La strada del Salaino che racconta Leonardo: a Oreno la via dedicata al modello della Gioconda
Via Gian Giacomo Caprotti custodisce la storia del “Salaino”, il giovane di Oreno scelto da Leonardo da Vinci come allievo, modello ed erede della Gioconda.
Sembra solo una strada periferica via del Salaino, una strada stretta stretta, un po’ polverosa, soggetta ad allagamenti regolari ogni qualvolta scoppia un temporale: un paio di settimane fa Brianzacque ha avviato alcuni lavori idraulici per evitare proprio questo inconveniente. Via del Salaino sembra solo una traversa della Sp 45 che taglia in due i campi di Oreno, frazione di Vimercate. Via Salaino sembra, ma in realtà è un’altra cosa.
Salaino, infatti, è un soprannome coniato da Leonardo da Vinci e da quest’ultimo appioppato a Gian Giacomo Caprotti, originario di Oreno, suo modello, amante e, secondo alcuni, anche ispiratore della Gioconda. Dopo anni di oblio la sua vicenda è stata riportata a galla nel 2008 dalla ex giunta municipale di Vimercate, che ha risolto l’equivoco aggiornando la toponomastica. “Salaino vuol dire diavoletto e quel genio di Leonardo chiamò così Caprotti per sottolinearne l’irrequietezza (era un vero e proprio ladruncolo ndr) – ha spiegato Renato Ornaghi, manager, scrittore e inventore del Cammino di Sant’Agostino -. Caprotti era figlio di contadini di Oreno. Leonardo era in cerca di un bel cavallo per progettare la statua equestre di Milano e quando notò Caprotti lo volle con sé nella sua bottega. Letteralmente lo acquistò“.
D’altro canto era impossibile non notarlo dal momento che era bellissimo. Ma oltre al suo volto androgino, al suo fascino, che avrebbe suggerito al genio toscano numerose figure femminili, Caprotti era anche un pittore di un certo livello: alcuni suoi quadri, come la Testa di Cristo Redentore, sono custoditi nella Pinacoteca Ambrosiana o in quella di Brera. Sono opere legate allo stile leonardesco e alla morte del suo maestro ricevette in eredità la Gioconda, poi rivenduta siccome aveva bisogno di soldi.. Morì molto male il 19 gennaio del 1524 a causa di un colpo di schioppo (cosa che firma la sua scapestratezza).

“Di quella giunta che ricordò la figura di Caprotti ero assessore alla Cultura – ha ricordato Roberto Rampi, ex senatore Pd e Garante dei diritti dei detenuti -. Sotto la dicitura Salaino facemmo aggiungere il nome di battesimo del nostro illustre concittadino”. Fino ad allora la figura di Caprotti era trascurata, il vecchio esecutivo contribuì a farla emergere in tutta la sua importanza.
“Una sala del Must, il museo del territorio, è dedicata proprio a Caprotti – ha aggiunto Rampi – e all’incrocio tra le vie Lodovica e Arcore, nella frazione di Oreno, è stato fatto realizzare un monumento“. Anche l’ex assessore Vittorio Sgarbi se ne interessò. A Milano esiste una via che si chiama Andrea Salaino, traversa di via Solari, ma il nome è di fantasia. Di fatto la strada non esiste e Letizia Moratti, ex sindaco del capoluogo meneghino, si impegnò affinché l’equivoco venisse risolto. Ma, fino ad oggi, non è stato fatto nulla. A Vimercate, invece, il qui pro quo è stato risolto. Quella strada stretta stretta, che taglia in due i campi di Oreno, spesso allagata, dove Brianzacque da alcune settimane sta facendo dei lavori idraulici, è stata ufficialmente autorizzata a Gian Giacomo Caprotti, uno dei figli più illustri di Vimercate


