INTERVISTA
|“Tutte le volte che le donne…”: Cathy La Torre a Parco Tittoni racconta storie di donne che hanno cambiato il mondo
L’avvocata e attivista sarà a Parco Tittoni di Desio martedì 14 luglio con lo spettacolo “Tutte le volte che le donne… hanno inventato qualcosa ma il merito se l’è preso un uomo”
Cathy La Torre, avvocata e attivista, arriva a Parco Tittoni di Desio questa sera, martedì 14 luglio, per una tappa del suo tour con lo spettacolo “Tutte le volte che le donne”. La Torre, spesso ospite come opinionista in tv, porterà sul palco i temi a lei cari, ovvero i diritti delle donne e la parità di genere. Dallo spettacolo è nato il libro da poco uscito “Tutte le volte che le donne… hanno inventato qualcosa ma il merito se l’è preso un uomo” .
Storie di donne rimaste invisibili
Spettacolo e libro propongono un viaggio lungo secoli, per raccontare storie di donne che hanno cambiato il mondo, ma che sono rimaste invisibili. Chi ha inventato il Monopoly? Una donna. Il tergicristallo? Una donna. La lavastoviglie? Il Bacio Perugina? I segnali di stop? Donne. Eppure i loro nomi non compaiono nei libri di scuola. In alcuni casi le loro scoperte sono state rubate dai colleghi. In altri sono state derise, ostacolate, impedite persino di brevettare. In altri ancora, cancellate del tutto. Il mondo della fisica, della chimica, della medicina e dell’astronomia è sempre stato affollato da scienziate, rimaste però nell’ombra.
Come è nato questo libro?
“Il libro nasce dalla consapevolezza che ci sono tante donne che hanno contribuito a fare la storia, ma non si conoscono. Nel corso della mia ricerca, che è durata 5 anni, ho selezionato centinaia di donne e poi ho dovuto fare un’ulteriore selezione. Ho scelto di raccontare storie di donne che hanno fatto scoperte mediche, che hanno costruito oggetti che usiamo tutti i giorni come la lavastoviglie, il tergicristallo, i sacchetti di carta. E altre donne che hanno fatto la storia dei diritti civili, nel mondo e anche nel nostro Paese”
Un esempio?
“Mi ha colpito, per esempio, il fatto la cura contro la lebbra l’abbia sintetizzata una giovane donna afroamericana, Alice Augusta Ball, nel 1915 all’università delle Hawaii. E’ morta però pochi mesi dopo e il preside della sua facoltà si è appropriato della scoperta e l’ha messa in commercio col suo nome, ricavandone anche benefici economici. Dopo 50 anni, si scoprì che lui non aveva inventato nulla e che la vera autrice era stata una donna. A quel punto, il governo delle Hawaii le dedicò una festa nazionale. Sapete quando viene celebrata? Il 29 febbraio: oltre il danno, la beffa”.
Ci sono anche donne che avrebbero meritato il premio Nobel?
“Finora, solo 6 donne hanno ricevuto un Nobel nelle materie scientifiche. Avrebbero dovuto essere decine. Al posto loro, lo hanno preso i mariti o i colleghi, perché nel frattempo sono morte o sono state allontanate. Si tratta di donne ricercatrici, sposate con uomini ricercatori che hanno beneficiato del lavoro delle loro mogli”
Nel libro e nello spettacolo non si parla solo di donne straordinarie ma anche del mondo che le ha rese invisibili. Un mondo in cui ancora oggi una donna guadagna meno di un uomo. Eppure, perché la parola “femminismo” fa ancora paura?
“In questo Paese, dirsi femminista o antifascista è problematico. Alla parola ‘femminismo’ viene associato qualcosa di brutto e radicale: in realtà, femminismo vuol dire ritenere che nessuna persona dovrebbe essere discriminata o non avere opportunità, in relazione al proprio genere. Il femminismo è questo. Se la mettiamo così, chi di noi non è femminista? Chi di noi vuole che ci siano delle discriminazioni o pensa che le donne debbano essere discriminate solo in quanto donne? L’uguaglianza conviene a tutti, non solo alle donne”
Come lo vede il futuro?
“Io sono ottimista. La storia va avanti. C’è bisogno di tanti progressi, è vero, ma sono fiduciosa perché, ripeto, l’uguaglianza fa bene a tutti” . “Lo spettacolo è divertente e irriverente, racconta le storie di donne facendoci sorridere e riflettere. Vi aspetto a Desio”


