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Monza, licenziamenti alla Sangalli: l’azienda respinge le accuse, i sindacati chiamano al presidio

Si accende il confronto tra azienda e sindacati a Monza sul caso dei licenziamenti che coinvolgono due dipendenti della Impresa Sangalli

Si accende il confronto tra azienda e sindacati a Monza sul caso dei licenziamenti che coinvolgono due dipendenti della Impresa Sangalli, attiva nei servizi di igiene ambientale e spazzamento anche nei cantieri di Monza e Sesto San Giovanni. Dopo le notizie circolate nei giorni scorsi, l’azienda ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione. I provvedimenti — si legge — «non sono stati frutto di scelte improvvisate», ma l’esito di procedimenti disciplinari regolari, avviati a seguito di comportamenti ritenuti «particolarmente gravi sotto il profilo lavorativo». Ai dipendenti sarebbero stati contestati fatti specifici, con la possibilità di difendersi alla presenza dei rappresentanti sindacali, prima della decisione finale. Sangalli respinge con fermezza anche ogni ipotesi di collegamento tra i licenziamenti e il ruolo sindacale dei lavoratori coinvolti.

Di segno opposto la lettura dei sindacati di base, tra cui Confederazione Unitaria di Base (CUB), che parlano di un «grave attacco all’attività sindacale». Secondo quanto denunciato, i due lavoratori — delegati particolarmente attivi, uno dei quali rappresentante per la sicurezza — sarebbero stati licenziati dopo essere stati «pedinati per settimane da un’agenzia investigativa privata, con modalità ritenute in contrasto con le normative sul controllo a distanza e sulla privacy».

Per le sigle coinvolte, tra cui anche S.I. Cobas e altre realtà del territorio, si tratterebbe di un episodio inserito in un contesto più ampio di tensioni nei luoghi di lavoro, con ripercussioni sulla libertà sindacale e sul diritto di sciopero. Da qui la decisione di organizzare un presidio di solidarietà davanti alla sede aziendale di via Enrico Fermi, a Monza, nella giornata del 23 aprile.