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Addio a don Antonio Mazzi, il fondatore di Exodus aveva un legame profondo con la Brianza

Don Antonio Mazzi si è spento all’età di 96 anni. Il ricordo del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

Don Antonio Mazzi si è spento all’età di 96 anni, lasciando un’eredità che ha toccato anche il territorio brianzolo. Fondatore della Comunità Exodus, don Antonio Mazzi ha dedicato la propria vita all’accoglienza e al recupero di migliaia di giovani in difficoltà, diventando un punto di riferimento nazionale sui temi dell’educazione, delle dipendenze e del disagio giovanile.

Anche la Brianza ha incrociato più volte il suo cammino sia grazie alla rete di realtà sociali legate a Exodus sia perchè negli anni don Mazzi è stato ospite di numerose iniziative promosse sul territorio, incontrando studenti, educatori, famiglie e volontari per parlare di giovani, responsabilità e futuro.

Il suo legame con la Brianza è passato anche attraverso la rete di sostenitori e realtà associative che hanno collaborato negli anni con Exodus, oltre ai rapporti con numerosi enti e istituzioni del territorio impegnati nel sociale.

Veronese di nascita, ma milanese d’adozione, don Mazzi ha fondato Exodus negli anni Ottanta trasformando il recupero dalle dipendenze in un percorso educativo fondato sulla responsabilità, sul lavoro e sulle relazioni umane. La sua voce, spesso controcorrente, è stata per decenni presente anche sui media, senza mai perdere di vista quella che definiva la sua vera missione: stare accanto agli ultimi.

Con la sua scomparsa se ne va uno dei sacerdoti più conosciuti e discussi d’Italia, capace di lasciare un segno profondo anche in Brianza, dove il suo messaggio educativo e il lavoro di Exodus hanno trovato negli anni ascolto e sostegno.

Il ricordo del presidente della Regione Attilio Fontana

A ricordarlo anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico. Nel corso degli anni il nostro rapporto è cresciuto attraverso tanti incontri, confronti ed esperienze condivise. Ho sempre ammirato la sua capacità di guardare oltre le difficoltà, di non arrendersi mai e di restituire speranza a chi la vita aveva messo più duramente alla prova”.