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Missione a Gerusalemme: cercasi volontario per sostenere le suore di San Vincenzo

La consigliera Rina Del Pero lancia l’appello: servono braccia per gestire il convento e l’uliveto, rimasti senza personale a causa del conflitto.

Meda Un legame lungo decenni, fatto di ambulanze donate, piscine costruite per gli orfani di Betlemme e una stima reciproca che supera i confini del conflitto. Oggi, il rapporto speciale tra la città di Meda e le Figlie della Carità di San Vincenzo – le suore libanesi conosciute in Italia come le “cappellone” – vive un momento di straordinaria necessità.

A lanciare l’allarme è Suor Sophie Bouéri, figura storica della missione in Medio Oriente, da tempo punto di riferimento per i volontari brianzoli. Il convento nella parte Est di Gerusalemme, un tempo centro pulsante di attività, accoglienza per bambini e pellegrini, oggi si trova in una condizione di profonda solitudine.

Un legame profondo, scritto nella storia della città

Non si tratta di una richiesta rivolta a estranei, ma a una comunità con la quale le Figlie della Carità di San Vincenzo condividono un lungo percorso di solidarietà. Suor Sophie Bouéri, libanese, conosce bene Meda: è stata infatti ospite in città in occasione dell’assegnazione del premio “La Mela d’Oro” (Marisa Bellisario), un momento in cui il legame tra la Brianza e la Terra Santa si è rafforzato.

Da allora, Meda non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, dalla costruzione della piscina dell’orfanotrofio di Betlemme, progettata dal professor Carlo Spinelli (già direttore del CFP Terragni), fino alla celebre donazione di un’ambulanza per l’ospedale Bannes di Beirut, partita proprio dalla sede Avis di via Caduti Medesi. Oggi, quel filo rosso che unisce la Brianza a Gerusalemme chiede di essere riannodato attraverso un gesto di disponibilità personale.

Il contesto: il blocco dei lavoratori

A causa del perenne conflitto israelo-palestinese, la quotidianità della missione è stata stravolta. I lavoratori della Cisgiordania, che da sempre provvedevano alla manutenzione del convento e alla cura dell’uliveto, non hanno più i permessi per raggiungere Gerusalemme.

Volontariato Gerusalemme

La situazione è stata descritta come critica dalla consigliera Rina Del Pero, che da anni coordina le iniziative di volontariato medesi in Terra Santa. All’interno del convento, le suore – tra cui Suor Sophie Bouéri – si trovano in difficoltà nel gestire autonomamente gli spazi. “Non abbiamo nessuno dai territori; non hanno il permesso di venire in Israele”, spiegano sottolineando come l’avanzare dell’età e i problemi di salute stiano rendendo insostenibile la manutenzione ordinaria del complesso.

L’appello: cercasi volontario

La richiesta è rivolta a un uomo, neo-pensionato o giovane maggiorenne, che possa dedicare alcuni mesi di tempo per dare una mano concreta. Il volontario si occuperà principalmente di:

  • Pulizia delle sterpaglie nell’uliveto.

  • Piccola manutenzione della casa (finestre, porte, giardini).

Le condizioni della missione

L’accoglienza, in linea con lo spirito di collaborazione che da anni unisce Meda alle suore, prevede la copertura totale delle spese. Il biglietto aereo, il vitto e l’alloggio saranno offerti dalla missione. Il volontario, che dovrà essere munito di passaporto, viaggerà in compagnia e potrà soggiornare nel convento per un periodo di circa tre mesi, entrando nel Paese con lo status di turista.

Come candidarsi

Chi fosse interessato a rispondere a questa chiamata, unendo il proprio impegno civile a un’esperienza di vita unica in un contesto di profonda spiritualità, può contattare la consigliera Rina Del Pero. La redazione di MBNews rimane a disposizione per mettere in contatto i potenziali volontari con i referenti del progetto.