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Atletica, Giochi del Mediterraneo: Filippo Tortu prepara la riscossa?

Lo sprinter brianzolo, che per infortunio ha saltato i Campionati europei a Birmingham, dovrebbe scendere in pista con la staffetta 4×100 metri e nei 200. Per lui, che è anche portabandiera azzurro alla manifestazione, un’occasione di riscatto.

Ci sono cose che se perse non possono più essere recuperate. Anche se in qualche modo si creano forme di compensazione o, nella propria testa, si costruiscono collegamenti mentali consolatori quanto comunque artificiosi. Partendo da questa premessa generale, per Filippo Tortu, velocista brianzolo, cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza, nulla potrà sostituire l’amarezza per non aver potuto partecipare, a causa di un infortunio, ai recentissimi Campionati europei di atletica a Birmingham, dove l’Italia si è guadagnata il primo posto nel medagliere con 22 medaglie di cui 10 d’oro.

Eppure per Tortu il poter scendere in pista ai Giochi del Mediterraneo, che dal 21 agosto al 3 settembre celebrano a Taranto la loro XX edizione, sarebbe una grande occasione di rilancio. Che si aggiungerebbe alla soddisfazione di essere stato, insieme alla pugile campana Irma Testaportabandiera della squadra azzurra di una manifestazione nata ormai 75 anni fa che quest’anno accoglie quasi 4mila atleti, di cui circa 500 italiani, provenienti da 26 Paesi.

I DETTAGLI

Ai Giochi del Mediterraneo lo sprinter brianzolo, ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza e da tempo tesserato per le Fiamme Gialle, che dovrebbe aver pienamente recuperato dallo stop patito nella fase finale della preparazione verso gli Europei in Inghilterra, scenderà in pista il 31 agosto alle ore 20.15 per la finale della staffetta 4×100 metri. Una gara che lo ha già visto trionfare più volte, anche nel 2018 a Terragona in Spagna in un’altra edizione della manifestazione e, soprattutto, alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 con una straordinaria ed indimenticabile frazione finale.

filippo tortu

L’1 settembre, poi, Tortu, che nel 2018 è diventato il primo italiano di sempre capace di scendere sotto i 10 secondi nei 100 metri, si cimenterà sui 200 metri, la specialità in cui da anni sta cercando di trovare, tra alterni risultati, la performance migliore. Filippo, che sul mezzo giro di pista ha un personale di 20.10, ormai risalente ai Mondiali di Eugene nel 2022, disputerà le batterie per conquistare la finale in programma il 2 settembre alle ore 17.55. L’obiettivo è togliersi finalmente una soddisfazione sui 200 metri, che fino ad ora, a parte l’argento conquistato ai Campionati europei di Roma nel 2024, gli hanno riservato troppe delusioni.

LE PREMESSE

La speranza è che il 28enne sprinter brianzolo possa sentirsi galvanizzato anche dall’aver rappresentato l’Italia alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, un momento che ha definito “l’emozione più forte che abbia mai vissuto” e “un onore che non dimenticherò mai”. Anche i precedenti e la scaramanzia sembrano essere dalla parte di Tortu: la Puglia, infatti, è la Regione in cui era nato Pietro Mennea, leggendario campione dei 200 metri, da sempre modello da imitare per il velocista cresciuto a Costa Lambro. Inoltre a Molfetta, in provincia di Bari, Filippo nel 2023 si è laureato per la prima ed unica volta campione italiano sul mezzo giro di pista con il tempo di 20.14, solo 4 centesimi sopra il suo personale.

Ma quanto può valere Tortu ai Giochi del Mediterraneo, dove nell’atletica a rappresentare la Brianza ci saranno anche Celeste Polzonetti nei 100 ostacoli, eliminata con molto rammarico in semifinale agli Europei di Birmingham, e Luca Sito, quattrocentista che si allena a Giussano sotto la guida di Alessandro Simonelli, fresco medaglia d’oro all’ultima competizione continentale con la staffetta 4×400 metri?

tedoforo tortu mbFilippo Tortu tedoforo delle Olimpiadi di Milano-Cortina nel centro di Monza

LE PROSPETTIVE

Difficile dire se il velocista brianzolo riuscirà a rimpinguare un bottino che vede l’Italia aver conquistato già oltre 100 medaglie e svettare nel medagliere con la Turchia a debita distanza. Il 2026, fino ad ora, è stato per Tortu un anno praticamente nullo. A gennaio, all’esordio in gara nei 60 metri al coperto a Magglingen in Svizzera, aveva accusato in accelerazione una lesione al semitendinoso e al tendine della gamba sinistra. Dopo una riabilitazione durata cinque mesi, ad inizio luglio il rientro sui 200 metri prima al meeting di Eisenstadt, in Austria, e poi a Foligno nell’ambito del meeting Tommasoni, dove il cronometro, però, ha fatto segnare rispettivamente 20.68 e 20.64.

Quindi un nuovo infortunio in allenamento che esclude Filippo dalla partecipazione ai Campionati italiani di atletica a Firenze e, infine, nonostante i tentativi di recupero dall’elongazione muscolare, l’amara decisione, di comune accordo con lo staff medico della Federazione italiana di atletica leggera, di non partecipare agli Europei di Birmingham. Non molto meglio il 2025, anno in cui, a parte le buone prestazioni alle World Relays di Guangzhou in Cina e a Madrid dove, da capitano degli azzurri, aveva guidato l’Italia alla vittoria nella Coppa Europa di Atletica, aveva dovuto subire anche la cocente eliminazione nelle batterie dei 200 metri ai Mondiali di Tokyo.

Insomma per Tortu è decisamente ora di cambiare marcia. Anche perché l’anno prossimo ci saranno i Mondiali a Pechino e nel 2028, quando avrà compiuto 30 anni, le Olimpiadi di Los Angeles. E quando si raggiunge quella che dovrebbe essere l’età della maturità fisica e sportiva le occasioni perse pesano ancora di più.