dibattito in aula
|Caso Norma Cossetto: ancora scintille nel Consiglio di Monza
Non si placa la polemica a Monza sulla panchina tricolore per Norma Cossetto. Scintille in Consiglio comunale tra Francesco Racioppi (Lab Monza) e Simone Villa (Lega).
La polemica su norma Cossetto tiene ancora banco in consiglio comunale a Monza. A causa di un comunicato dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, l’aula cittadina ha nuovamente vissuto momenti di forte tensione. Il documento dell’Anpi monzese ha condannato il voto del consiglio a favore della mozione Arbizzoni, che chiedeva di dedicare una panchina tricolore alla ragazza italiana seviziata e infoibata dai partigiani titini.
La questione sembrava finita, ma invece, prima Lab Monza, e poi la Lega, hanno dato nuovamente fuoco alle polveri. La prima sostenendo il comunicato dell’Anpi, la seconda condannandolo. “Stiamo assistendo a un progressivo impoverimento culturale culminato con l’aggressione attraverso i social dell’Anpi. – ha commentato Francesco Racioppi, consigliere comunale di Lab Monza -. Il comunicato dell’Anpi critica legittimamente il voto espresso dall’aula e, per quanto ci riguarda, condividiamo nei toni e nel metodo quanto è contenuto nel comunicato“.
Racioppi ha anche approfittato dell’occasione per presentare un’interrogazione relativa all’intitolazione di un parco, o di una via, o di una piazza a personaggi dell’antifascismo monzese.
Il documento propone di tenere in debito conto tre intitolazioni: alle donne partigiane, ad Amedeo Ferrari e a Enrico Bracesco. Riguardo il comunicato dell’Anpi di parere diametralmente opposto si è invece detto Simone Villa, esponente del Carroccio. “Speravo che non si facesse riferimento al comunicato per pietà dei morti – ha dichiarato -. Invece, devo constatare che non ci facciamo mancare niente. Sono orgoglioso del mio voto e del voto a favore espresso dall’aula in modo trasversale. Il comunicato dell’Anpi, purtroppo, in alcuni passi ha toccato punti bassissimi. Norma Cossetto viene definita figlia di una famiglia fascista”.


