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Monza inaugura “Il Carro Hostel”, nuova struttura di accoglienza negli spazi storici del Carrobiolo

La nuova struttura dispone di 50 posti letto, organizzati in quattro camerate, quattro camere prenotabili anche singolarmente e due mini appartamenti destinati all’housing sociale, realizzati grazie al contributo di Fondazione Cariplo e pensati per offrire soluzioni temporanee a persone che attraversano mometi di fragilità abitativa.

Monza. Inaugurato nella mattinata di sabato 28 marzo alla presenza di autorità e cittadini, “Il Carro Hostel” nasce da un progetto promosso dall’Impresa sociale “Il Carro” e rappresenta un intervento significativo di rigenerazione urbana che ha preso avvio nella seconda metà del 2024. La nuova struttura di accoglienza in vicolo Scuole 5 dispone di 50 posti letto, organizzati in quattro camerate, quattro camere prenotabili anche singolarmente e due mini appartamenti destinati all’housing sociale, realizzati grazie al contributo di Fondazione Cariplo e pensati per offrire soluzioni temporanee a a persone che attraversano mometi di fragilità abitativa.

In concreto, il progetto si inserisce in un sistema di accoglienza già attivo che vede protagonista l’edificio di proprietà della Congregazione di Chierici Regolari di San Paolo, meglio conosciuti come Padri Barnabiti. Dall’estate del 2024 è attivo infatti il Bed&Breakfast Carro Rooms, una struttura che dispone di sei camere ed è diventata un punto di riferimento per chi cerca un’accoglienza curata nel cuore di Monza. L’obbiettivo: creare un sistema economico alternativo in grado di produrre ricavi da reinvestire nella tutela dell’ambiente e nello sviluppo dei progetti educativi e per i giovani portati avanti da oltre trent’anni da “Il Carro“, generando valore sociale sul territorio.

Inaugurazione Il Carro Hostel Carrobiolo Monza

“Spesso associamo gli ostelli a un’ospitalità rivolta esclusivamente ai giovani, ma il concetto è molto più ampio – ha commentato il sindaco di Monza Paolo Pilotto. “Avere una struttura di questo tipo nel tessuto urbano – oltre a quella già presente nel Parco, al confine con Biassono – è un passo fondamentale per una Monza che sta maturando una vera e propria consapevolezza da capoluogo. La nostra città ha smesso di aspettare passivamente che qualcuno si accorga delle sue bellezze: registriamo quotidianamente flussi importanti, con centinaia di migliaia di visitatori, anche internazionali, attratti ad esempio dalla Villa Reale. E non c’è solo il turismo: Monza è oggi un polo di richiamo per il lavoro, lo studio e lo sport”.

Inaugurazione Il Carro Hostel Carrobiolo MonzaPaolo Pilotto

“Non ritengo affatto casuale che questa apertura avvenga in questo preciso momento storico. Abbiamo appena concluso la ristrutturazione dell’asilo notturno per senzatetto di via Raiberti, stiamo per inaugurare il nuovo Spazio 37 in via Borgazzi e abbiamo da poco tracciato, insieme a numerosi enti e associazioni, le linee per il centro di giustizia riparativa. Tutti questi tasselli compongono un quadro chiaro: Monza è una città sempre più devota alla cultura dell’accoglienza a 360 gradi”.

Il complesso in questione, con i suoi diversi edifici e spazi, ha origine nel 1232 quando venne edificata la chiesa di Santa Maria del Carrobiolo, allora appartenente all’Ordine degli Umiliati. Dopo la soppressione dell’ordine nel 1571, il convento e la chiesa furono affidati ai Padri Barnabiti, che da allora sono rimasti custodi del luogo caratterizzandolo con la propria tradizione educativa e culturale e con il valore dell’ospitalità. Nel 1822 nasce il primo oratorio della città animato negli anni successivi da padre Luigi Villoresi figlio del sovrintendente alla realizzazione dei Giardini della Villa Reale e fratello dell’ingegnere da cui prende il nome il famoso canale di irrigazione.

Inaugurazione Il Carro Hostel Carrobiolo Monza

“Per noi l’ostello non è semplicemente una nuova struttura ricettiva – le parole di Simona Ravizza, Direttrice dell’Impresa sociale “Il Carro” che con i suoi progetti coinvolge ogni anno oltre 200 giovani e circa 150 famiglie grazie al lavoro di educatori e alla rete di insegnanti e volontari che anima il Sistema Carrobiolo. “È un tassello di un progetto più ampio che mette al centro i giovani e le loro possibilità di crescita. Da oltre trent’anni lavoriamo perchè i ragazzi possano trovare spazi di fiducia, responsabilità e protagonismo”.

Il progetto

Il recupero degli spazi ha preso avvio nella seconda metà del 2024 e ha comportato una spesa complessiva di 600mila euro (di cui 100mila grazie al contributo di Fondazione Cariplo). La progettazione e direzione lavori è stata affidata all’architetto Giorgio Ripa mentre l’esecuzione dell’intervento è stata realizzata dalla cooperativa sociale F. A. T. A. Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità degli ambienti interni. La riqualificazione percettiva degli spazi e lo styling cromatico sono stati progettati dall’architetto Aldo Bottoli: la filosofia progettuale parte dall’idea che gli spazi non vengano semplicemente osservati ma vissuti e interpretati attraverso la percezione con il colore che diventa uno strumento capace di orientare, accogliere e generare benessere.

Inaugurazione Il Carro Hostel Carrobiolo MonzaInaugurazione Il Carro Hostel Carrobiolo Monza

“Si tratta di un grande progetto di accoglienza ricettiva portato avanti nel corso degli anni, di cui l’ostello è solo l’ultimo tassello, e che si inserisce nella gestione de Il Carro con finalità educative, culturali e sociali – spiega l’architetto Giorgio Ripa. “Le Rooms, inaugurate più di un anno fa, comprendono sei camere con bagno e dodici posti letto su una superficie di circa 250 metri quadri. Oggi siamo di fronte all’inaugurazione dell’ostello: 550 metri quadri con undici camere dotate di bagno, cinquanta posti letto e due unità dedicate alle realtà protette (due locali con bagno per complessivi otto posti letto)”.

Inaugurazione Il Carro Hostel Carrobiolo MonzaGiorgio Ripa

“Intervenire su uno spazio esistente è sempre una sfida, soprattutto dover applicare su un edificio che ha più di 60 anni le normative attuali. La prima difficoltà è stata a livello organizzativo: è stato un lungo iter verificare la compatibilità delle destinazioni d’uso, conclusosi con un permesso di costruire convenzionato. Il secondo passaggio ha riguardato le complesse verifiche strutturali sullo stabile nella sua totalità. Ma per rendere la struttura meglio fruibile, abbiamo dovuto anche realizzare un’opera di restauro sulla facciata Liberty”.