Arcore, altri alberi tagliati per la sicurezza urbana. Parla l’assessore
Tagli in via San Martino e in via Casati. Proteste sui social. Travascio: “bisognava pensarci decenni fa. In arrivo un regolamento per consentire solo piante con radici adeguate al contesto urbano”.
Giornata difficile, per gli alberi di Arcore. Mentre in via Casati sette platani sono spariti per salvare l’asfalto della ciclabile dagli effetti distruttivi delle radici, in pieno centro è stato terminato l’abbattimento dei pini domestici necessario alla riqualificazione del parcheggio. I social di paese hanno fatto da cassa di risonanza per chi lamenta una mentalità cieca tra chi governa e fatica a trovare soluzioni alternative al taglio delle piante. Tanto più in una provincia iper-urbanizzata e in un’epoca in cui il ruolo delle piante assume sempre più valore, alla luce dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento.
Oggi però l’assessore alla partita Luca Travascio interviene, deciso a spazzare vie le banalizzazioni di un argomento che invece ha le sue complessità e significative connessioni con il tema della sicurezza urbana. A sollecitarne le dichiarazioni, appunto, i due episodi di oggi.
Alberi già in via Cassati ad Arcore
In via Casati, in corrispondenza dell’Aumai, bordo strada, il sacrificio è stato compiuto per mano di un privato, una società commerciale che ha in capo l’area a uso pubblico. “La manutenzione è a carico del privato – ha spiegato Travascio – al quale abbiamo trasmesso l’indicazione di un intervento, dopo numerose segnalazioni di dissesto sulla pista ciclabile. L’agronomo ha definito le piante non più in sicurezza, nella prospettiva di una sistemazione dell’asfalto”. Da qui il nulla osta all’abbattimento. Al privato, spiega l’Amministrazione comunale, si è chiesta una piantumazione compensativa.
In via San Martino, 14 piante tagliate, 29 in arrivo
In via San Martino invece, la caduta degli ultimi pini domestici sotto le motoseghe ha completato un disegno finalizzato al restyling del parcheggio dell’ex Apollo. Problema da eliminare: la compromissione dell’asfalto per via delle radici. “E’ spiaciuto anche a me – ha dichiarato Travascio – ma ho letto la relazione dell’agronomo e sono personalmente andato a osservare i lavori: l’apparato radicale, sviluppato in orizzontale, era sotto l’asfalto di soli 8 centimetri. Sia chiaro: qui nessuno si alza la mattina con il desiderio di tagliare le piante, ma sulle situazioni pericolose noi dobbiamo prendere delle decisioni, anche se sofferte”. Inoltre, ha precisato l’assessore, in via San Martino, dove sono stati tagliati 14 alberi, se ne pianteranno 29. E da quando l’Amministrazione si è insediata, tiene a precisare Travascio, ha messo a dimora circa 2mila nuovi esemplari: “che poi non tutti siano sopravvissuti, mi sembra un naturale corso delle cose”.
Peraltro le due situazioni di oggi sono solo alcune di quelle che Travascio indica come problematiche. I pioppi che costeggiano la piscina, per esempio, “sono pericolosissimi, anche se continuiamo a far manutenzione ogni anno”.
Parte del problema sarebbe legato alla scarsa lungimiranza degli urbanisti dell’ultimo mezzo secolo che hanno messo a dimora talvolta essenze non compatibili con l’ambiente urbano, spesso proprio per via del tipo di apparato radicale. Senza contare l’incremento di cemento e asfalto sopravvenuto negli ultimi decenni.
Un regolamento con gli alberi sì e quelli no
Su questo fronte allora l’Amministrazione comunale di Arcore prova a immaginare una soluzione radicale e strutturata che eviti il ripetersi della scelta obbligata: l’albero è pericoloso per gli utenti della strada, va tagliato. “Abbiamo deciso di stilare un regolamento – ha detto Travascio – per definire bene le essenze consentite negli spazi più urbanizzati, selezionate tra specie autoctone e in grado di non generare interferenze con apparati radicali che crescono in orizzontale. Questo è un impegno concreto al quale si sarebbe dovuto pensare decenni fa”.


