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Carnate, distrutta la ciminiera dell’antica Fornace Sesana
Prima e dopo la demolizione.

Problemi di staticità e struttura fuori asse hanno condannato la torre simbolo della fabbrica di mattoni convertita in insediamento residenziale.

La sindaca di Carnate Rosella Maggiolini l’aveva annunciato: “per la fine di luglio la ciminiera sarà abbattuta”. Con un certo anticipo, il simbolo del quartiere Fornace è scomparso sotto i colpi della ruspa che da ieri, 7 luglio, lavora nell’area residenziale.

A condannare alla scomparsa uno dei simboli del passato produttivo del territorio sono stati problemi strutturali: instabilità della torre di mattoni e un fuori asse di 45 centimetri registrati dalle perizie un paio di anni fa. Perizie al plurale, perché nel tentativo di salvare l’icona del quartiere le analisi si sono susseguite.

ciminiera carnate fornace

Il manufatto, antica ciminiera della fabbrica di mattoni Sesana, chiusa alla fine degli anni ’60, è l’unico elemento rimasto dopo l’intervento che ha riurbanizzato l’area con una vocazione residenziale. Per qualche anno la ciminiera è stata la sentinella dell’area verde attrezzata a servizio dell’insediamento, un’area destinata ad essere ceduta dall’impresa edilizia Schiavi al Comune, dopo il collaudo. Il collaudo è però rimasto strettamente vincolato alle condizioni della ciminiera. Da oggi pomeriggio, l’ostacolo è stato rimosso alla radice: la torre non c’è più.

Dopo la ciminiera, quale futuro per la Fornace Sesana

Scompare così anche l’ultimo baluardo della storia della la Fornace Sesana che nel corso del Novecento ha dato il nome alla località. In passato l’Amministrazione comunale ha provato a valutare diverse soluzioni di salvataggio che però, a fronte delle perizie dei tecnici, si sono rivelate inattuabili.

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Il Comune

“Avevamo chiesto verifiche all’impresa edilizia – ha ricordato il capogruppo Mauro Spialtini a nome dell’Amministrazione Comunale – ma ben due perizie hanno detto che è impossibile. Dopo circa due anni la ditta è intervenuta. Il progetto per il futuro è dunque quello pensato due anni fa: creare una sorta di giardino della memoria con pannelli illustrativi che raccontino un po’ la storia del luogo e dell’antica fabbrica”.  Per mitigare un po’ la “perdita”, l’intenzione è quella di conservare il basamento di cemento e di collocare al posto della ciminiera un albero ad alto fusto, elemento compatibile con la vocazione ricreativa dell’area. E così lo skyline è salvo. O quasi.

mauro spialtini consigliere carnate