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Vimercate, Raffaello in mostra al MUST ma è polemica sui lavoratori: “Capolavoro sì, stipendio no”

Bufera sul bando del Comune di Vimercate per la mostra al MUST: l’associazione “Mi Riconosci” accusa l’amministrazione di sostituire il lavoro retribuito con i volontari civici e chiede il ritiro immediato.

Vimercate – Assicurazioni d’élite, trasporti blindati e campagne di comunicazione in grande stile per portare in Brianza un capolavoro di Raffaello Sanzio. Ma per accogliere i visitatori, controllare i biglietti e illustrare il percorso della mostra, la ricetta scelta è un’altra: il volontariato gratuito.

Scoppia una dura polemica attorno a “La Grande Arte in Brianza 2026”, la manifestazione di rilievo nazionale annunciata al MUST – Museo del Territorio Vimercatese dal 30 ottobre all’11 dicembre 2026. A sollevare il caso è l’associazione nazionale Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali, che punta il dito contro il bando di reclutamento pubblicato dal Comune di Vimercate e promosso in collaborazione con la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS.

Il bando sotto accusa: selezione e corsi per lavorare gratis

Per garantire l’apertura quotidiana della mostra (dalle 9 alle 19), l’amministrazione comunale ha diffuso un avviso pubblico rivolto ai “volontari civici”. L’iter richiesto non è di poco conto: presentazione della domanda, colloquio motivazionale, incontro di formazione obbligatorio e corso sulla sicurezza.

polemica mostra Raffaello MUST di Vimercate

Una volta superata la selezione, i volontari saranno impiegati in mansioni di accoglienza, gestione dei flussi, controllo ticket, presidio delle sale ed esplicazione del percorso espositivo. L’avviso prevede persino l’estensione dell’incarico per future iniziative culturali cittadine.

“Si affidano a volontari attività che normalmente spettano a personale qualificato e retribuito — denuncia Lisa, storica dell’arte e attivista di Mi Riconosci? —. È un messaggio devastante: si investono ingenti risorse per promuovere il territorio con la cultura, ma pretendendo che la cultura funzioni grazie al lavoro gratuito. Il volontariato è prezioso quando affianca il lavoro retribuito; quando lo sostituisce diventa sfruttamento. Che questo accada per iniziativa di un’amministrazione pubblica è inaccettabile”.

Dubbi sul progetto culturale

Nel mirino degli attivisti finisce anche la copromotrice dell’evento, la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS, presieduta dal deputato Maurizio Lupi. L’ente da anni organizza grandi appuntamenti e distribuisce contributi sul territorio grazie al sostegno di imprese private.

“Non stupisce che si segua questo modello — incalza l’associazione — dove il lavoro culturale sembra considerato un mero costo da azzerare. Ma oltre alla questione lavorativa, ci chiediamo quale sia il vero progetto culturale dietro questa operazione: si punta tutto sul nome richiamo di Raffaello senza nemmeno aver reso noto quale sia l’opera esposta, collocando al Museo del Territorio un dipinto che con il territorio non ha alcun legame. La vera valorizzazione non si fa paracadutando capolavori a caso, ma investendo sulle competenze e sul patrimonio già presenti sul territorio”.

La richiesta: “Ritirare il bando”

L’associazione Mi Riconosci? ha formalmente chiesto alla giunta di Vimercate il ritiro immediato dell’avviso pubblico, invitando le istituzioni a ricorrere a personale regolarmente contrattualizzato e retribuito secondo i contratti nazionali di settore.