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Autotrasporto, accordo con il Governo sul caro gasolio: da Confartigianato a Monza parte la riscossa

Un settore strategico per l’economia italiana, messo in crisi dal taglio delle accise, ha ottenuto misure immediate di ristoro. Presso l’associazione imprenditoriale l’assemblea di alcuni dei principali rappresentanti di categoria ha chiarito dettagli, obiettivi e priorità.

Monza. Una trattativa, soprattutto se condotta a livello istituzionale, non può concludersi con le ragioni di una parte che prevalgono totalmente su quelle di un’altra. Se questa è la naturale premessa, quanto ha ottenuto Unatras (Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci), dopo il confronto a Palazzo Chigi con il Governo, sull’impennata del costo dei carburanti e, soprattutto, sulla questione della riduzione delle accise, non è sicuramente tutto. Ma è qualcosa, forse addirittura abbastanza.

Dal credito d’imposta per un importo di circa 300 milioni di euro alla compensazione del rimborso accise trimestrale entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, dalla possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte fino alla ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica quale organismo deputato alla definizione delle politiche di un settore cruciale per l’economia italiana, che conta circa 80mila imprese di autotrasporto merci, di cui 11mila in Lombardia e quasi 900 a Monza e in Brianza dove registra oltre 6mila addetti.

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IL RISULTATO

Queste le misure principali, inserite nel Decreto Legge appena approvato dal Consiglio dei Ministri ed ora in attesa delle disposizioni attuative, che hanno spinto le rappresentanze dell’autotrasporto a revocare lo sciopero indetto da lunedì 25 maggio a venerdì 29 maggio. Una decisione che, anche di fronte ad un’adesione che probabilmente non sarebbe stata maggioritaria, se non fosse arrivata, avrebbe avuto conseguenze più generali sul tessuto economico italiano, impostato per il 90% ancora sul trasporto su gomma delle merci, provocando una sicura carenza degli approvvigionamenti. 

La sospensione del fermo nazionale dei servizi dell’autotrasporto è stata formalizzata anche a Monza presso la sede cittadina di APA Confartigianato Imprese, nel corso dell’assemblea di Unatras, il principale coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto merci in Italia, che riunisce Confartigianato Trasporti, CNA FITA e FAI. 

Confartigianato autotrasportoIl senatore Romeo (primo da des.) mentre segue l'assemblea Unitras

L’appuntamento, alla presenza anche di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, del presidente di Apa Confartigianato Imprese, Giovanni Mantegazza e del Presidente Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti, ha visto un dibattito diretto tra Claudio Riva, Presidente di Confartigianato Trasporti e attualmente anche alla guida di Unatras, e la platea in sala costituita da un centinaio di autotrasportatori. Tra le necessità emerse quella di puntare sull’unità di una variegata categoria, fondamentale per l’economia italiana, per avere una maggiore capacità di verifica sulla reale attuazione dei provvedimenti e mantenere aperto il confronto con le istituzioni nella comune consapevolezza di garantire continuità ai servizi di trasporto e logistica.

I DETTAGLI

L’assemblea degli autotrasportatori presso la sede monzese di APA Confartigianato Imprese è partita dal resoconto dell’incontro a Palazzo Chigi con il Governo. “Essere stati ricevuti dopo più di 30 anni dal Governo è per la nostra categoria già un fatto positivo e storico – spiega Riva – avevamo chiesto 500 milioni di credito d’imposta per il ristoro del taglio lineare delle accise, che, con il prezzo medio del gasolio salito del 64% tra marzo e maggio 2026, ha fatto perdere agli autotrasportatori 20 centesimi al litro“.

Confartigianato autotrasportoL'intervento del Presidente Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti

“Siamo comunque soddisfatti di aver ottenuto 300 milioni di euro di credito d’imposta, di cui 100 erano stati già assegnati a marzo, che vanno a coprire quanto la nostra categoria ha perso nell’ultimo trimestre” continua il Presidente di Confartigianato Trasporti. Il Governo Meloni ha poi cercato di andare incontro alle richieste delle associazioni dell’autotrasporto merci anche sul dilazionamento di un mese del pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali di giugno e sulla liquidità di cassa con il rimborso delle accise a 30 giorni, non 60 come inizialmente previsto, dalla presentazione della domanda, solo se fatta on line.

Altro risultato giudicato positivo dai rappresentati degli autotrasportatori, che a Monza e in Brianza per quasi il 60% fanno riferimento ad imprese artigiane e nel 2025 con il trasporto su strada in Lombardia hanno movimentato merci per 150 miliardi di euro, pari al 43,3% dell’interscambio totale regionale, è l’avvio di un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti finalizzato a proseguire l’analisi delle altre questioni di carattere tecnico-normativo che interessano il comparto.

I COMMENTI

“L’accordo con il Governo è il riconoscimento del ruolo fondamentale del settore dell’autotrasporto, che svolge un lavoro spesso silenzioso, ma indispensabile per garantire la continuità di intere filiere dell’economia italiana” afferma Mantegazza. Le misure approvate nell’ultimo Decreto Legge del Consiglio dei Ministri non sono comunque sufficienti a dissolvere le nuvole sul cielo di un settore già in difficoltà ed ora ulteriormente colpito dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, innescate dal conflitto nel Golfo tra Stati Uniti e Israele da un lato ed Iran dall’altro.

Confartigianato autotrasporto(Da sin.) Sergio Piardi, Claudio Riva e Riccardo Gervasoni

“Forse avremmo potuto alzare ancora di più il tiro per ottenere maggiori risorse economiche, che dovevano essere già nostre ed ora in parte ci sono state restituite, anche perché la nostra categoria ha anche fatto un grande sforzo per modernizzare il parco veicolare – sostiene Sergio Piardi presidente del Fai (Federazione Autotrasportatori Italiani) Lombardia – è molto importante, in ogni caso, anche la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, che era stata tagliata dal Governo Monti e, invece, è un elemento importante anche nell’ottica degli Stati generali del trasporto e della logistica ad ottobre”.

“Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno e speriamo che la nuova Guerra del Golfo non duri ancora molto – aggiunge Riccardo Gervasoni, presidente di CNA Fita (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Lombardia, che rappresenta e tutela le imprese di trasporto merci e persone – comunque è da monitorare il discorso delle accise sui carburanti perché facendo bene le somme, nonostante l’accordo con il Governo, per noi la perdita è ancora del 40%”.

Confartigianato autotrasporto

LE PROSPETTIVE

Il futuro prossimo degli autotrasportatori, quindi, è ancora pieno di incertezze. E se durante l’assemblea di Unatras presso la sede di APA Confartigianato Imprese a Monza il presidente Riva ha invitato chiaramente la sua categoria a “non restituire ai committenti i soldi appena ottenuti grazie all’accordo con il Governo”, c’è chi, oltre a lamentarsi degli eccessivi costi del lavoro e della burocrazia, ha sottolineato la necessità di rivedere la legge 561, la normativa europea che disciplina i tempi di guida, le interruzioni e i periodi di riposo per i conducenti di veicoli pesanti ed è foriera di numerosi controlli e verbali da parte delle Forze dell’Ordine sulle strade e autostrade italiane.

La risoluzione di molte problematiche, però, rientra in un contesto molto ampio e complesso. Che non si limita, come sottolinea il Presidente Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti, “alla mancanza di manodopera nel settore dell’autotrasporto e alla concorrenza sleale che finisce per colpire anche la tutela dei cittadini sulle strade”. “L’Unione europea deve capire che le deroghe al Patto di stabilità non possono essere legate solo alla difesa, ma anche ai costi della sicurezza energetica – spiega Romeo – l’Italia è un Paese più esposto di altri su questo fronte e l’auspicio è che la politica sappia lavorare insieme per trovare le soluzioni migliori”.

Saper fare fronte comune, però, deve partire prima di tutto da chi è iscritto alle diverse associazioni degli autotrasportatori. Perché, come sottolinea Carlo Molteni, imprenditore brianzolo titolare della Molteni Trasporti, azienda con sede a Giussano e più di 70 anni di storia alle spalle, “non ci si può sempre chiedere soltanto cosa fanno le associazioni o lo Stato per noi, ma prima cosa facciamo noi per loro – conclude – ci vuole la capacità di andare oltre i propri interessi individuali per metterli insieme ad altri e puntare verso risultati collettivi“.