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Arcore, il parcheggio da mezzo milione è pronto

Rifatti il fondo e il manto, nuovo asfalto e ciclabile in via San Martino. Piantumazioni per compensare il taglio dei grossi pini domestici sacrificati.

Lavori finiti per il nuovo parcheggio in centro ad Arcore, di fronte all’ex Cinema Apollo, fronte municipio. L’opera, considerata di importanza strategica dall’amministrazione comunale, è conclusa dopo mesi di cantiere e le auto possono già trovare posto negli stalli riformulati tramite il progetto di restyling. L’intera operazione ha avuto un costo di quasi mezzo milione di euro finanziato per la maggior parte dal Comune e, per 100mila euro, da Regione Lombardia tramite l’avanzo di bilancio.

L’intervento del nuovo parcheggio di Arcore

La prima criticità che i lavori hanno risolto è quella del manto stradale dissestato. Le radici degli alberi sul perimetro del posteggio hanno negli anni compromesso il piano e sollevato l’asfalto in più punti rendendo anche qualche posto auto inutilizzabile. L’intervento è stato radicale: scarificazione, scavo, rifacimento del sottofondo e predisposizione del nuovo manto. Nell’operazione si sono persi giusto un paio di stalli.

Oltre al rifacimento del parcheggio, il progetto dell’Amministrazione Comunale ha portato altre due opere: la sostituzione completa dell’asfalto sull’intera via San Martino e la realizzazione di un tratto di ciclabile fino all’altezza di Villa San Martino, dove inizia quella già esistente che costeggia le strutture sportive e la scuola. In questo modo viene garantito un collegamento sicuro per la mobilità dolce da La Ca’ fino via Monginevro.

“Siamo soddisfatti che questo cantiere finalmente prenda il via – dichiarava l’assessore alla partita Luca Travascio all’avvio dei lavorii – era un’opera attesa da tempo e sempre più urgente, viste le condizioni in cui versa il parcheggio dell’ex Cinema Apollo”.

Nota critica: addio ai pini decennali

Nell’operazione di restyling del parcheggio dell’ex Apollo di Arcore, una nota critica si è registrata: l’abbattimento di 7 grossi esemplari di pini domestici che dominavano il paesaggio e garantivano ombra, quanto mai opportuna in estati come quella in corso. Il taglio degli alberi decennali è stato accompagnato in primavera da aspre polemiche. I pini abbattuti erano stati responsabili, con il diramarsi delle radici, del dissesto dell’asfalto e le loro condizioni, aveva spiegato Travascio, non garantivano più standard di sicurezza, “le radici di alcuni si fermavano a una decina di centimetri sotto terra”, spiegava l’assessore dopo un sopralluogo durante l’abbattimento. Il filare scomparso è stato sostituito da una ventina di carpini messi a dimora contestualmente allo svolgimento del cantiere.