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Caro gasolio, a Monza Apa Confartigianato ospita il mondo dell’autotrasporto

Il 23 maggio il principale coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto merci in Italia organizza un’assemblea per discutere dell’aumento dei costi energetici che sta mettendo in crisi un settore strategico.

Monza. In Italia quando si parla di trasporto merci nella quasi totalità dei casi vuol dire citare il trasporto su gomma. Perché in oltre il 90% dei casi è la strada, nel senso letterale del termine, il percorso preferito per far viaggiare merci di vario tipo su e giù per lo Stivale. Un dato decisamente in crescita negli ultimi dieci anni. Se questo è lo scenario generale, non si fatica a capire il perché l’impennata del costo dei carburanti, conseguenza del blocco dello Stretto di Hormuz nell’ambito della cosiddetta terza guerra del Golfo scoppiata ormai tre mesi fa tra Iran da un lato e Stati Uniti e Israele dall’altro, sia decisamente deleteria per le aziende dell’autotrasporto.

Questo settore cruciale per l’economia italiana, che conta circa 80mila imprese di autotrasporto merci, di cui oltre 14mila operative solo in Lombardia, è in queste ultime settimane sempre più in stato di agitazione. La goccia che sta facendo traboccare il vaso già pieno di preoccupazioni è la questione della riduzione delle accise, inizialmente concessa dal Governo Meloni ed ora in scadenza con il rischio di non essere più rinnovata o, comunque, pericolosamente ed ulteriormente limitata.

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L’INCONTRO

La situazione è decisamente calda. Tanto che Unatras (Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci) nei giorni scorsi ha indetto da lunedì 25 maggio a venerdì 29 maggio uno sciopero che porterà l’intera categoria a fermarsi. E le conseguenze potrebbero non limitarsi soltanto ad una carenza degli approvvigionamenti, ma riguardare anche la sicurezza pubblica con blocchi stradali forzati o interruzioni della libera circolazione.

Le trattative tra le associazioni degli autotrasportatori e il Governo sono in corso, anche in queste ore. E la città di Monza non mancherà di essere protagonista. Sabato 23 maggio alle ore 10, presso la sede cittadina di APA Confartigianato Imprese, infatti, si svolgerà l’assemblea di Unatras, il principale coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto merci in Italia, che riunisce Confartigianato Trasporti, CNA FITA e FAI. Il titolo dell’appuntamento, “Prima che il Paese si fermi”, più che una minaccia è un deciso grido d’allarme.

Perché le imprese dell’autotrasporto, che ogni giorno garantiscono l’approvvigionamento di filiere, aziende, attività commerciali e famiglie, vogliono denunciare di essere ormai al limite dell’operabilità. L’aumento dei costi operativi e, in particolare, il peso crescente del caro gasolio aggravato dalle recenti tensioni geopolitiche, dal loro punto di vista, hanno ridotto, per non dire ormai quasi azzerato, il margine di guadagno.

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LA PREMESSA

All’appuntamento del 23 maggio a Monza presso la sede di APA Confartigianato Imprese probabilmente si arriverà con novità fresche. Poche ore prima, infatti, il 22 maggio alle ore 17.30, Unatras è stata convocata a Palazzo Chigi a Roma. Nella sede del Governo italiano Confartigianato Trasporti, che attualmente ha la guida di Unatras nella persona del Presidente Claudio Riva, potrà portare direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al vicepremier e Ministro dei trasporti, Matteo Salvini, le ragioni del mondo dell’autotrasporto.

Il tavolo di confronto, che da parte del Governo ha anche l’obiettivo dichiarato di scongiurare lo sciopero proclamato per il periodo dal 25 al 29 maggio, è accompagnato dalle notevoli aspettative delle associazioni degli autotrasportatori. Che sperano in misure adeguate ed urgenti in grado di ridurre gli effetti negativi dell’aumento del costo dei carburanti e dare maggiori certezze ad un settore in crisi.

Tra le richieste di questa categoria strategica per l’economia del nostro Paese ci saranno lo stanziamento di 500 milioni di euro, sotto forma di credito d’imposta, per compensare l’impennata dei prezzi, il rimborso immediato delle accise trimestrale o comunque entro 10 giorni dalla presentazione della domanda, il ripristino dell’agevolazione piena del rimborso accise trimestrale e la sospensione temporanea, su base facoltativa, del pagamento di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi.

Dalle risposte del Governo dipenderanno i successivi sviluppi. Ma, di sicuro, il tavolo di confronto del 22 maggio non sarà l’ultima tappa di un percorso tutto ancora da percorrere. Su strada e non solo.