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Oltre la fatica, al passo della solidarietà: torna la magia della Monza Montevecchia eco Trail

Presentata la Monza Montevecchia 2026: il 17 maggio si corre per la Terapia Intensiva Neonatale e per la Joëlette inclusiva. Debutta il percorso individuale.

Dalla Reggia di Monza alle colline del Parco del Curone, con lo sguardo puntato sul traguardo davanti al Santuario di Montevecchia. È un viaggio di 33,5 chilometri tra natura, fatica e paesaggi della Brianza quello che ogni anno richiama centinaia di runner alla Reale Mutua Monza Montevecchia Eco Trail (MoMot).

La 14ª edizione, presentata giovedì 5 marzo nella storica cornice dei Musei Civici di Monza, si correrà domenica 17 maggio, confermandosi una delle gare più iconiche del calendario FIDAL. Organizzata dalla Monza Marathon Team, la MoMot ha raccolto negli anni oltre 340mila euro per progetti locali, confermando il legame tra sport, territorio e solidarietà.

“Siamo alla 14ª edizione, eppure sembra ieri quando abbiamo riportato questa gara in una chiave moderna e solidale – ha esordito Andrea Galbiati, presidente della Monza Marathon Team –. Alla base c’è un grande gioco di squadra: nella MoMot lo sport corre davvero al fianco del territorio e della solidarietà”.

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Monza Montevecchia 2026: novità e percorso

Per il 2026 debutta la versione “Solo”, accanto alle formule Classic e Relay, che permetterà agli atleti di affrontare l’intero tracciato individualmente. Il percorso, con 700 metri di dislivello, attraversa il Parco di Monza, il Parco dell’Alta Valle del Lambro e il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, fino al traguardo al Centro sportivo di Montevecchia. Momento simbolo della gara: i 177 gradini che conducono al Santuario.

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“È una gara speciale e unica per Monza – ha spiegato Viviana Guidetti, assessore allo Sport del Comune di Monza –. C’è anche un importante aspetto culturale: si parte dalla Reggia e si arriva fino al Santuario di Montevecchia. La corsa rientra nel Trofeo Monza Corre, un circuito di quattro gare che permette di far conoscere il territorio in tutte le sue declinazioni. Quest’anno l’aspetto solidale riguarda Intensivamente Insieme, un progetto a cui tengo particolarmente e che ci vede coinvolti insieme alla piscina Pia Grande”.

Tra i partecipanti ci sarà anche Federico Romani, presidente del Consiglio di Regione Lombardia: “Quest’anno correrò anche io e ne sono onorato. È una manifestazione speciale, dove si unisce un mix bellissimo di sport, natura, solidarietà e territorio”.

Il pettorale artistico 2026, realizzato da Claudio Cernuschi, racconta con un’illustrazione il percorso e l’abbraccio finale all’arrivo. Il ritiro dei pettorali sarà sabato 16 maggio all’Arengario di Monza, dalle 10 alle 17, oltre che la mattina della gara.

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Organizzazione, numeri e Solidarietà

La gara prenderà il via alle ore 8, con un tempo massimo di 4 ore e 15 minuti. Tra le novità c’è la possibilità di disputare la staffetta anche in modalità non competitiva. Saranno circa 300 i volontari a supporto degli atleti, mentre il numero massimo di partecipanti è di 500 runner tra le diverse formule. Nelle passate edizioni sono stati oltre 5.200 finisher.

La Monza Montevecchia sostiene da sempre progetti benefici. Per il 2026 il principale è “Intensivamente Insieme”, a favore della Terapia Intensiva Neonatale del San Gerardo di Monza, che consente ai neonati di ricevere cure in stanze dedicate con la presenza dei genitori, secondo il modello Family Centered Care. L’associazione promuove anche attività di sensibilizzazione nelle scuole e offre supporto gratuito alle famiglie per affrontare le pratiche burocratiche legate alla riabilitazione.

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Accanto a questo progetto, la gara sosterrà l’iniziativa del Comune di Montevecchia per l’acquisto di una Joëlette, una carrozzina da fuoristrada che permetterà alle persone con disabilità motorie di partecipare ad escursioni all’aperto.

Ivan Pendeggia, sindaco di Montevecchia, ha commentato: “La MoMot è prima di tutto un ritrovarsi tra amici. Sono contento che quest’anno ci sia questa novità, anche se le emozioni – soprattutto quando si arriva in cima, tra solidarietà e fatica – sono impagabili. Abbiamo in mente di realizzare un parco inclusivo, pensato per persone con disabilità motorie e sensoriali, uno spazio dove tutti possano divertirsi. L’iniziativa di quest’anno va proprio in questa direzione, con il sostegno della Monza Marathon Team: l’idea è creare un verde inclusivo a disposizione di tutte le associazioni di Montevecchia”.

Parte delle quote di iscrizione, che aprono venerdì 6 marzo, sarà devoluta a questi progetti, confermando come la Monza Montevecchia non sia solo una gara podistica, ma un evento capace di unire sport, territorio e solidarietà.