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Donazione di cornee e medicina rigenerativa: il congresso nazionale delle Banche degli Occhi

Due giornate di confronto scientifico che guardano al futuro della medicina oculare, ma che ricordano anche come dietro ogni innovazione continui a esserci un gesto semplice e fondamentale: la scelta di donare.

Dalla ricerca scientifica alle nuove tecnologie per i trapianti, passando per la qualità dei tessuti e la cultura della donazione. Saranno questi i temi al centro del XVIII Corso Nazionale della Società Italiana Banche degli Occhi (SIBO), in programma il 5 e 6 giugno a Milano, dove si riuniranno specialisti provenienti da tutta Italia per fare il punto sul futuro dell’eye banking e della medicina rigenerativa.

L’appuntamento, ospitato all’Enterprise Hotel, vedrà la partecipazione di oftalmologi, biologi, tecnici di laboratorio, ricercatori e professionisti sanitari impegnati nelle attività di prelievo, conservazione e distribuzione dei tessuti oculari destinati ai trapianti.

Un settore altamente specializzato che rappresenta una delle eccellenze della sanità italiana e che svolge un ruolo fondamentale per migliaia di pazienti ogni anno. Le banche degli occhi, infatti, garantiscono la disponibilità dei tessuti necessari ai trapianti corneali e a numerose applicazioni terapeutiche avanzate, contribuendo al recupero della vista e della qualità della vita di persone colpite da patologie degenerative, traumi o gravi lesioni oculari.

Tra le protagoniste dell’evento ci sarà anche la dottoressa Francesca Pateri, presidente di SIBO e direttrice della Banca degli Occhi Regionale della Lombardia, storicamente legata all’IRCCS San Gerardo dei Tintori e recentemente trasferita presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.

«Le banche degli occhi rappresentano oggi una rete altamente specializzata, capace di coniugare competenze cliniche, qualità certificata e innovazione scientifica», spiega Pateri. «L’obiettivo del corso nazionale è rafforzare la collaborazione tra i professionisti coinvolti e promuovere modelli organizzativi sempre più efficienti sia nell’ambito del prelievo dei tessuti oculari sia in quello trapiantologico».

Al centro del dibattito ci saranno le nuove tecnologie applicate alla conservazione e alla valutazione dei tessuti, i sistemi di gestione della qualità e del rischio, le prospettive della medicina rigenerativa e le applicazioni terapeutiche della membrana amniotica, sempre più utilizzata nel trattamento di complesse patologie oculari.

Uno dei temi più sentiti sarà però quello della donazione. Un gesto che continua a rappresentare il presupposto indispensabile per garantire continuità alle attività di trapianto e alle cure per pazienti affetti da gravi malattie della cornea.

Negli ultimi anni l’attenzione dell’opinione pubblica si è concentrata anche sui casi di persone vittime di traumi oculari o aggressioni con sostanze corrosive, situazioni nelle quali la disponibilità di tessuti corneali può risultare decisiva. «Dietro ogni donazione di cornea c’è una concreta possibilità di restituire la vista e migliorare radicalmente la qualità della vita di molte persone», sottolinea ancora Pateri. «La rete delle banche degli occhi lavora ogni giorno per garantire qualità, sicurezza e tempestività nella distribuzione dei tessuti, ma senza la generosità dei donatori tutto questo non sarebbe possibile».

Il congresso rappresenterà anche l’occasione per fare il punto sul ruolo dell’Italia nel panorama europeo dell’eye banking. Grazie a una rete consolidata e a standard qualitativi elevati, il sistema nazionale consente ogni anno migliaia di trapianti corneali e numerose applicazioni terapeutiche avanzate, confermandosi tra i più sviluppati a livello internazionale.