Piccole imprese, la Brianza tiene: crescita oltre la media italiana nonostante crisi e incertezze
Nel primo semestre del 2026 il saldo tra aperture e chiusure resta positivo
Non è un boom, ma in un’economia che continua a fare i conti con guerre, rincari e mercati instabili, anche uno 0,7% può fare la differenza. Le imprese di Monza e Brianza, insieme a quelle di Milano e Lodi, chiudono il 2025 con una crescita superiore alla media nazionale, dimostrando una capacità di tenuta che pochi territori possono vantare.
Il dato emerge dall’ultimo rapporto Milano Produttiva, che fotografa un sistema economico capace di avanzare senza strappi ma con continuità. A spingere è soprattutto il settore dei servizi, mentre l’industria mantiene un andamento positivo, seppure più contenuto.
La vera sfida, però, è un’altra. Il tessuto produttivo dell’area è composto quasi interamente da micro e piccole imprese, realtà chiamate ogni giorno a confrontarsi con la trasformazione digitale, l’aumento dei costi e una competizione internazionale sempre più aggressiva. Eppure, nonostante questo scenario, il sistema continua a generare nuove aziende.
Nel primo semestre del 2026 il saldo tra aperture e chiusure resta positivo: le nuove iscrizioni superano infatti le cessazioni, confermando una dinamica imprenditoriale ancora vivace. Milano continua a fare da traino, ma anche Monza e Brianza contribuiscono a mantenere saldo uno dei distretti economici più importanti del Paese.
Le previsioni per il resto dell’anno non indicano una forte accelerazione, ma nemmeno una frenata. L’obiettivo, per le imprese, resta quello di consolidare una crescita lenta ma costante, facendo leva su innovazione, qualità e capacità di adattamento in un contesto che continua a cambiare.


