Per le famiglie
|Ceriano, la scuola taglia la vigilanza in mensa: il Comune paga per salvare le famiglie dal disagio
La scuola cancella la vigilanza nella pausa pranzo dell’unico rientro pomeridiano. Per evitare ai genitori di dover ritirare i figli a metà giornata, l’Amministrazione si fa carico del servizio dal primo giorno.
Ceriano Laghetto – Una decisione scattata in extremis per evitare un bel grattacapo organizzativo alle famiglie dei bambini della scuola primaria. A Ceriano Laghetto sarà l’Amministrazione comunale a farsi carico direttamente della gestione e dei costi della sorveglianza in mensa durante l’unico rientro pomeridiano previsto per le classi a tempo parziale.
La novità, approvata all’unanimità nell’ultimo Consiglio comunale all’interno del nuovo Piano per il Diritto allo Studio, si è resa necessaria dopo un “corto circuito” organizzativo tra l’Istituto Comprensivo Cesare Battisti e le esigenze dei genitori.
Il nodo del giovedì e il “pasticcio” della pausa pranzo
Cosa è successo? Per il prossimo anno scolastico, l’Istituto Comprensivo ha previsto un solo rientro pomeridiano, fissato nella giornata di giovedì, dedicato a 26 alunni impegnati nel progetto didattico “Racconti e raccolti: la fotografia come strumento di osservazione della natura”.
A luglio, tuttavia, la scuola ha comunicato al Comune che non avrebbe più garantito il servizio di sorveglianza tra le lezioni del mattino e quelle del pomeriggio. Una decisione in controtendenza rispetto agli anni passati, quando il pattugliamento della pausa pranzo era sempre stato in capo all’istituto. La conseguenza per i genitori sarebbe stata pesante: andare a prendere i figli da scuola a fine mattina e riaccompagnarli un’ora dopo per le attività del progetto.
L’intervento del Comune: “Servizio affidato a una cooperativa”
Per scongiurare il viavai dei genitori in pausa pranzo, la giunta guidata dal sindaco e dalla vicesindaca Francesca Sulis ha deciso di mettere mano alle casse comunali per coprire il buco.
“Abbiamo scelto di intervenire perché non volevamo lasciare sole le famiglie davanti a una situazione che avrebbe creato notevoli difficoltà nella gestione quotidiana dei figli” — Francesca Sulis, Vicesindaca e Assessora all’Istruzione.
Il Comune si è quindi attivato a tempo di record: «Stiamo definendo un accordo con una cooperativa che metterà a disposizione personale qualificato, con costi sostenibili e sensibilmente inferiori rispetto a quelli richiesti dalla scuola lo scorso anno. Il servizio sarà garantito fin dal primo giorno di scuola».
Resta il tema del tempo scuola: “Servono più rientri”
L’intervento sul piatto della mensa risolve l’emergenza, ma non chiude il dibattito sull’offerta formativa del paese. Già lo scorso 8 aprile il Comune aveva incontrato la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Elena Centemero, chiedendo più organico per ampliare il tempo pieno e aumentare i rientri pomeridiani, affiancando anche una raccolta firme promossa dai genitori. Una richiesta rimasta però senza esito positivo.
«Le famiglie chiedono più scuola, non meno scuola — conclude Sulis —. Per questo continueremo a chiedere all’Istituto Comprensivo e all’Ufficio scolastico di ampliare il tempo scuola, offrendo queste opportunità anche alle classi che oggi ne sono escluse».


