La sorpresa
|È L’idiota di Dostoevskij lo “spettacolo al buio” al Teatro Binario 7: sala gremita e applausi per la prima
È stato il pubblico, questa volta, ad avere la possibilità di scegliere, attraverso un sondaggio disponibile online dal 26 settembre e fino al 31 dicembre 2025, quale spettacolo sarebbe andato in scena al 17 al 19 aprile 2026 per la rassegna Teatro+Tempo Presente.
Monza. La sorpresa è stata mantenuta fino all’ultimo istante, finché le luci della sala Chaplin non si sono abbassate, svelando finalmente al pubblico il titolo tanto atteso. È L’idiota di Fëdor Dostoevskij scritto, diretto e interpretato da Corrado Accordino, lo “Spettacolo al buio” andato in scena venerdì 17 aprile al Teatro Binario 7. Un evento speciale, in cartellone dal 17 al 19 aprile 2026 per la rassegna Teatro+Tempo Presente, concepito come un grande regalo per celebrare i primi vent’anni di attività della Compagnia. Il risultato di questa scommessa? Una sala gremita e lunghi, calorosi applausi da parte di una platea che, per una volta, ha assunto le vesti di vera e propria direttrice artistica scegliendo il proprio spettacolo del cuore.
È stato infatti il pubblico, questa volta, ad avere la possibilità di scegliere, attraverso un sondaggio disponibile online dal 26 settembre e fino al 31 dicembre 2025, quale spettacolo sarebbe andato in scena. Tra le possibilità, alcuni dei grandi titoli storici messi in scena dal teatro: Lo Straniero, L’idiota, Hemingway, D’Artagnan, Mozart, Dell’amore e di altri demoni, Così tanta bellezza, Munch. Autoritratto su carne, Psycho killer e I libri (non) servono a sparare. Prima di entrare in sala, al pubblico è stato chiesto di provare a indovinare quale spettacolo, di lì a poco, sarebbe andato in scena, incollando un francobollo vicino al titolo prescelto.

Sul palcoscenico, a catalizzare l’attenzione degli spettatori, un’atmosfera volutamente scarna ed essenziale: l’unico elemento di scenografia è un girasole al centro della scena, simbolo di una imperturbabile purezza ma anche, forse, della fragilità della vita. A dare voce e corpo ai tormenti del Principe Myškin è lo stesso Corrado Accordino, unico interprete di un monologo profondo e totalizzante. Attraverso l’uso della gestualità e della parola, Accordino si trasforma, offrendo al pubblico tutta la complessità di un personaggio enigmatico e affascinante. Il suo Myškin si muove tra una serena e disorientante mancanza di volontà e la beatitudine quasi mistica dei suoi eccessi, ergendosi a simbolo di un’anima innocente che si scontra con la crudeltà del mondo. Lo spettacolo prosciuga l’architettura del romanzo concentrandosi in particolare sull’episodio iniziale di Marie, restituendo una figura a tratti comica e amara, a tratti tragica e sublime.

“Tra le iniziative con cui, nel corso della stagione, abbiamo festeggiato i nostri primi vent’anni di attività e di impegno nel territorio questa merita un’attenzione speciale: è nata con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico in modo diretto, attivo – ha commentato il direttore artistico Corrado Accordino. “Tra chi, di settimana in settimana, siede in sala Chaplin e in sala Picasso troviamo persone che seguono il nostro lavoro da tanti anni e volti sempre nuovi: è grazie ai loro sguardi e alle loro reazioni, alle loro emozioni, che ogni spettacolo prende vita.
Corrado Accordino
“Per questo ci è sembrato importante coinvolgere il pubblico una volta di più, e in maniera differente, chiedendo direttamente a chi frequenta le sale di via Turati quale spettacolo avrebbe voluto rivedere. Noi poi ci abbiamo aggiunto il nostro, decidendo di tenere segreto il titolo dello spettacolo fino alla fine: un invito alla sorpresa e alla scoperta, pensato per consolidare il rapporto di scambio e di fiducia con il pubblico e per rafforzare quel senso di appartenenza che rende il teatro una comunità viva, prima ancora che un luogo di spettacolo”.


