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Calcio Monza in Serie A: alle radici della promozione
Tutta la gioia dei biancorossi: il Calcio Monza è promosso in Serie A

Il Calcio Monza torna in Serie A dopo solo una stagione tra i cadetti: per centrare questo risultato storico sono stati decisive tutte le componenti, dal mister alla società passando per i giocatori. La sfida è ora affermarsi nel massimo campionato

Il Monza torna in Serie A. E questa volta la sensazione è diversa: più consapevole, più matura, forse persino più solida la squadra che raggiunge il massimo campionato rispetto a quella che l’ha conquistato nel 2022.

La promozione ottenuta dalla rosa di Paolo Bianco non nasce dall’entusiasmo e dagli investimenti “fuori scala” della coppia Silvio Berlusconi e Adriano Galliani: nasce, ed è innegbile, da quelle premesse, ma si sviluppa lungo un percorso che ha portato alla crescita delle singole componenti giorno dopo giorno, attraverso lavoro, serietà e dedizione. Il Monza è tornato dove “voleva essere”, e l’ha fatto con pieno merito, pur soffrendo tantissimo negli ultimi 90′ di gioco.

I meriti

Se esiste una squadra che meritava la Serie A, quella squadra è il Monza.

Lo dicono i numeri della regular season, chiusa ai vertici del campionato, ad un passo dal Venezia – imprendibile, allenato dal tecnico più esperto nel centrare il salto di categoria – e dal Frosinone – il cui rendimento è stato strepitoso, ben al di sopra delle aspettative di tutti. Un dato su tutti: il Monza ha vinto 14 volte su 19 in casa.

Lo dicono le prime tre sfide playoff, affrontate senza mai speculare, con personalità e qualità contro avversari difficili come Juve Stabia e Catanzaro, mostrando di avere qualcosa in più rispetto alle concorrenti: profondità della rosa, esperienza, qualità tecnica e soprattutto una mentalità da grande squadra, capace di rialzarsi e reagire anche nei momenti complicati, pur concedendosi qualche “blackout”.  Nell’ultimo impegno la squadra ha riproposto questo cortocircuito, giocando con la tensione per il risultato e la paura di sciupare tutto come successo a Mantova. Ma nonostante la verve di un Catanzaro al quale vanno fatti tanti complimenti, l’obiettivo è stato centrato. E questo era solo un sogno per tantissimi solo un’estate fa. Ed è questo che rimarrà negli almanacchi.

La copertina

Il volto della promozione è inevitabilmente quello di Paolo Bianco. Quando il tecnico è arrivato a Monza ha trovato un ambiente complicato: una retrocessionepesante ancora addosso, tanti giocatori scontenti, alcuni già con la testa lontana dalla Brianza e una squadra che sembrava aver perso identità e fiducia.

Calcio Monza Paolo Bianco esultanza Foto MoralePaolo Bianco, tecnico pugliese protagonista della promozione del Monza

Paolo Bianco ha fatto esattamente il contrario di ciò che spesso accade nel calcio moderno: non ha cercato alibi, non ha chiesto rivoluzioni immediate, non si è imposto solo con l’autoritarismo. Ha invece lavorato sulla testa dei giocatori prima ancora che sulla tattica, ricostruendo i legami di appartenenza in spogliatoio. Ha ricostruito il gruppo, ridando entusiasmo a una squadra svuotata dall’ultima stagione in Serie A. Ha creato un ambiente coeso, coinvolgendo tutti: titolari, riserve, giovani e veterani. E soprattutto è riuscito a trasmettere una mentalità positiva e ambiziosa, fatta di “coraggio e follia”, come ha ripetuto più volte durante l’anno.

Certo non sono mancati i momenti difficili, segnati da risultati sportivi poco brillanti (si veda l’inizio della stagione, o la sconfitta di La Spezia o l’occasione sciupata a Mantova) o da contrasti più o meno espliciti con alcuni elementi della rosa. Ma il gruppo ha sempre “tenuto”, mostrando di avere la giusta concentrazione negli appuntamenti decisivi.

La società

Se Bianco è stato il leader tecnico della promozione, la società ha rappresentato la base capace di sorreggere l’intero progetto.

In un calcio spesso dominato dai proclami e dalla ricerca di visibilità ad ogni costo, i rappresentanti del fondo Beckett Layne Ventures e gli altri dirigenti – la Presidentessa Lauren Crampsie, l’A.D. Mauro Baldissoni, il D.S. Nicolas Burdisso – hanno limitato al massimo interventi e dichiarazioni. Scelta non per forza sempre condivisibile o necessariamente vincente, ma parte di una strategia: lavorare sottotraccia, senza clamore, ma con idee chiarissime..

La volontà di tornare immediatamente in Serie A si è vista soprattutto nel mercato di gennaio. Nonostante una classifica già positiva, gli arrivi di Hernani, Cutrone e Caso sono stati investimenti tali da testimoniare quanto la società volesse salire di categoria non solo a parole. Il segnale era chiaro: il Monza non voleva semplicemente provarci: voleva riuscirci.

Le radici

Questa Serie A ha radici profonde. Buona parte della rosa promossa porta la firma della gestione Berlusconi-Galliani. Lo zoccolo duro del gruppo — per mentalità, esperienza e cultura del lavoro — nasce infatti dal progetto costruito dalla proprietà Fininvest dopo il 2018, ed è stato perfettamente integrato la scorsa estate.

La storica promozione del 2022 non è stata cancellata dalla retrocessione successiva. Al contrario, ha lasciato un’eredità tecnica e culturale che oggi si è rivelata decisiva, contrariamente a quanto poteva apparire lo scorso agosto, con tanti musi lunghi al raduno di inizio stagione. Ridare vigore e valore a quel gruppo si è rivelata una scelta vincente anche se più difficile della “ricostruzione totale” invocata nel maggio scorso.

La sfida

Adesso inizia una nuova sfida: nel 2022 la Serie A rappresentava soprattutto un traguardo storico, il compimento di un sogno, la catarsi da un’oppressione stregata, sportivamente maledetta. Arrivare in Serie A era l’unico obiettivo. Oggi il contesto è diverso: il Monza conosce già la categoria, ne ha vissuto luci e difficoltà e sa quanto sia complicato restarci.

Per questo la nuova promozione dovrà diventare qualcosa di più di una festa. La Serie A deve trasformarsi in un obiettivo stabile, in un punto di partenza verso una nuova dimensione sportiva per Monza e la Brianza tutta. E forse è proprio questa la differenza più grande rispetto al 2022.

Foto Alessio Morgese – Agenzia FotoMorAle