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Monza: il Mapelli dedica una giornata alla fibrosi cistica tra sport e solidarietà

Con LIFC Lombardia, il Mapelli propone un percorso immersivo: workout con una cannuccia, testimonianze e riflessioni civiche. Un modo per capire cosa significhi lottare per ogni respiro.

Una giornata all’insegna di coloro che combattono contro la fibrosi cistica. Tra testimonianze, ed insegnamenti medici, all’Istituto monzese Mapelli 55 studenti affronteranno questo tema attraverso un’iniziativa che unisce scuola, sport e solidarietà in un unico messaggio: ogni respiro conta, e ogni gesto di consapevolezza può diventare un passo verso un futuro migliore

In collaborazione con la Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) Lombardia, la scuola promuove una mattinata di sensibilizzazione in cui lo sport diventa strumento concreto di inclusione, consapevolezza e responsabilità sociale. Ad aprire l’evento sarà Aldo Melzi, Dirigente Scolastico, che illustrerà il valore educativo dell’iniziativa: unire la formazione sportiva all’impegno civile, perché crescere come atleti significa anche crescere come cittadini. “Sono lieto di supportare questa iniziativa – afferma Aldo Melzi – Perché da insegnante, prima di diventare dirigente, ho avuto una studentessa con questa patologia che era un modello di eccellenza; il suo ricordo è indelebile. Per questo motivo, sono ancora più felice di unire i valori atletici alla formazione civica, così da sviluppare tra gli studenti quell’empatia necessaria, unita alla resilienza e alla consapevolezza sociale“.

L’incontro, guidato dall’atleta adaptive Lucia Dimola, non sarà una semplice conferenza. Studenti, e professori saranno invitati a mettersi in gioco in prima persona. Svolgeranno un breve workout respirando esclusivamente attraverso una cannuccia. Un gesto semplice ma potente, che simula la difficoltà respiratoriaquotidiana di chi convive con la fibrosi cistica. L’obiettivo è trasformare l’ascolto in esperienza diretta. L’obiettivo è che gli studenti non si limitino a sentire parlare della malattia, ma comprenderla nei polmoni. Capire sulla propria pelle cosa significhi vivere con una patologia genetica rara è il primo passo per superare l’indifferenza. La fatica diventa empatia, lo sport si trasforma in consapevolezza.

atleta adaptive Lucia DimolaAtleta adaptive Lucia Dimola

“Vedere questi ragazzi mettersi in gioco ci riempie di speranza. Come padre so cosa significa lottare per ogni respiro. – ha dichiarato il Presidente di LIFC Lombardia, Fabio Roncoroni – Correre insieme a mio figlio e a tanti altri pazienti verso il traguardo della prossima Milano Marathon non è solo una sfida atletica, ma un messaggio potente: la fibrosi cistica ci mette alla prova, ma non ci ferma. Ogni passo di consapevolezza degli studenti e ogni riga scritta dai giornalisti oggi sono mattoni per un futuro di cure migliori.”

interverrà anche Andrea Galbiati, Presidente della Monza Marathon, maratoneta con sessanta gare all’attivo nel mondo: “Prepararsi a una sfida, fisica o civile, richiede costanza, disciplina e determinazione. Il mio consiglio ai ragazzi è ‘Run with your heart’, il motto della Monza Marathon. Correte con il cuore. Non è solo il motore del nostro corpo, ma lo strumento con cui possiamo fare la differenza nella vita degli altri. Correre può e deve diventare un gesto di solidarietà, un modo per sostenere chi affronta ogni giorno sfide invisibili.”