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Asfalti Brianza torna in Consiglio comunale: botta e risposta sulla rimozione dei rifiuti e il futuro dell’area
Il sito liberato dalla gran parte dei rifiuti

Si torna a parlare del caso Asfalti Brianza a Concorezzo. La Rondine richiama la recente sentenza del Tar. Il sindaco Mauro Capitanio replica rivendicando il lavoro svolto e i risultati raggiunti sul sito. Il commento della Lega: “Alle polemiche preferiamo i risultati”.

Concorezzo. Il Tar Lombardia ha annullato l’ordinanza con cui il sindaco Mauro Capitanio, il 24 marzo 2025, aveva imposto la rimozione dei rifiuti ancora presenti nell’ex sito di Asfalti Brianza. La notizia è emersa lunedì 27 luglio in Consiglio comunale, dopo un intervento di Francesco Facciuto, capogruppo della lista civica La Rondine. Secondo la ricostruzione fatta da Facciuto in aula e poi pubblicata da La Rondine sui proprio social, il Tar ha ritenuto che l’ordinanza non fosse sostenuta da un’istruttoria e da una motivazione sufficienti. Per i giudici queste carenze non potevano essere corrette durante il processo amministrativo.

Oltre la sentenza resta un nodo: il futuro dell’area. «Quel tipo di impianto, ormai vetusto, è incompatibile con il quartiere e con la presenza delle abitazioni», ha detto Facciuto in aula. Immediata in consiglio la replica del sindaco Capitanio, che ha rivendicato il lavoro svolto dal Comune: «Siamo in prima linea su questa vicenda dal 2019. Nessuno sottovaluta la sentenza del Tar». Come ammesso da entrambe le parti, la rimozione del materiale risulta ormai in gran parte effettuata.

La Rondine: «Errori nell’ordinanza»

Nel post pubblicato dopo la sentenza, La Rondine parla di un «passo falso dell’Amministrazione» e sostiene che il provvedimento comunale avrebbe travisato alcuni contenuti della sentenza penale, senza recepire adeguatamente i rilievi formulati dai giudici. Sempre secondo la lettura proposta dal gruppo di opposizione, le carenze dell’ordinanza non sarebbero state sanabili nel corso del giudizio, determinandone così l’annullamento. Il gruppo ritiene che gli errori contestati dal Tar abbiano esposto il Comune al rischio di soccombenza e avrebbero potuto compromettere il percorso avviato per la rimozione del materiale.

Generico luglio 2026Francesco Facciuto interviene al consiglio comunale del 27 luglio 2026

Facciuto ha comunque riconosciuto un elemento positivo: buona parte del cumulo di fresato presente nel sito è stata rimossa. Il primo obiettivo, quello dello svuotamento dell’area, sarebbe dunque vicino al completamento. Resta invece aperto, secondo il consigliere, il tema della caratterizzazione ambientale, degli eventuali interventi di bonifica e della futura riconversione del comparto. In chiusura del proprio intervento, Facciuto ha invitato infine il sindaco a non sottovalutare il contenuto della pronuncia amministrativa e a evitare che, in futuro, possano ripetersi errori analoghi.

Capitanio: «Il Comune ha lavorato fin dall’inizio»

Di segno diverso la replica del sindaco Mauro Capitanio, che ha ricordato come la vicenda sia stata affrontata più volte, anche con toni accesi, all’interno del Consiglio comunale. Il primo cittadino ha riconosciuto il ruolo svolto dai cittadini e dai comitati attraverso le segnalazioni e la pressione esercitata sulle istituzioni, ma ha allo stesso tempo rivendicato l’attività portata avanti dall’Amministrazione. Capitanio ha ricordato che il Comune ha seguito la vicenda fin dall’inizio, partecipando ai tavoli istituzionali e contribuendo al coordinamento tra gli enti coinvolti. Il sindaco ha inoltre ricordato l’attivazione di un tavolo in Prefettura e le diverse ordinanze adottate nel corso degli anni. «Al di là della sentenza del Tar, sul territorio rimangono due risultati oggettivi», ha affermato in sostanza Capitanio: la cessazione dell’attività produttiva e lo svuotamento quasi completo del sito dal materiale precedentemente accumulato.

Quanto al futuro dell’area, il sindaco ha spiegato che saranno necessarie valutazioni legate alla sua attuale destinazione industriale e produttiva. Il tema, secondo Capitanio, dovrà essere affrontato anche nell’ambito del nuovo percorso di pianificazione urbanistica che il Comune si prepara ad avviare. Restano inoltre aperti gli aspetti relativi al monitoraggio ambientale, che, secondo il primo cittadino, sarebbero stati seguiti parallelamente alle procedure amministrative e giudiziarie.

Generico luglio 2026Il sindaco di Concorezzo Mauro Capitanio

Una vicenda iniziata anni fa

Il caso Asfalti Brianza ha attraversato per anni la vita amministrativa e politica di Concorezzo e dei territori confinanti con Monza, Brugherio e Agrate Brianza. Residenti e comitati avevano ripetutamente segnalato odori e disagi provenienti dall’impianto. Nel 2021 una relazione di ATS, citata nel dibattito pubblico, aveva definito «scadente» la qualità dell’aria nell’area monitorata, evidenziando criticità negli indici cumulativi di rischio tossicologico e cancerogeno relativi all’apparato respiratorio. L’impianto aveva interrotto di fatto la produzione nel 2020, mentre la comunicazione formale di cessazione dell’attività è arrivata nel luglio 2024. Con l’ordinanza del marzo 2025, il Comune aveva imposto la rimozione del deposito di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da fresato d’asfalto e miscele bituminose, oltre al ripristino dello stato dei luoghi: si era stimato circa 50mila metri cubi di fresato da smaltire.

La rimozione del materiale risulta ormai in gran parte effettuata. A sottolinearlo sui social con un post è anche la Lega sul territorio: “Grazie al lavoro coordinato dall’Amministrazione Comunale già dal 2020 l’azienda ha iniziato a sospendere la propria attività. Restava un importante accumulo di rifiuti (fresato) che con l’intervento della Procura che ha sequestrato l’area e con la pressione esercitata dall’Amministrazione Comunale, é stato rimosso quasi completamente (vedi confronto nelle foto prima e dopo le attività di rimozione). Ora qualche lista civica polemizza su una recente sentenza del TAR che è intervenuta su una ordinanza di rimozione emanata dal Comune di Concorezzo (e ai tempi accolta favorevolmente dalla lista civica stessa). La Lega alle polemiche ha sempre preferito i fatti e i fatti raccontano che in una vicenda molto complessa un grande lavoro di squadra in tempi molto celeri ha fatto cessare una attività che aveva un forte impatto sul benessere della cittadinanza e rimosso un accumulo molto importante di rifiuti che avrebbero potuto avere un impatto ambientale considerevole”.

Il nuovo terreno di confronto politico riguarda ora gli eventuali ulteriori provvedimenti che il Comune dovrà assumere e, soprattutto, il destino definitivo dell’area che per anni ha ospitato Asfalti Brianza.