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Cassonetti gialli strapieni a Desio, tra inciviltà e crisi della raccolta del tessile

Discariche a cielo aperto intorno ai cassonetti per la raccolta di indumenti usati. Il boom dei capi a basso costo e di scarsa qualità manda in tilt il riciclo. La cooperativa Vesti Solidale riduce i ritiri, il comune cerca soluzioni.

Cassonetti gialli per gli indumenti usati che straripano, circondati da montagne di vecchi abiti e rifiuti di ogni genere. È questo lo scenario, sempre più frequente, che si presenta a Desio. Nelle ultime settimane la situazione è peggiorata: marciapiedi, strade e piazzali in cui sono installati i cassonetti gialli sono diventati discariche a cielo aperto dove, oltre ai vestiti, compaiono materassi, utensili, giocattoli e persino macchinette del caffè. Emblematico il caso di via Partigiani d’Italia, dove i rifiuti sono stati abbandonati senza alcun timore perfino davanti al comando della Polizia Locale.

Cassonetti gialli strapieni a Desio

La crisi del settore della raccolta del tessile

Il problema è doppio: se da un lato l’inciviltà di alcuni cittadini peggiora il decoro urbano, dall’altro emerge una crisi nella gestione dei rifiuti tessili. “I cittadini incivili abbandonano i propri rifiuti, anche se vedono il cassonetto pieno.  È lo stesso fenomeno che capita anche in prossimità dei cestini. Ci sono poi persone che svuotano i cassonetti, scelgono gli indumenti che preferiscono e poi se ne vanno, lasciando tutto il contenuto per terra” afferma l’assessore all’ambiente Stefano Guidotti. “La questione è complessa. Il problema non è solo l’inciviltà. Il mercato del riciclo si sta saturando, la cosiddetta fast fashion comporta un cambio continuo di indumenti, di cattiva qualità – afferma l’assessore – Chi li recupera, ha i depositi pieni”.

Cambiare il metodo di raccolta

Il comune di Desio, spiega l’assessore, sta cercando una soluzione. “Ci stiamo impegnando a risolvere il problema alla base. Esiste una sola soluzione: cambiare radicalmente il metodo di raccolta. Partiamo dal fatto che è obbligatorio per legge raccogliere separatamente gli indumenti usati. È una raccolta che non si può abolire, ma possiamo cambiarne le modalità. Ho proposto a Gelsia alcuni modelli alternativi, per esempio la raccolta presso la piattaforma, a cui aggiungere una raccolta domiciliare periodica. Per trovare un operatore, bisognerà fare una gara. Il servizio avrà dei costi”.

cassonetti gialli strapieni a desio

Il riciclo non si fa più

I cassonetti gialli sono gestiti dalla Cooperativa sociale “Vesti Solidale” che fornisce lavoro a persone con fragilità. “Il settore della gestione dei rifiuti tessili sta attraversando un periodo di crisi” spiega Matteo Lovatti, presidente di Vesti Solidale. “Dal 2022 in Italia è obbligatorio fare la raccolta del tessile. Fino a qualche anno fa, la raccolta riguardava abiti in buono stato, per il riciclo. Ora, invece, riguarda ogni tipo di capo d’abbigliamento, anche quello in cattivo stato. Vestiti prodotti da aziende di fast fashion, con materiali scadenti, che non possono essere riciclati o possono esserlo solo in minima parte   Il riciclo non si fa più, oppure si fa  solo per qualche piccola filiera. Abbiamo registrato un aumento della raccolta di indumenti del 15% ogni anno e una riduzione della qualità. Il valore di quello che ritiriamo si è ridotto del 40 per cento”.

La raccolta un giorno a settimana

Un altro problema è la crescita della fast fashion. “C’è una grande produzione di capi di bassa qualità: la conseguenza è che aumentano i quantitativi di indumenti raccolti e diminuisce il loro valore. Tutti i contratti tra la cooperativa e i comuni sono stati fatti prima della crisi e il servizio era gratuito. Oggi questa attività non si sostiene più economicamente da sola. Cosa possiamo fare noi? Chiedere un corrispettivo economico o ridurre la raccolta, ovvero passare meno frequentemente per il ritiro. E’ ciò che sta accadendo. Noi facciamo un ritiro a settimana. Sappiamo che non è sufficiente, soprattutto in periodi come questi, quando c’è un cambio stagione e le persone tendono ad eliminare più abiti del solito. Abbiamo in corso un dialogo con Gelsia per cercare di arrivare ad una soluzione”. “Devo constatare però  – afferma il presidente di Vesti Solidale- che in alcuni comuni come Desio i cittadini sono particolarmente indisciplinati”.