cronaca
|Desio, crolla un traliccio della vecchia tramvia: “Ora bisogna controllare tutti i pali”
Il cedimento in via Garibaldi, per fortuna nessuno è rimasto coinvolto. Alla base una forte corrosione. Il Comune emette un’ordinanza urgente e chiede a Città Metropolitana una verifica dell’intera palificazione
DESIO –È venuto giù senza provocare feriti, ma quel traliccio arrugginito caduto in via Garibaldi ha acceso un campanello d’allarme che il Comune di Desio non intende ignorare. Perché quello che si è verificato nella giornata di ieri, all’altezza del civico 267, non viene considerato un episodio da archiviare come semplice incidente.
Il vecchio palo in ferro apparteneva alle infrastrutture della ex tramvia Milano-Desio-Seregno, una linea ormai dismessa ma della quale sul territorio restano ancora diverse tracce: pali, strutture e persino le vecchie rotaie.
Il cedimento, secondo le prime verifiche effettuate dai tecnici comunali, sarebbe stato provocato da una forte corrosione alla base del sostegno. E nelle immediate vicinanze sarebbe stato individuato anche un secondo palo con evidenti segnali di ammaloramento.
Una circostanza che ha spinto l’Amministrazione a intervenire immediatamente.
Il Comune ordina la verifica di tutti i pali
Il personale dell’Ufficio Tecnico si è portato sul posto per mettere in sicurezza l’area. Poi è arrivata la decisione più importante: il Comune di Desio ha emesso una ordinanza contingibile e urgente nei confronti di Città Metropolitana di Milano, chiedendo una verifica dello stato di conservazione e delle condizioni di sicurezza di tutti i pali e delle strutture ancora presenti lungo il tracciato della ex tramvia sul territorio comunale.
L’obiettivo è evitare che quello che oggi è stato un cedimento senza conseguenze possa trasformarsi domani in qualcosa di ben più grave. La richiesta arriva infatti dopo un episodio che, nelle parole dell’Amministrazione, «non può essere considerato isolato», soprattutto alla luce delle condizioni riscontrate sul secondo sostegno.
«La sicurezza non è negoziabile»
A mettere nero su bianco la preoccupazione del Comune è l’assessore alle Infrastrutture Fabio Arosio. «Il cedimento di un palo di ferro e i riscontri tecnici relativi al grave ammaloramento di un secondo traliccio impongono interventi immediati di verifica e messa in sicurezza», sottolinea.
Per l’assessore si tratta di «un fatto grave», che «rischia di mettere a repentaglio l’incolumità delle persone che si trovano nelle vicinanze».
Il tema, però, va oltre il singolo traliccio precipitato in via Garibaldi. Il Comune ricorda infatti che da circa un anno sono in corso interlocuzioni con gli enti sovracomunali coinvolti per affrontare la situazione delle infrastrutture e dei cantieri legati alla vecchia linea. «Troppo spesso, alle rassicurazioni ricevute sono seguiti lavori inadeguati e promesse disattese», accusa Arosio. Ora, secondo l’Amministrazione, il cedimento impone «una presa di responsabilità e un cambio di passo».
Un tavolo con tutti i Comuni interessati
La partita non riguarda soltanto Desio. Il tracciato della vecchia tramvia attraversa infatti più territori e proprio per questo il Comune intende chiedere un confronto allargato.
L’Amministrazione annuncia un incontro con i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta, insieme ai rappresentanti della Provincia di Monza e Brianza e di Città Metropolitana di Milano.
L’obiettivo è arrivare a una gestione coordinata dei cantieri e delle infrastrutture ancora presenti, anche alla luce della complessa fase legata al reperimento delle risorse necessarie per coprire gli extracosti.
Nel frattempo, la priorità è una sola: capire se altri sostegni presentino condizioni tali da richiedere un intervento immediato.
Perché il traliccio caduto in via Garibaldi, questa volta, ha soltanto sfiorato il pericolo. Nessuno è rimasto ferito e non sono stati registrati danni a persone o cose. Ma proprio quella fortuna impone adesso di non aspettare il prossimo cedimento.
«La sicurezza per i cittadini e la loro incolumità non sono valori negoziabili per la nostra amministrazione», ribadisce Arosio.


