Da Londra a Monza: tredici arredi storici tornano alla Villa Reale
Dopo un secolo trascorso nelle sedi diplomatiche, tavoli, sedute, dormeuse e un busto di Garibaldi rientrano nel complesso piermariniano. Tra i pezzi recuperati anche un tavolo in stile Luigi XVI un tempo collocato nella Sala del Trono.
Monza. Hanno attraversato la Manica e quasi un secolo di storia. Dopo essere stati assegnati alle sedi diplomatiche italiane a Londra, tredici arredi storici appartenenti alla Villa Reale di Monza sono finalmente tornati a casa. Affidati al Ministero degli Esteri nel 1920 per contribuire all’ammobiliamento di ambasciate e consolati, i beni erano giunti nella capitale britannica attorno al 1926. Negli ultimi anni erano conservati presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, nello storico edificio di Belgrave Square 39.
Da Londra a Monza, ritornano gli arredi storici in Villa Reale
A rendere possibile il ritorno è stata la disponibilità manifestata dall’Ambasciata d’Italia a Londra, che ha proposto la riconsegna di alcuni oggetti sui quali erano ancora presenti segni e targhette riconducibili agli antichi inventari della Villa Reale. Tracce preziose, capaci di raccontare la provenienza degli arredi e di ricondurli agli inventari realizzati durante il periodo sabaudo: il primo avviato nel 1881 per verificare la consistenza dei beni mobili e immobili appartenenti alla Dotazione della Corona, il secondo redatto a partire dal 1908 e dedicato agli arredi, alle suppellettili e agli oggetti custoditi nel Palazzo Reale, nelle cappelle e negli altri edifici del complesso monzese. Dopo l’avvio delle procedure amministrative con il Ministero della Cultura e il Ministero degli Affari Esteri, e ottenuta l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza-Brianza e Pavia, il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha organizzato il trasferimento dei beni in Italia.
Il pezzo di maggiore richiamo è un tavolo in “Stile Luigi XVI”, scolpito e dorato, con un elegante piano in marmo nero. In origine era collocato nella Sala detta del Trono. Insieme al tavolo sono rientrate sedie, poltroncine, dormeuse e un busto di Giuseppe Garibaldi realizzato da Ercole Rosa, celebre scultore ottocentesco e autore, tra le altre opere, del monumento equestre a Vittorio Emanuele II che domina piazza del Duomo a Milano.

Le dichiarazioni
«Prosegue con metodo e costanza l’attività di recupero e di incremento di arredi e beni della Villa Reale, attraverso modalità tra loro anche molto diverse. L’arrivo di questi giorni consiste in una vera e propria restituzione che arricchisce il patrimonio esistente, con l’aggiunta del fascino di un trasporto da Oltre Manica, dopo che per decenni questi beni erano stati visibili a tutti coloro che frequentavano l’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Nell’estate del 2025 la Sovrintendenza aveva invece provveduto a “consegnare” ufficialmente centinaia di oggetti, arredi e beni appartenuti alla stessa Villa Reale. È di pochi giorni orsono, pur se solo per un prestito, l’arrivo di un vestito appartenuto alla Regina Margherita. Altri oggetti, anche non solo di arredo, arriveranno nei prossimi mesi. L’attività di progressiva raccolta – e spesso restauro – di parti del patrimonio va di pari passo con le numerose esposizioni contemporanee che si tengono all’interno della Reggia di Monza. Dopo il riconoscimento come Museo, avvenuto a dicembre 2025, la Villa Reale intende affermarsi come stabile punto di riferimento culturale nel panorama nazionale», dichiara Paolo Pilotto, Presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e Sindaco di Monza.
«La restituzione di beni è un processo che richiede competenze multidisciplinari e la collaborazione di più soggetti. Il nostro auspicio è che la scelta fatta dall’Ambasciata d’Italia a Londra possa costituire un precedente per altri accordi analoghi. Accrescere il patrimonio e le collezioni del complesso piermariniano è un obiettivo non meno importante di quello orientato al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione degli spazi. Solo lavorando su entrambi i fronti potremo ridare coerenza narrativa alla storia densa, illustre e travagliata della Reggia di Monza», commenta Bartolomeo Corsini, Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.


