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INVALSI 2026, la CISL: “No a classifiche e pagelle, servono investimenti su scuola e ITS”

La riflessione del segretario generale Monza Brianza Lecco, Mirco Scaccabarozzi: “I risultati vanno letti senza semplificazioni”.

Il Rapporto Nazionale INVALSI 2026 non deve trasformarsi in una classifica tra scuole o territori, ma rappresentare uno strumento per orientare le politiche educative. È questa la posizione espressa da Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della CISL Monza Brianza Lecco, che interviene sui dati diffusi nei giorni scorsi proponendo una riflessione sul sistema scolastico e sul rapporto tra formazione e mondo del lavoro.

Secondo Scaccabarozzi, il rapporto evidenzia alcuni segnali positivi, a partire dalla diminuzione dell’abbandono scolastico precoce, sceso all’8,2%, un dato che anticipa gli obiettivi fissati dal PNRR. Positivi anche gli indicatori relativi alle competenze digitali e alla conoscenza della lingua inglese.

Allo stesso tempo, il sindacalista richiama l’attenzione sulle persistenti differenze territoriali nei livelli di apprendimento, sostenendo che la loro riduzione debba rappresentare una priorità condivisa tra scuola, istituzioni e autonomie locali.

“I dati INVALSI non possono essere ridotti a una mera classifica d’arrivo o a un’assegnazione di pagelle ad uso mediatico”, afferma Scaccabarozzi, che invita a riconoscere il lavoro quotidiano del personale scolastico, chiamato a garantire il diritto allo studio anche in contesti complessi.

Nel suo intervento, il segretario della CISL esprime inoltre perplessità su alcuni aspetti della riforma degli istituti tecnici, ritenendo che la riduzione delle ore in alcune discipline possa indebolire il percorso formativo.

Il caso degli ITS

Un capitolo importante della riflessione è dedicato agli ITS Academy, indicati come uno degli strumenti più efficaci per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. Scaccabarozzi richiama i dati del monitoraggio INDIRE, secondo cui l’87% dei diplomati ITS trova un’occupazione entro un anno dal titolo e, nella maggior parte dei casi, coerente con il percorso di studi svolto.

In provincia di Monza e Brianza, ricorda la CISL, sono attivi percorsi ITS in diversi settori strategici: dal marketing digitale a Monza alla filiera legno-arredo di Lentate sul Seveso, dall’efficienza energetica a Lissone alla cybersecurity a Seregno, fino ai corsi dedicati alla mobilità sostenibile e all’energia a Vimercate.

Per Scaccabarozzi, investire su questi percorsi può contribuire ad affrontare il problema del mismatch occupazionale, particolarmente sentito in Brianza, dove – secondo i dati richiamati dalla CISL – circa un’azienda su due segnala difficoltà nel reperire le figure professionali richieste. L’obiettivo, conclude il segretario, è rafforzare la collaborazione tra imprese, sistema formativo, università ed enti locali per offrire maggiori opportunità ai giovani e sostenere la competitività del territorio.