La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il conducente del tram della linea 9 che venerdì scorso è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto, terminando la corsa contro la facciata di un edificio. Il bilancio è pesantissimo: due persone hanno perso la vita e una cinquantina sono rimaste ferite, alcune in modo grave.

Il tranviere, 49 anni, residente a Muggiò, sarebbe ora indagato per l’ipotesi di disastro ferroviario. L’atto, secondo quanto si apprende, è contenuto nell’informativa trasmessa dalla Polizia locale ai magistrati titolari dell’inchiesta.
Parallelamente sono scattate acquisizioni e sequestri negli uffici di ATM, in via Monte Rosa. Gli agenti si sono presentati nella sede dell’azienda del trasporto pubblico nelle prime ore del mattino per eseguire un decreto disposto dall’autorità giudiziaria. Nel mirino degli investigatori ci sono documenti tecnici relativi ai nuovi convogli Tramlink – entrati in servizio di recente – oltre alle comunicazioni intercorse tra la centrale operativa e il conducente nei minuti precedenti l’incidente.

L’obiettivo è ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e verificare eventuali criticità sul piano tecnico e procedurale. Tra le ipotesi al vaglio vi è quella di un problema legato allo scambio dei binari. Il macchinista avrebbe riferito di aver accusato un malessere poco prima del deragliamento, circostanza che dovrà essere accertata anche attraverso esami clinici e riscontri oggettivi.
La dinamica resta al centro degli accertamenti: si dovrà stabilire se vi siano state anomalie nel sistema di deviazione, errori umani o eventuali concause. Solo al termine delle consulenze tecniche e dell’analisi dei dati registrati a bordo sarà possibile delineare un quadro definitivo delle responsabilità.


