Protesta
|Mattarella al Bosco delle Querce per il 50° Icmesa, fuori il presidio No Pedemontana
Tra le celebrazioni ufficiali per il 50° dell’ICMESA e la protesta dei comitati: gli attivisti denunciano il silenzio sui 3.200 alberi da abbattere e la gestione storica della bonifica
Seveso – Si sono concluse sotto il segno di una profonda spaccatura le celebrazioni ufficiali per il 50° anniversario del disastro ambientale dell’ICMESA di Seveso. Da un lato la solennità blindata delle istituzioni, culminata con la storica e attesissima presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’interno del Bosco delle Querce. Dall’altro, appena fuori dai cancelli presidiati dalle forze dell’ordine, la voce ferma e determinata dei comitati locali che hanno scelto di rompere la narrazione ufficiale per riportare l’attentione sui nodi irrisolti del passato e del presente della Brianza.
La cerimonia ufficiale: la retorica della resilienza
L’evento istituzionale, accessibile solo su invito e rigorosamente blindato, ha visto la partecipazione del Governatore della Regione Lombardia, del Sindaco di Seveso e delle massime autorità del territorio. I discorsi ufficiali si sono concentrati prevalentemente sui concetti di rinascita, resilienza e riscatto di una comunità che ha saputo trasformare una ferita indelebile in un’oasi di biodiversità, guardando con ottimismo al futuro e alla transizione ecologica. Una linea che ha deliberatamente evitato i passaggi più critici e che ha innescato la reazione contrariata di chi, quella storia, la vive dal basso.
Il contro-presidio: «Definire l’ICMESA un incidente è antistorico»
A pochi metri dalle celebrazioni, il presidio pacifico ma tenace organizzato dalle sigle storiche del territorio – tra cui il coordinamento ‘No Pedemontana’ e il gruppo ‘Suolo Libero’ – ha distribuito volantini e dialogato con i cittadini presenti, offrendo un punto di vista diametralmente opposto a quello istituzionale.
Gli attivisti contestano duramente la terminologia e l’impostazione usata dalle autorità locali: «Anche oggi Regione e Comune hanno parlato di “incidente” ICMESA. Una definizione anti-storica che ovviamente non corrisponde alla realtà. Quel disastro non fu una fatalità, ma fu causato dal rischio calcolato di utilizzare materiali pericolosi in una fabbrica vecchia: calcolato naturalmente sulla pelle di lavoratori e popolazione».
L’ombra di Pedemontana sul Bosco delle Querce
La critica dei comitati non si limita però alla sola revisione storica, ma investe in modo diretto la stretta attualità e le scelte infrastrutturali della Regione Lombardia, evidenziando una profonda contraddizione nei festeggiamenti odierni. Sotto accusa c’è il continuo ossequio celebrativo al valore naturalistico e simbolico del Bosco delle Querce, parallelamente all’avanzamento dei cantieri dell’Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).

«Ancora peggio è il continuo riferimento celebrativo al Bosco delle Querce tacendo sul fatto che verranno abbattuti ben 3.200 alberi per fare posto a Pedemontana», denunciano con forza dal presidio. «Così come si tace sul fatto che ancora oggi stiamo facendo i conti con la diossina lasciata dov’era all’epoca per minimizzare la bonifica, i risarcimenti e l’allarme sociale generato dal disastro. Di tutto questo non si è minimamente parlato».

La mobilitazione, in ogni caso, non si ferma alla giornata di oggi: i comitati hanno già annunciato che nei prossimi giorni verranno diffuse riflessioni e analisi tecniche più approfondite. «La nostra piccola ma tenace presenza c’è stata. Ed era importante che ci fosse per ricordare a tutti che il 10 luglio non è mai finito».






