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|Rilancio della stazione, HQMonza non ci sta: “FS incassa 44mila mq di aree, ma alla città non dà nulla”
L’associazione cittadina accende i fari sulla riqualificazione dell’area di 44mila metri quadrati: “Un’operazione immobiliare enorme, ma alla città cosa resta? Servono garanzie su metropolitana, barriere antirumore e traffico merci”.
Monza – Monza si prepara a cambiare volto partendo dal suo snodo principale, ma l’imponente riassetto della Stazione Centrale rischia di trasformarsi in un affare a senso unico. Il piano di Ferrovie dello Stato è ormai sul tavolo e ha già incassato i favori di Comune e Regione: l’obiettivo dichiarato è fare dello scalo monzese la vera “Porta Nord” di Milano. Il progetto, però, porta con sé una trasformazione urbanistica ed economica massiccia: la riconversione di 44mila metri quadrati dell’attuale, e sottoutilizzato, scalo merci in un’area edificabile destinata a maxi-spazi commerciali e pubblici esercizi.
Un’operazione lecita e strategicamente rilevantissima per FS, impegnata a mettere a reddito il proprio patrimonio immobiliare in tutta Italia. A sollevare il velo sulle criticità dell’accordo è però l’Associazione HQMonza, che solleva una questione di pura e semplice reciprocità: a fronte del via libera a questo enorme sviluppo urbanistico, cosa ottiene in cambio la città?
Il paradosso della M5 e il “modello Segrate”
Il primo nodo riguarda l’infrastruttura più attesa del decennio: il prolungamento della metropolitana M5. Se da un lato Ferrovie si prepara a incassare i dividendi della nuova Porta Nord, dall’altro – fa notare l’associazione – manca totalmente una presa di posizione pubblica, o una qualsiasi forma di pressione istituzionale, a favore dell’arrivo della lilla fino alla Stazione Centrale di Monza. Il silenzio di FS su questo fronte stride fortemente se paragonato a quanto sta accadendo dall’altra parte della metropoli: a Segrate, per il futuro scalo “Porta Est”, la spinta del colosso ferroviario per prolungare la M4 è stata decisa e ripetuta. “Perché per Monza non vale la stessa regola?”, si chiedono dall’Associazione.

L’eventuale, e futura, apertura della fermata Monza Est sulla linea per Lecco viene archiviata da HQMonza come “roba vecchia”, un’infrastruttura richiesta dalla città fin dal 1980 che non può in alcun modo essere spacciata per la moneta di scambio dell’attuale operazione.
La piaga del rumore e l’incognita dei treni merci
Fuori dai futuri spazi commerciali ci sono poi le ferite aperte nei quartieri lambiti dai binari. Da dieci anni i residenti di via Gottardo, Quintino Sella, Medici, Manara e del quartiere San Rocco chiedono soluzioni per il rumore assordante dei treni sulla linea Milano-Chiasso. Di recente la tratta ha subito pesanti lavori di adeguamento agli standard europei TEN-T per il traffico merci, ma al netto dei cantieri non è stato posato un solo metro di barriere fonoassorbenti. L’idea di interrare la linea in una galleria artificiale, pur caldeggiata in passato dall’amministrazione, al momento viene completamente ignorata da Ferrovie.
A questo si aggiunge un’incognita pesante sulla viabilità. Con il raddoppio previsto della Seregno-Carnate, il rischio concreto è che la tratta monzese della linea Lecco-Milano diventi lo sfogo principale per il traffico merci pesante. Un “quadruplicamento di fatto” che scaricherebbe un inquinamento acustico intollerabile sulla zona Est della città, un’area già densamente urbanizzata e storicamente provata dai convogli in transito.
Un appello al Pirellone: “servono veri collegamenti locali”
La partita non si gioca solo con FS, ma chiama in causa direttamente Regione Lombardia. L’invito di HQMonza è che l’assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente (competente per Trenord), entri nei tavoli tecnici non solo per discutere di urbanistica, ma per pianificare il reale utilizzo dello scalo. La futura maxi-stazione, incrociata con la M5, dovrà diventare il capolinea di una rete di servizi ferroviari locali all’altezza di un bacino di oltre tre milioni di abitanti. Tra le priorità indicate dal territorio ci sono il rafforzamento della Monza-Molteno-Lecco, la linea Monza-Seregno-Malpensa e l’integrazione di proposte recenti, come il collegamento diretto Monza-Carnate-Orio al Serio avanzato dal Collegio Ingegneri Ferroviari.


