Politica
|Seregno, la Lega in strada contro Ilaria Salis: “È un insulto alla legalità della Brianza”
L’europarlamentare di Avs ospite all’Arci Tambourine per un incontro su diritti e antifascismo: la Lega presidia l’ingresso con uno striscione e contesta la scelta della serata
Seregno– La Lega di Seregno non ha lasciato passare sotto silenzio la visita di Ilaria Salis. Martedì sera, mentre l’europarlamentare di Avs prendeva la parola al circolo Arci Tambourine, all’esterno è scattata la protesta dei militanti del Carroccio. Uno striscione esposto — “Salis, basta giustificare la violenza” — e un attacco politico durissimo che ha messo nel mirino l’intera gestione degli spazi pubblici in città.
Il presidio contro “il modello dell’illegalità”
Per il segretario locale Edoardo Trezzi e per la Lega Giovani, la presenza della Salis a Seregno è un affronto al senso civico del territorio. “Invitare una figura condannata per occupazioni abusive offende chi le regole le rispetta”, hanno dichiarato i rappresentanti leghisti. Il cuore della contestazione non è solo ideologico, ma tocca il tema scottante della casa: secondo il Carroccio, dare risalto a chi sostiene le occupazioni significa penalizzare i cittadini onesti in attesa di un alloggio pubblico.
Tensione in strada e polemiche sui patrocini
La serata non è stata priva di scintille. La Lega ha denunciato la “provocazione” di un’ex consigliera comunale del PD, uscita dal circolo per affrontare i manifestanti con toni accesi. Ma la polemica si è allargata rapidamente a tutto il tavolo dei relatori.
Alessandro Corbetta, capogruppo regionale della Lega, ha puntato il dito contro la presenza di Oscar Innaurato (Brianza Arcobaleno): “Parliamo di chi ha promosso iniziative che insultano la comunità cristiana. Questo evento deve essere un monito per tutte le amministrazioni: concedere patrocini e spazi a queste persone significa legittimare messaggi pericolosi”.
Un caso politico che resta aperto
L’incontro “Occhi su Maya T.”, nato per discutere di diritti e detenzione, si chiude così con un pesante strascico polemico. Da una parte il mondo dell’associazionismo che rivendica la libertà di parola, dall’altra una Lega determinata a fare da argine a quella che definisce «violenza politica». Una spaccatura che ora si sposta dai marciapiedi di via Tiziano direttamente nelle aule della politica brianzola.


