cronaca
|Sparatoria al Crocione, il sindaco Rossi: “Non è un problema di sicurezza urbana”
Il primo cittadino sottolinea come, sulla base dei primi accertamenti investigativi, l’episodio sarebbe maturato «in un contesto ben circoscritto, legato a dinamiche relazionali specifiche» e non rappresenterebbe un evento casuale o indiscriminato.
SEREGNO – «È un fatto grave, che ha colpito e preoccupato tanti cittadini. Ma non è un episodio che configura un rischio per la generalità della popolazione». All’indomani della sparatoria avvenuta nel quartiere Crocione, il sindaco di Seregno Alberto Rossi interviene per invitare a non identificare un intero quartiere con quanto accaduto nella serata di venerdì.
Il primo cittadino sottolinea come, sulla base dei primi accertamenti investigativi, l’episodio sarebbe maturato «in un contesto ben circoscritto, legato a dinamiche relazionali specifiche» e non rappresenterebbe un evento casuale o indiscriminato.
Parole che arrivano mentre proseguono le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Seregno, coordinate dalla Procura della Repubblica di Monza. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare il responsabile del ferimento del quarantaquattrenne, raggiunto da due o più colpi d’arma da fuoco e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Gerardo di Monza. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa: dal movente passionale a un regolamento di conti, fino a circostanze riconducibili al traffico di sostanze stupefacenti.
Nel suo intervento, Rossi respinge anche l’idea che il Crocione debba continuare a essere identificato esclusivamente con episodi di cronaca. «È un quartiere che porta con sé una fama difficile da molti anni, ma che non racconta la realtà di chi lo vive ogni giorno», osserva il sindaco, ricordando che il rione Sant’Ambrogio, di cui il Crocione è una parte, conta oltre 8.500 residenti tra famiglie, anziani, associazioni e volontari.
Il primo cittadino rivendica il lavoro svolto dall’amministrazione sul fronte della sicurezza e della riqualificazione urbana, dalla collaborazione tra Polizia Locale e Forze dell’Ordine agli investimenti nei servizi sociali, fino agli interventi realizzati negli ultimi anni: la riqualificazione dell’asilo nido Aquilone, del Parco della Pace, degli orti urbani, degli spazi di via Bottego e dello Spazio InContatto, oltre ai progetti culturali e di street art promossi insieme al Comitato di quartiere.
«Un episodio grave va affrontato con serietà – conclude Rossi – ma non può diventare l’etichetta di un quartiere che è soprattutto fatto di persone oneste e di una comunità viva».
Intanto gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze e riscontri tecnici per fare piena luce sull’agguato. Tra gli elementi che rendono più complesso il lavoro degli inquirenti c’è anche il luogo in cui è avvenuto il ferimento: un tratto pedonale privo di telecamere di videosorveglianza, circostanza che obbliga i militari dell’Arma a ricostruire la sequenza dei fatti attraverso le dichiarazioni dei testimoni e ogni altro elemento utile all’indagine.


