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Caldo estremo, a Monza CGIL e Fillea visitano i cantieri: “Massima attenzione”

Nei cantieri di Monza parte la campagna di CGIL e Fillea contro il caldo, con acqua, materiale informativo e richieste di maggiori controlli

Casco, scarpe antinfortunistiche, abiti da lavoro e tante ore trascorse sotto il sole. Nei cantieri le temperature elevate rendono ancora più pesanti attività già faticose e possono trasformarsi in un pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Prevenire i rischi legati al caldo diventa quindi essenziale, soprattutto durante le giornate in cui le temperature raggiungono i livelli più elevati.

È con questo obiettivo che, nell’ambito della Settimana di prevenzione contro il caldo estremo, questa mattina CGIL Monza e Brianza e Fillea CGIL hanno hanno dato il via a una campagna informativa rivolta ai lavoratori, con una serie di visite nei cantieri di Monza. L’iniziativa ha un doppio obiettivo: spiegare i rischi legati allo stress termico e offrire strumenti utili per trovare sollievo dalle alte temperature. I rappresentanti sindacali hanno incontrato gli operai, distribuito acqua e materiale informativo e spiegato quali accorgimenti adottare per prevenire lo stress termico e i colpi di calore.

“Siamo entrati nei cantieri per fare informazione e prevenzione contro il caldo estremo — spiega Andrea Sala, funzionario della Fillea CGIL Brianza —, cercando anche di dare un po’ di sollievo ai lavoratori con bottigliette d’acqua fresca e fascette rinfrescanti. L’obiettivo principale, però, è renderli consapevoli dei rischi specifici provocati dalle alte temperature”.

“I nostri funzionari sindacali sono impegnati tutto l’anno sul tema della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori sui cantieri e in azienda — dichiara Maria Ciociola, segretaria generale Fillea Cgil Brianza —. In queste settimane stiamo intensificando il giro cantieri perché è importante dare un forte segnale di sensibilizzazione sui rischi legati allo stress termico e alla disidratazione”.

Tra il materiale distribuito, anche un volantino che comprende cinque regole fondamentali: evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde e fare pause frequenti, utilizzare quando possibile un copricapo e abiti leggeri, bere molta acqua, intervenire subito in presenza di mal di testa e consumare pasti leggeri evitando gli alcolici. Le indicazioni sono state scritte in italiano, albanese, romeno e arabo, per raggiungere anche i numerosi lavoratori stranieri impiegati nel settore edile.

CGIL indicazioni 02

L’ordinanza contro il caldo nei cantieri

Il giro nei cantieri è stato anche l’occasione per ribadire le disposizioni previste dall’Ordinanza regionale numero 484 del 9 giugno 2026, entrata in vigore il 10 giugno e valida fino al 23 settembre. Il provvedimento vieta le attività lavorative all’aperto con esposizione prolungata al sole tra le 12.30 e le 16 nei cantieri edili, nelle cave e nel settore agricolo. Il divieto scatta nei giorni in cui la mappa del progetto Worklimate di INAIL e CNR indica un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in un’attività fisica intensa.

CGIL indicazioni

La piattaforma rappresenta però uno strumento di supporto, che non sostituisce la valutazione delle condizioni concrete presenti in ciascun luogo di lavoro. “Bisogna sempre valutare anche il luogo specifico nel quale si trova il cantiere — osserva Sala — e il tipo di lavorazione che si sta svolgendo. Il datore di lavoro, il geometra e il capocantiere devono considerare i rischi particolari di quella giornata e intervenire di conseguenza”.

Il rispetto dell’ordinanza è solo una delle misure necessarie. “Oltre al fermo previsto nella fascia oraria in cui il calore è maggiormente avvertito, possono essere messe in pratica altre buone prassi — afferma Diana Layer, responsabile dello Sportello salute e sicurezza della CGIL Monza e Brianza —, come riorganizzare il lavoro e far svolgere le attività più pesanti nelle prime ore del mattino, in modo che il caldo non aumenti ulteriormente il carico di lavoro”.

CGIL: “Servono più controlli”

Secondo la CGIL, tuttavia, alle disposizioni devono accompagnarsi controlli più frequenti. Non soltanto da parte delle autorità e degli organi di vigilanza, ma anche dei soggetti pubblici e privati che commissionano le opere. “Serve più prevenzione, ma servono anche maggiori controlli nei singoli cantieri durante il periodo di validità dell’ordinanza — sostiene Layer —. Spesso riscontriamo che le committenti, sia pubbliche sia private, affidano i lavori in appalto e poi non verificano sufficientemente che le disposizioni vengano rispettate. Anche da parte degli organi di vigilanza è necessario un impegno maggiore”.

Quello dei cantieri resta uno dei contesti nei quali l’esposizione al caldo è più evidente, ma con estati sempre più calde il problema interessa anche altri ambienti di lavoro. “Lo stress da calore è ormai un rischio trasversale — continua Layer —, che non riguarda soltanto il settore edile o chi lavora all’aperto. Allo Sportello salute e sicurezza riceviamo spesso anche lavoratori costretti a svolgere le proprie mansioni in ambienti chiusi, ma non climatizzati, nei quali si raggiungono temperature molto elevate”.

Le visite non si sono limitate al tema delle temperature. L’ingresso nei cantieri ha permesso ai lavoratori di rivolgere ai sindacalisti domande sui rapporti con le Casse edili, sui pagamenti e sulle prestazioni alle quali possono accedere. “Il rischio caldo è un’occasione per tornare nei cantieri della Brianza e incontrare direttamente i lavoratori — aggiunge Sala —, ma anche per affrontare la parte burocratica del loro rapporto con le Casse edili e sciogliere dubbi sui pagamenti o sulla richiesta delle prestazioni”.

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