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Addio a Francesco Guccini: quando la sua Locomotiva attraversò la Brianza

Francesco Guccini, tra i più influenti cantautori italiani di sempre, è morto oggi all’età di 86 anni. Lo ha fatto sapere la famiglia. Da Desio al Brianteo, il cantautore lasciò tracce anche nel nostro territorio. Poi i suoi musicisti e il cinema hanno continuato a riportarne in Brianza parole, ricordi e canzoni.

Francesco Guccini, tra i più influenti cantautori italiani di sempre, autore di canzoni che appartengono al DNA di questo paese come La locomotivaAuschwitz e L’avvelenata, è morto questa mattina a Pàvana, all’età di 86 anni. Lo ha fatto sapere la famiglia. Il cantautore si era da tempo ritirato dall’attività pubblica e viveva a Pàvana, frazione del comune italiano di Sambuca Pistoiese, nella provincia di Pistoia, in Toscana: concedeva poche interviste, ma riceveva spesso e volentieri in casa fan desiderosi di incontrarlo e salutarlo.

Francesco Guccini non era brianzolo e non ha mai provato a sembrarlo. Apparteneva alle montagne di Pavana, ai portici di Bologna, alla Modena della giovinezza e a quella via Emilia che nelle sue canzoni diventava memoria, geografia e misura del tempo. Eppure anche la Brianza conserva alcune fermate della sua lunga storia, durata mezzo secolo. Una delle prime risale al 1992, quando Guccini incontrò gli studenti di un liceo e dell’Itis di Desio, presentando in anteprima quello che sarebbe diventato un suo romanzo pubblicato l’anno successivo. Non un grande concerto, ma un dialogo con dei ragazzi: forse il modo più gucciniano possibile di entrare in un territorio, attraverso le parole e le domande.

Poi arrivarono i palazzetti.Il 27 aprile 1995 Guccini suonò al PalaDesio, portando sul palco brani come Auschwitz, Il vecchio e il bambino, Dio è morto e La locomotiva. Tornò nello stesso palazzetto tre anni dopo il 23 gennaio 1998, quando la Brianza poté ascoltare anche Incontro, Venezia, Cirano e la famosissima L’avvelenata. Come ricostruisce la rivista musicale Rockol, il passaggio più grande in Brianza fu quello del 7 settembre 2001 allo stadio Brianteo di Monza. Un cantautore con una chitarra e molte storie dentro uno stadio destinato abitualmente al calcio: un’immagine che racconta bene quanto le sue canzoni fossero ormai diventate patrimonio collettivo, capaci di riempire spazi enormi senza perdere il tono di una conversazione tra pochi.

Quando Guccini smise di tenere concerti, la sua voce continuò comunque a tornare da queste parti. Nel maggio 2024 i suoi storici musicisti salirono sul palco del Parco Superga di Muggiò. Nel novembre dello stesso anno arrivarono all’Auditorium di Seregno, riportando dal vivo canzoni e ricordi condivisi con il “Maestrone”. A dicembre fu invece il Cineteatro Nuovo di Arcore a riaccendere quella voce, proiettando il film-concerto restaurato Fra la Via Emilia e il West, testimonianza dello storico spettacolo del 1984 in piazza Maggiore a Bologna. Nel novembre 2025, infine, i Musici fecero tappa al cinema teatro San Giuseppe di Brugherio. Sul palco c’erano le mani e gli strumenti che avevano accompagnato Guccini per decenni; in platea, generazioni cresciute con Autogrill, Cyrano, Auschwitz e Dio è morto.