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La Brianza della transizione ecologica: AEB accelera sul piano al 2035 e blinda l’asse con A2A
A sinistra AD Annamaria Arcudi e a destra il presidente Mauro Ballabio

Intervista doppia ai vertici di Aeb Dalla continuità industriale ai 460 milioni di investimenti per lo sviluppo infrastrutturale. Il presidente Ballabio e l’amministratore delegato Arcudi tracciano la rotta della multiutility.

Dalla continuità industriale ai 460 milioni di investimenti per lo sviluppo infrastrutturale. Il presidente Ballabio e l’amministratore delegato Arcudi tracciano la rotta della multiutility: «Valore è più che raddoppiato sul territorio, ma sulle aggregazioni locali nessun dialogo: la via maestra restano le gare».

Consolidamento industriale, investimenti infrastrutturali e un forte radicamento territoriale che si traduce in cifre macroeconomiche. Ambiente Energia Brianza (AEB) affronta la nuova stagione della transizione energetica ed ecologica del territorio, forte di un modello integrato con il partner strategico A2A. Con il Piano Industriale proiettato al 2035, la multiutility brianzola punta a ridefinire il concetto di servizio pubblico locale, esportando le proprie competenze anche fuori dai confini regionali ma mantenendo il proprio baricentro economico in Brianza. Abbiamo rivolto tre domande chiave al neoeletto presidente Mauro Ballabio, espressione del rinnovo della governance societaria, e tre all’amministratore delegato Annamaria Arcudi, per comprendere le direttrici finanziarie e industriali del Gruppo.

Le sfide istituzionali e il mercato: parla il Presidente Ballabio

Presidente Ballabio, lei si trova alla guida di AEB da pochi mesi, nominato nel marzo di quest’anno in una fase di forte consolidamento e crescita per il Gruppo. Con quale approccio manageriale e istituzionale intende accompagnare questa nuova stagione industriale della multiutility?

Il mio mandato si apre nel segno di una profonda responsabilità e di una rigorosa continuità industriale nel raccogliere un testimone così significativo. La rotta è tracciata in modo chiaro dall’attuazione del nostro Piano Industriale al 2035, un documento strategico che guiderà il consiglio di amministrazione e tutte le società operative del Gruppo, come Gelsia, Gelsia Ambiente, RetiPiù, A2A Illuminazione Pubblica, VG05 e Renewable Adventure Cornate d’Adda, verso obiettivi sfidanti. Il nostro approccio punta a un duplice obiettivo: da un lato, vogliamo elevare ulteriormente l’efficienza dei servizi locali offerti quotidianamente ai cittadini e agli enti locali; dall’altro, intendiamo rafforzare il ruolo da protagonista che AEB gioca nella transizione energetica, garantendo stabilità strategica e una visione di lungo periodo, capace di contribuire alla competitività e all’attrattività del territorio.

I numeri del vostro Bilancio di Sostenibilità Territoriale evidenziano una crescita esponenziale del valore economico generato e redistribuito. Presidente, come sta cambiando oggi il rapporto economico e sociale tra AEB e il territorio della Brianza?

Il legame con il territorio non è solo un principio identitario, ma un dato economico certificato dai fatti. Se utilizziamo il Bilancio di Sostenibilità Territoriale come preciso strumento di misurazione, emerge come il valore distribuito sia letteralmente esploso nell’ultimo triennio: siamo passati dai 120 milioni di euro del 2022 ai 157 milioni del 2023, fino a superare la quota straordinaria di 308,5 milioni di euro nel 2024. Questo flusso finanziario immette risorse vitali nel tessuto locale, sostenuto da una politica di investimenti territoriali costante e robusta che ha visto impiegati 21,5 milioni nel 2022, 33,5 milioni nel 2023 e 27,5 milioni nel 2024. Questa ricchezza si traduce anche in responsabilità sociale, come dimostrano le 80 nuove assunzioni previste per portare l’organico oltre le 800 unità, i programmi di welfare avanzato come l’azionariato diffuso che assegna gratuitamente azioni A2A ai dipendenti, il sostegno alla genitorialità con congedi retribuiti e contributi per la famiglia. Il contrasto alla povertà energetica ci vede in prima linea al fianco di Fondazione Banco dell’energia con uno stanziamento di oltre 100 mila euro, a cui si aggiungono 200 mila euro in sponsorizzazioni per il territorio nel solo 2024.

Nel dibattito politico ed economico locale ricorre spesso il tema delle possibili aggregazioni e fusioni tra i diversi operatori dei servizi pubblici. Tra le indiscrezioni di stampa si è ipotizzato un vostro coinvolgimento nell’operazione che vedrebbe uniti Bea e Brianzacque. Qual è la posizione ufficiale di AEB in merito?

Sul punto voglio essere estremamente chiaro: ad oggi non esiste alcuna trattativa, né è in corso alcun tipo di dialogo con i soggetti menzionati. Per AEB rimane un punto fermo insostituibile il principio secondo cui le gare pubbliche rappresentano lo strumento migliore per tutelare l’interesse pubblico, perché, a differenza degli affidamenti diretti, sono più trasparenti ed efficaci, mettono a confronto proposte industriali diverse, garantendo così ai cittadini il servizio migliore al prezzo più competitivo sul mercato. La nostra forza e la nostra stabilità derivano dalla collocazione all’interno di un modello industriale integrato con A2A, che garantisce ai Cittadini non solo la raccolta, ma anche lo smaltimento di tutto il ciclo integrato dei rifiuti con impianti di proprietà. Questa partnership rappresenta per noi un vantaggio competitivo e distintivo unico in termini di capacità operativa, solidità negli investimenti e resilienza, che si riflettono anche sui costi operativi a favore dei cittadini. Una forza strutturale che si manifesta anche nella capacità di intervenire tempestivamente a supporto del territorio durante le emergenze critiche, come avvenuto in occasione dell’alluvione dello scorso settembre.

I numeri del piano e l’efficienza operativa: l’analisi dell’AD Arcudi

Amministratore Delegato Arcudi, entriamo nel merito della strategia industriale. Il vostro Piano al 2035 individua nella transizione energetica e nell’economia circolare i due pilastri dello sviluppo. Cosa cambia concretamente rispetto alle strategie del passato e quali sono i target economico-finanziari che vi ponete?

La discontinuità rispetto al passato risiede nell’ambizione e nella scala dei nostri interventi, pur muovendoci in perfetta continuità e sinergia con le linee guida strategiche del Gruppo A2A. Mettiamo a terra un piano che prevede ben 460 milioni di euro di investimenti complessivi, dei quali la metà esatta, ovvero 230 milioni di euro, sarà destinata specificamente alla provincia di Monza e Brianza per far crescere il territorio. Dal punto di vista della redditività, prevediamo che l’Ebitda del Gruppo salga dai 73 milioni di euro del 2024 fino a toccare i 96 milioni di euro al termine del piano nel 2035. Questo percorso genererà un valore cumulato di ben 921 milioni di euro nell’arco del decennio, permettendoci di distribuire un dividendo cumulato di circa 160 milioni di euro ai Comuni soci, i quali potranno reinvestire queste risorse in servizi e opere per le proprie comunità.

La crescita del Gruppo presuppone una spinta sugli investimenti infrastrutturali che, per ragioni di scala, sta superando i confini storici della Brianza. Come riuscite a coniugare questa espansione geografica e industriale al di fuori della Lombardia con le ricadute operative sul vostro territorio di riferimento?

I due aspetti si alimentano a vicenda. Per fare massa critica e generare l’energia pulita necessaria alla transizione dobbiamo guardare dove ci sono le condizioni strutturali per farlo: per questo abbiamo investito fuori regione, come dimostrano gli impianti fotovoltaici di Santo Stefano in Friuli, per una potenza da 62 MW, e di Faenza, da oltre 7 MW. Ma questa diversificazione geografica serve a finanziare e sostenere lo sviluppo di infrastrutture di prossimità in Brianza, dove stiamo installando l’impianto di Cornate d’Adda da 4,3 MW. Obiettivo in arco Piano è arrivare a una potenza installata complessiva di 115 MW. In una Brianza fortemente urbanizzata, dove gli spazi disponibili per grandi impianti a terra sono limitati, abbiamo inoltre sviluppato con Gelsia un know-how specifico nel fotovoltaico su tetto. È un patrimonio di competenze che ci permette di supportare pubbliche amministrazioni, famiglie e imprese nel diminuire i costi in bolletta e nel percorso di transizione energetica del territorio. Le ricadute locali si traducono anche in infrastrutture essenziali per l’elettrificazione dei consumi. A Seregno costruiremo una seconda cabina primaria, un investimento strategico per rafforzare la rete e accompagnare la crescita della domanda elettrica.

La Brianza esprime storicamente performance d’eccellenza nell’economia circolare, ben superiori alle medie nazionali. Quali sono i prossimi passaggi industriali per consolidare questo primato e come sta evolvendo il business dell’illuminazione pubblica in chiave Smart City?

Il consolidamento passa dal potenziamento dei servizi di Gelsia Ambiente, che oggi opera in 28 Comuni servendo quasi 490 mila abitanti. La Brianza è già oggi uno dei territori più virtuosi del Paese nell’economia circolare: nel 2025 abbiamo raggiunto una raccolta differenziata media dell’81,11%, ben al di sopra delle medie regionale e nazionale. L’obiettivo è consolidare questi risultati continuando a investire nell’innovazione e nella qualità del servizio. Grazie alla partnership industriale con A2A abbiamo inoltre azzerato il conferimento dei rifiuti in discarica, tutte le frazioni raccolte vengono avviate al recupero di materia o di energia grazie agli impianti del Gruppo. A questo si affiancano progetti innovativi, come il sacco blu con tecnologia tag e, più recentemente, la raccolta delle capsule del caffè in alluminio nel sacco giallo, in collaborazione con Cial e Nespresso, che fa della Brianza il secondo territorio in Italia ad adottare questa soluzione. Per quanto riguarda i servizi a rete, A2A Illuminazione Pubblica è ormai un player di rilievo nazionale con oltre 400 mila punti luce gestiti in circa 70 Comuni e un know-how unico che ci ha portato a illuminare 130 siti archeologici e a vincere la nuova importante gara dodicennale per la città di Bergamo. In questo settore, dove le città sono in continua trasformazione, il cambio di paradigma è radicale: con la nostra società il lampione non è più solo un punto luce, ma si trasforma in un’infrastruttura digitale multifunzione in grado di ospitare sistemi di videosorveglianza, sensori per il monitoraggio ambientale e le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, traghettando i nostri Comuni nella dimensione delle vere Smart City.