, offrendo ai ragazzi e alle loro famiglie un luogo in cui essere ascoltati e accompagnati.


