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|Gran Premio di Monza, la guida alla mobilità: parcheggi, navette e treni speciali
Approvato il Piano della Mobilità per il Gran Premio d’Italia del 4, 5 e 6 settembre. Quasi 10 mila posti per auto, moto, camper e autobus nel weekend, 21 treni speciali domenica, navette verso l’Autodromo e un dispositivo di sicurezza rafforzato. Il Comune: «L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico e migliorare l’accoglienza»
MONZA – Quasi diecimila posti auto, navette per raggiungere l’Autodromo, treni straordinari, percorsi alternativi e una macchina della sicurezza che nei tre giorni arriverà a coinvolgere circa 400 operatori. Per Monza il Gran Premio d’Italia non è soltanto una gara di Formula 1: è un gigantesco problema di mobilità da organizzare, con una città chiamata a gestire in pochi giorni un numero di persone molto superiore alla propria popolazione.
Per questo la Giunta comunale ha approvato il Piano della Mobilità per il Gran Premio d’Italia 2026, in programma da venerdì 4 a domenica 6 settembre. Il piano è stato predisposto da Monza Mobilità insieme al Comune e condiviso con Prefettura, Questura, Forze dell’Ordine e amministrazioni dei territori coinvolti.
L’obiettivo è semplice da enunciare, molto meno da realizzare: portare migliaia di tifosi verso il circuito e riportarli indietro, cercando contemporaneamente di evitare che l’enorme flusso di spettatori paralizzi la viabilità ordinaria.
«Anche nel 2026 Monza si prepara a gestire al meglio le migliaia di visitatori attesi, puntando sulla combinazione di parcheggi dedicati, navette e percorsi alternativi», ha spiegato il sindaco Paolo Pilotto, sottolineando la necessità di ridurre l’impatto del traffico sulla città.

Quasi 10 mila posti nel weekend
Il primo elemento del piano riguarda le aree di sosta.
Per sabato 5 e domenica 6 settembre saranno disponibili circa 10 mila stalli complessivi destinati ad auto, autobus, moto e camper. Venerdì, invece, saranno circa 3.900 i posti auto, 300 in più rispetto all’edizione precedente.
Le aree saranno collegate all’Autodromo attraverso servizi navetta. La prenotazione può essere effettuata online attraverso Monza Mobilità e, una volta completata la procedura, l’utente riceverà un QR code da mostrare all’ingresso del parcheggio.
Sono previste diverse aree, individuate anche attraverso una suddivisione cromatica.
Il parcheggio arancione mette a disposizione 490 posti auto nell’area dell’ospedale e altri 150 posti auto, oltre a 40 per motocicli, nella zona Maestoso. Il blu, in zona Stadio, conta 1.470 posti. Il gold, all’interno del Parco, ne offre 1.050.
Ci sono poi il parcheggio marrone, con 1.100 posti, e quello viola, che comprende 240 stalli al CAM di via Martiri delle Foibe e 1.546 posti al Rondò dei Pini-Bennet, area che quest’anno sarà utilizzabile anche nella giornata di venerdì.
Il parcheggio bianco, in via Locatelli, dispone di 300 posti, mentre il platino, a Vedano, ne conta 600, ai quali si aggiungono 188 posti nell’area industriale. A Villasanta saranno disponibili altri 300 posti complessivi, distribuiti tra la zona Rovagnati e la stazione.

La strategia è lasciare l’auto e salire sulla navetta
Il principio su cui si fonda il sistema è quello già sperimentato nelle precedenti edizioni: evitare, per quanto possibile, che migliaia di automobili arrivino contemporaneamente nelle immediate vicinanze del circuito.
Da venerdì sarà operativa la navetta Nera, destinata a collegare la stazione ferroviaria di Monza con l’Autodromo. Sabato e domenica entreranno in funzione anche le navette Blu e Viola, collegate ai rispettivi parcheggi.
Il servizio può essere acquistato insieme al parcheggio attraverso la piattaforma di Monza Mobilità. È prevista anche la possibilità di acquistare sul posto, ma soltanto fino a esaurimento della disponibilità e con pagamento digitale.
Per chi arriva in bicicletta resta invece disponibile un’area di sosta gratuita a Porta Monza, nei pressi dell’accesso al parcheggio Gold.
La vera scommessa è il treno
È sul trasporto ferroviario che il piano punta in modo particolare.
Trenord ha previsto un’offerta straordinaria per accompagnare i tifosi verso Monza e Biassono-Lesmo, con l’obiettivo di alleggerire il traffico stradale.
Sabato e domenica saranno effettuate otto corse straordinarie fra Milano Centrale e Monza, quattro per direzione. Nelle stesse giornate il servizio della linea S7 sarà prolungato fino alle 22.30, consentendo il rientro dei tifosi anche in serata.
La giornata più impegnativa sarà naturalmente quella della gara.
Domenica 6 settembre circoleranno infatti 21 treni straordinari diretti fra Milano Porta Garibaldi e Biassono-Lesmo Parco, 12 programmati al mattino per portare il pubblico verso il circuito e nove nel pomeriggio per il rientro. I convogli non effettueranno fermate intermedie.
Per queste corse sarà disponibile un biglietto speciale da 5 euro, andata e ritorno, fino a esaurimento dei posti.
Due biglietti pensati per i tifosi
Chi arriverà da Milano potrà utilizzare il biglietto integrato “GP Monza – Treno+Navetta Nera Autodromo”, al costo di 10 euro. Comprende il viaggio di andata e ritorno fra una stazione di Milano e Monza e il collegamento con l’Autodromo attraverso la navetta Nera.
Per chi invece parte da altre località lombarde è previsto il “GP Monza Trenord Day Pass”, al prezzo di 13 euro. Il titolo consente il viaggio di andata e ritorno da tutte le stazioni lombarde verso Monza o Biassono-Lesmo. Per i ragazzi under 14 accompagnati dal titolare del biglietto il viaggio è gratuito.
Il potenziamento riguarda anche i collegamenti ordinari: nei tre giorni saranno utilizzabili le linee ferroviarie che servono Monza e la Brianza, tra cui S7, S8, S9, S11, R14 e i collegamenti verso Lecco, Sondrio e Tirano.
Cambiano anche alcune fermate degli autobus
Il passaggio dei tifosi avrà conseguenze anche sulla viabilità ordinaria.
Per tutte e tre le giornate del Gran Premio, la linea Z221 non effettuerà fermate in via Appiani, via Manzoni, corso Milano e nel tratto di via Borgazzi compreso fra viale Campania e Largo Molinetto.
Una modifica pensata soprattutto per evitare l’accumulo di passeggeri nelle strade immediatamente vicine alla stazione ferroviaria, che rappresenterà uno dei principali punti di accesso alla manifestazione.
Anche le applicazioni di navigazione saranno coinvolte nella gestione del traffico: la collaborazione con Google Maps e Waze consentirà di segnalare chiusure e deviazioni in tempo reale, indirizzando gli automobilisti verso i parcheggi disponibili.
Novantacinque agenti in strada. Oltre cento per il deflusso
Il secondo grande capitolo del piano riguarda la sicurezza.
Soltanto domenica saranno 95 gli operatori della Polizia Locale impegnati nella gestione dell’afflusso, 35 dei quali provenienti da altri Comuni. Quando la gara sarà terminata e il pubblico inizierà a lasciare il circuito, il dispositivo salirà a 101 operatori, compresi 30 agenti messi a disposizione da altre amministrazioni.
A questo si aggiunge il sistema integrato di Protezione Civile che dal 2023 coinvolge i cinque Comuni interessati dalla gestione dell’evento, in collaborazione con l’Autodromo e sotto il coordinamento della Prefettura.
Nei tre giorni del Gran Premio saranno complessivamente circa 400 gli operatori impegnati sul territorio, tra le diverse strutture coinvolte.
Il coordinamento delle attività, comprese quelle straordinarie, farà capo alla Centrale Operativa Interforze dell’Autodromo.
Cosa dicono i numeri: il pubblico si sposta sempre più con il trasporto pubblico
I dati delle precedenti edizioni aiutano a capire perché il trasporto pubblico rappresenti uno degli elementi centrali della strategia.
Nella domenica del Gran Premio, secondo i dati raccolti attraverso il Piano della Mobilità, il sistema ha gestito il 56 per cento degli spostamenti complessivi degli spettatori.
All’interno di questa quota, la metà ha utilizzato il trasporto pubblico locale.
E qui emerge un dato particolarmente significativo: tra coloro che hanno scelto il trasporto pubblico, il 62 per cento è arrivato alla stazione di Monza in treno, proseguendo poi verso l’Autodromo con la navetta Nera. Il 23 per cento ha invece utilizzato il treno per Biassono, mentre il 15 per cento ha scelto gli autobus della linea Z221.
Il 34 per cento degli spostamenti gestiti dal piano è avvenuto con mezzi propri attraverso i parcheggi dedicati, l’8 per cento con autobus turistici e il 7 per cento attraverso servizi di micromobilità in sharing.
Numeri che spiegano la direzione scelta per il 2026: meno auto concentrate attorno all’Autodromo e più persone distribuite su treni, navette e parcheggi periferici.
E chi vuole arrivare in bicicletta?
Non ci sarà soltanto la mobilità motorizzata. Anche quest’anno sarà possibile raggiungere l’Autodromo in bicicletta. A Porta Monza, poco prima dell’accesso al parcheggio Gold, sarà disponibile un’area dedicata e gratuita per lasciare le bici.
Sul fronte delle informazioni stradali proseguirà inoltre la collaborazione con le principali piattaforme di navigazione, tra cui Google Maps e Waze, per aggiornare in tempo reale gli utenti sulle chiusure delle strade e sulle deviazioni.
Cambiano anche alcune fermate degli autobus
Durante il weekend del Gran Premio sarà modificato il percorso della linea Z221. Venerdì, sabato e domenica gli autobus non effettueranno fermate in via Appiani, via Manzoni, corso Milano e via Borgazzi, nel tratto compreso tra viale Campania e Largo Molinetto.
La modifica è stata pensata per gestire i grandi flussi di viaggiatori attesi nell’area della stazione ferroviaria.

Novantacinque agenti in strada. Oltre cento per il deflusso
Il secondo grande capitolo del piano riguarda la sicurezza.
Soltanto domenica saranno 95 gli operatori della Polizia Locale impegnati nella gestione dell’afflusso, 35 dei quali provenienti da altri Comuni. Quando la gara sarà terminata e il pubblico inizierà a lasciare il circuito, il dispositivo salirà a 101 operatori, compresi 30 agenti messi a disposizione da altre amministrazioni.
A questo si aggiunge il sistema integrato di Protezione Civile che dal 2023 coinvolge i cinque Comuni interessati dalla gestione dell’evento, in collaborazione con l’Autodromo e sotto il coordinamento della Prefettura.
Nei tre giorni del Gran Premio saranno complessivamente circa 400 gli operatori impegnati sul territorio, tra le diverse strutture coinvolte.
Il coordinamento delle attività, comprese quelle straordinarie, farà capo alla Centrale Operativa Interforze dell’Autodromo.
Cosa dicono i numeri: il pubblico si sposta sempre più con il trasporto pubblico
I dati delle precedenti edizioni aiutano a capire perché il trasporto pubblico rappresenti uno degli elementi centrali della strategia.
Nella domenica del Gran Premio, secondo i dati raccolti attraverso il Piano della Mobilità, il sistema ha gestito il 56 per cento degli spostamenti complessivi degli spettatori.
All’interno di questa quota, la metà ha utilizzato il trasporto pubblico locale.
E qui emerge un dato particolarmente significativo: tra coloro che hanno scelto il trasporto pubblico, il 62 per cento è arrivato alla stazione di Monza in treno, proseguendo poi verso l’Autodromo con la navetta Nera. Il 23 per cento ha invece utilizzato il treno per Biassono, mentre il 15 per cento ha scelto gli autobus della linea Z221.
Il 34 per cento degli spostamenti gestiti dal piano è avvenuto con mezzi propri attraverso i parcheggi dedicati, l’8 per cento con autobus turistici e il 7 per cento attraverso servizi di micromobilità in sharing.
Numeri che spiegano la direzione scelta per il 2026: meno auto concentrate attorno all’Autodromo e più persone distribuite su treni, navette e parcheggi periferici.
Una città intera chiamata a cambiare ritmo
Durante il weekend del Gran Premio Monza cambierà inevitabilmente ritmo. La sfida non riguarda soltanto la possibilità di raggiungere il circuito in tempo per le prove o per la gara. Riguarda la capacità di far convivere l’enorme afflusso internazionale con la vita quotidiana dei residenti, mantenendo accessibili le principali arterie cittadine e garantendo contemporaneamente sicurezza e soccorso.
Per questo il piano costruito da Comune e Monza Mobilità non si limita a indicare dove lasciare l’auto. Disegna una rete nella quale parcheggi, navette, treni, autobus, biciclette, sistemi di navigazione, Polizia Locale e Protezione Civile devono funzionare come parti dello stesso meccanismo.
Il test più importante arriverà domenica pomeriggio, quando la bandiera a scacchi farà scattare il più difficile dei momenti: quello in cui decine di migliaia di persone proveranno contemporaneamente a tornare a casa. È lì che si misurerà davvero l’efficienza del piano.




