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Data center a Vimercate: gli ex IBM chiedono tutele e teleriscaldamento, il sindaco risponde
L'open day di QTS sul data center in ex IBM.

Gigi Redaelli e un gruppo di ex dipendenti presentano osservazioni al MASE e al PGT. Cereda: “Molte richieste sono condivisibili, ci lavoriamo da un anno”.

Data center a Vimercate: l’ex sindacalista IBM Gigi Redaelli e un gruppo di ex dipendenti chiedono formalmente tutele sul territorio che ospiterà il centro dati proposto dai colossi QTS e Kryalos SGR nel comparto che fu IBM, poi Celestica, Bames, Sem. L’ex segretario provinciale MB dei metalmeccanici con responsabilità sui settori high tech del Vimercatese, insieme a un gruppo di ex dipendenti ha depositato formali osservazioni critiche sia al Ministero dell’Ambiente (MASE) nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale nazionale (VIA – Codice 14148), sia al Comune di Vimercate sulla Variante Generale del Piano di Governo del Territorio (PGT) attualmente in fase di adozione.

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Entrambi gli strumenti hanno a che fare appunto col maxi progetto del campus data center di QTS per la realizzazione di tre edifici che, secondo i promotori delle osservazioni, rischiano di trasformare la “Silicon Valley del Vimercatese” in  “un’idrovora energetica blindata e automatizzata da 300 Megawatt di potenza elettrica, ad altissimo impatto ambientale e a bassissimo ritorno occupazionale”.

“Non siamo aprioristicamente contrari allo sviluppo digitale del Paese – chiarisce Redaelli –, ma i numeri di questo progetto sono spaventosi e insostenibili per Vimercate. Parliamo di una superficie di ben 277.800 metri quadrati che a regime creerà la miseria di soli 100 posti di lavoro diretti . Significa un impiegato ogni 2.700 metri quadrati. Una desertificazione industriale e sociale inaccettabile per un’area che ha fatto la storia dell’orgoglio operaio e tecnologico italiano”.

Il teleriscaldamento

Nelle osservazioni presentate al Ministero e in Comune, gli ex lavoratori mettono l’attenzione sui dati tecnici del progetto, definendoli una vera e propria minaccia per la qualità della vita dei quartieri residenziali limitrofi: “tre edifici (DC1, DC2, DC3) che rilasceranno calore costantemente h24 nell’atmosfera, l’installazione di una nuova sottostazione elettrica e ben 133 mastodontici generatori di emergenza per una potenza termica complessiva di circa 1.000 MWt”.

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Su queste basi una richiesta in cinque punti al Comune, in fase di elaborazione del PGT, per introdurre vincoli precisi che limitino l’impatto previsto. A partire dall’obbligo di Teleriscaldamento: “Il recupero del calore di scarto dei server a beneficio di case, scuole e aziende dell’Energy Park deve essere un obbligo urbanistico strutturato e cantierizzato, non una vaga ipotesi. Gettare in aria tutto quel calore in piena emergenza climatica è un insulto ambientale”.

Le altre richieste:

  • stop ai test dei 133 generatori nei festivi e di notte, confinandoli solo nei giorni feriali tra le 9:00 e le 17:00 per tutelare la quiete pubblica;
  • centraline ARPA h24 per un monitoraggio continuo dell’impatto acustico e per i campi elettromagnetici della nuova sottostazione, con dati pubblicati semestralmente sul sito del Comune;
  • piantumazione di una barriera alberata perimetrale con alberi ad alto fusto già adulti da posizionare prima dell’inizio dei cantieri edili, per bloccare subito polveri e rumori;
  • elettrodotti interrati.

Il sindaco Francesco Cereda sui data center di Vimercate

Un’anticipazione della risposta del Comune è arrivata dal sindaco Francesco Cereda che prima di entrare nel merito dei singoli punti ha tenuto a fare una precisazione. “Le osservazioni di cui stiamo parlando – ha detto – sono in larga parte condivisibili, ma vorrei spiegare che su questi temi che vengono sollevati adesso, l’Amministrazione Comunale sta lavorando da un anno, fin dagli esordi dell’iter”. Altra precisazione: i data center in arrivo su Vimercate (IBM, Energy Park e area Giambelli) sono di dimensioni rilevanti, “ma non sono di quelli enormi che stanno sorgendo in altri territori come il Milanese e il Pavese”.

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Risposta alle richieste degli ex lavoratori IBM

Detto ciò, ne merito delle richieste, il sindaco si è concentrato sul teleriscaldamento. “E’ un tema che abbiamo affrontato da subito e la società coinvolta si mostrata interessata. All’interno del PGT inseriremo specifiche norme che incentivino l’impianto, ma va detto che si tratta di incentivi e non di obblighi. Il teleriscaldamento è un intervento complesso che necessita di una rete e quindi di investimenti molto importanti”.

Il rapporto data center – teleriscaldamento è di stretta attualità. Qualche settimana fa in un’intervista a MBNews, il progettista di data center Marco Spelta (impegnato per esempio sul campus dell’area Giambelli che è ancora in fase di iter autorizzativo) spiegava come l’area di Monza si riveli a sua avviso tra le più idonee anche in ottica di sostenibilità  essendo dotata di rete di teleriscaldamento “che peraltro è di A2A che sta investendo molto sui data center”.

marco spelta data center

Cereda si è dimostrato possibilista su altri punti dell’osservazione degli ex dipendenti IBM: “sul confinamento dei test nei giorni feriali credo ci sia margine per trovare un accordo”. E anche sulla barriera verde il sindaco ha mostrato aperture, ma senza promesse al vento: “occorrerà capire se la piantumazione di alberi ad alto fusto prima dei cantieri sia compatibile con gli scavi e i lavori che potrebbero poi compromettere e danneggiare i nuovi alberi”.

Questione di competenze

Nel rispondere sugli altri punti, Francesco Cereda ha fatto una precisazione essenziale: quella delle competenze. “Per il progetto del data center dell’ex IBM c’è ancora in corso il procedimento di VIA. All’interno di questo iter sono convolti gli enti competenti. Parlando, per esempio, della richiesta delle centraline di ARPA, saranno le autorità preposte ad elaborare eventuali prescrizioni”.

Stessa ratio per la richiesta di interramento dell’elettrodotto, una questione sulla quale gli enti di competenza sono il Ministero e Terna e non il Comune: “la stessa Amministrazione Comunale ha dovuto incassare decisioni non in linea con le nostre istanze – ha ricordato Francesco Cereda – come la collocazione all’interno del Parco PANE di una grossa sottostazione elettrica che con rami diversi raggiungerà i data center a Velasca, in via Santa Maria Molgora e all’Energy Park”.

Un milione in più per l’area sportiva di via Lodovica

In questi mesi – sottolinea Cereda – un grosso lavoro è stato fatto ed è ancora in corso rispetto alle compensazioni, al di là di quelle dovute per legge. Oltre ai 4-5 milioni di oneri (per ora si tratta di una previsione realistica), abbiamo già ottenuto tramite il capitolo degli standard qualitativi un ulteriore milione di euro per interventi migliorativi sul territorio: la risistemazione del polo sportivo di via Lodovica con la riqualificazione degli spazi esistenti e la realizzazione di nuovi impianti”. In particolare l’area oggi utilizzata soprattutto dal rugby avrà anche impianti di atletica, senza contare altre interventi minori di riqualificazione sulle aree verdi di Vimercate.