scommessa vincente
|Concorezzo, la seconda vita di Azzurra nella ricerca: a 30 anni cambia strada e vince un premio nazionale per lo studio dell’orzo
Azzurra Limonta ha scelto di tornare sui libri dopo una laurea in Biotecnologie e un’esperienza nel settore biomedicale. La sua tesi ha ricevuto l’AgroInnovation Award 2026
Concorezzo.“Mollare ciò che si conosce per ciò che non si conosce non è mai facile”. Nelle parole di Azzurra Limonta c’è il senso di una scelta che ha cambiato il suo percorso: a 28 anni la concorezzese ha deciso di rimettersi in gioco, tornare all’università e cambiare completamente ambito, passando dal settore biomedicale alla ricerca sulle piante. Oggi quella scommessa personale ha trovato un riconoscimento nazionale: la sua tesi sulla genetica dell’orzo ha conquistato l’AgroInnovation Award 2026.
Un premio che valorizza le tesi più innovative dedicate al futuro dell’agricoltura, promosso dall’Accademia dei Georgofili insieme a Image Line, e che per Azzurra rappresenta anche la conferma di una scelta tutt’altro che scontata.

Dalle Biotecnologie alla ricerca sulle piante: la scelta di Azzurra cambiare strada
Il primo percorso universitario di Azzurra è stato quello in Biotecnologie, concluso con la laurea triennale. Dopo gli studi è arrivata anche un’esperienza lavorativa nel settore farmaceutico e biomedicale, ma qualcosa non la convinceva fino in fondo.
“Ho studiato Biotecnologie in triennale e dopo la laurea ho lavorato un po’ nell’ambito farmaceutico biomedicale – racconta Azzurra – però mi sono resa conto che non era quello che volevo fare. Durante la pandemia è nata questa passione per il mondo delle piante e a un certo punto è diventata talmente forte che ho deciso di investirci”.
Così, a 28 anni, ha scelto di tornare sui banchi dell’università e iscriversi alla magistrale in Scienze della produzione e protezione delle piante all’Università degli Studi di Milano, concludendo il percorso a dicembre scorso.
Una decisione importante, arrivata quando aveva già intrapreso una strada professionale. “Non è stata assolutamente una scelta semplice – spiega –. Perché mollare ciò che si conosce per qualcosa che non si conosce non è mai facile. Ci sono state tante volte in cui mi sono chiesta se fosse davvero la scelta giusta, però sono contenta di aver fatto questo passo”.
La ricerca sull’orzo che ha conquistato l’AgroInnovation Award
Durante la magistrale Azzurra ha scelto di concentrarsi sulla genetica agraria, un ambito che l’ha appassionata e che è diventato il cuore della sua tesi. Il lavoro, dal titolo “Mappatura genetica di loci associati al diametro del culmo mediante Bulk Segregant Analysis in orzo”, ha approfondito uno dei problemi principali legati alla coltivazione dell’orzo: l’allettamento, ovvero la tendenza della pianta a piegarsi e cadere al suolo.
Un fenomeno che può essere favorito da condizioni climatiche sempre più difficili, come piogge intense, con conseguenze sulla quantità e sulla qualità del raccolto. “L’obiettivo era studiare il diametro del culmo, cioè lo stelo della pianta, perché ha un ruolo importante nella resistenza all’allettamento – racconta Azzurra –. Abbiamo cercato di individuare delle regioni del Dna coinvolte nella regolazione della sua grandezza”.

Lo studio punta quindi a individuare informazioni utili per futuri programmi di miglioramento genetico, con l’obiettivo di sviluppare varietà di orzo più resistenti e capaci di adattarsi meglio alle nuove condizioni ambientali.
Azzurra ha partecipato all’AgroInnovation Award nella categoria dedicata all’innovazione varietale e genomica, dove il suo progetto è risultato vincitore. “Quando ad aprile mi hanno comunicato la vittoria è stata una grande soddisfazione – racconta – soprattutto perché arrivava dopo aver cambiato completamente ambito e aver scommesso su un nuovo percorso”.
La premiazione si è svolta il 15 giugno, occasione in cui ha potuto presentare il proprio lavoro insieme agli altri vincitori. Un riconoscimento che per lei rappresenta la conferma della scelta fatta: “Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito di aver scelto la strada giusta, è una passione che è cresciuta nel tempo”.
Ora Azzurra guarda al futuro con l’obiettivo di restare nel mondo della ricerca, attraverso borse di studio o nuovi progetti: “Non è un mondo facilissimo, ma è quello che mi piacerebbe fare in questo momento”.


